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Medio Campidano. Riparte l’attività del Punto Nascita dell’ospedale di San Gavino

Il reparto era stato chiuso agli inizi di maggio a causa della carenza di pediatri neonatologi. Nieddu: “In arrivo alcuni pediatri dall’Aou di Cagliari che andranno a dare manforte ai colleghi di San Gavino”. Carboni: “Entro luglio sarà svolto da Ares Sardegna il concorso di Neonatologia”. Campiglio: “Il modello organizzativo dell'Uoc ha consentito un incremento del numero dei parti di oltre il 20% annuo anche nel periodo Covid”

23 MAG - L’attività del punto nascita dell’ospedale di San Gavino Monreale, sospesa temporaneamente agli inizi di maggio per la critica carenza di pediatri neonatologi, riprende oggi la piena operatività. La questione è stata oggetto di confronto nel corso del tavolo regionale tenutosi presso l’assessorato alla Sanità il 18 maggio, dove insieme all’Assessore Mario Nieddu ed Ares, hanno partecipato i vertici della Asl 6 che avevano richiesto l’incontro e i sindaci del Medio Campidano. 

“L’Unità Operativa Complessa di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria – evidenzia a Quotidiano Sanità il direttore del reparto Antonio Campiglio, accennando ai dati della struttura - ha proposto un modello organizzativo di assistenza ostetrica e ginecologica di tipo integrato ospedale-territorio. Tale modello ha consentito un incremento del numero dei parti di oltre il 20% annuo anche nel periodo Covid. La struttura che si è contraddistinta per aver consentito l’ingresso dei partners in sala parto nel periodo epidemico è riuscita a ridurre il numero dei tagli cesarei al di sotto del 15% ed ha portato al 17.2 % la percentuale di parti vaginali in pazienti con precedenti cesarei. Tali valori sono ben al di sotto degli indicatori di qualità indicati nel Piano nazionale esiti (PNE) del Ministero della salute”. 

“Non va dimenticato – prosegue Campiglio - come la struttura sia il riferimento sul territorio per la cura delle patologie del pavimento pelvico (prolasso genitale), e ciò assume notevole importanza in considerazione dell’elevata percentuale di donne over 65 nel Medio Campidano, la più alta di tutta la Sardegna. Nell’anno 2021 il reparto ha ottenuto il Bollino Rosa come riconoscimento nazionale della qualità dei servizi offerti offerti alle donne. Un’ultima puntualizzazione, negli anni 2020-2021 nella struttura sono nati 825 bambini”. 

L’assessore Mario Nieddu spiega con propria nota come sono risaliti a trovare una soluzione per dare risposte al territorio: “Nell’imminente sono in arrivo alcuni pediatri dall’Aou di Cagliari, specialisti che dal Policlinico di Monserrato andranno a dare manforte ai colleghi di San Gavino, che continueranno a ricevere supporto anche dai medici dell’Asl 7”.

“Ancora una volta, attraverso importanti sforzi organizzativi, – sottolinea l’esponente di Giunta – ci troviamo a far fronte a una carenza di specialisti che parte da lontano e pesa in modo particolare sui presidi che si trovano al di fuori dei grandi centri urbani. Un problema che non riguarda solo la Sardegna e i cui effetti si riverberano ovunque a livello nazionale, anche in sistemi sanitari storicamente più solidi del nostro. Affrontiamo perciò una situazione emergenziale mettendo in campo ogni strumento a nostra disposizione. Nel caso di San Gavino, che rappresenta un presidio strategico per il territorio, faremo ricorso allo strumento di incentivi delle Risorse aggiuntive regionali, attivato per la prima volta alla fine dello scorso anno con uno stanziamento di 13 milioni di euro. Nel frattempo continuiamo a bandire i concorsi e abbiamo anche ripreso ad investire con convinzione sulla sanità del nostro territorio a partire dalla formazione dei medici, attraverso l’aumento esponenziale delle borse di studio”. 

“Soluzioni strutturali di questo tipo, però – conclude l’assessore -, producono effetti apprezzabili solo nel tempo e oggi abbiamo situazioni che non possono restare in attesa di risposta. L’impostazione che stiamo spingendo in Sardegna è quella che si ispira alla massima collaborazione e sostegno tra le aziende del nostro sistema sanitario, ma per garantire più flessibilità e maggiori margini d’azione servirebbe un intervento deciso a livello nazionale. Con le altre regioni abbiamo trasmesso al ministero della Salute un documento di venticinque pagine, con soluzioni e proposte, ma al momento le risposte tardano ad arrivare”.

Il D.G. della Asl 6 Giorgio Carboni aggiunge: “Le aziende sanitarie trovano nella sinergia e nel sostegno reciproco la chiave per affrontare il problema della carenza di personale sanitario che, non solo in Sardegna, ma in tutta Italia, sta causando problemi e disservizi senza fine. Siamo sempre pronti a fare fronte comune, con le altre Asl e insieme a Regione Sardegna e Ares, per rispondere alle esigenze dei cittadini. Con una forma di collaborazione interaziendale, ognuno per le proprie disponibilità, si mettono a disposizione delle altre aziende sanitarie delle risorse, in questo caso i professionisti di diverse specialità, per poter superare le difficoltà momentanee. Ed in proposito di selezioni, accenno che entro luglio dovrebbe essere svolto da Ares Sardegna il concorso di Neonatologia dal quale si vogliono attingere le risorse necessarie per rinforzare l’organico e non andare in sofferenza”.

Elisabetta Caredda

23 maggio 2022
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