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Pronto soccorso Ghilarza. Ripresa l’attività, ma l’emergenza carenza di personale rimane

Il Pronto Soccorso dell’ospedale Delogu di Ghilarza ha anticipato la ripresa delle attività con la disponibilità di medici in arrivo da altre Assl e delle guardie mediche. Ma  Fimmg e Fismu diffidano l’Assl/Ats: per norma non è previsto che la Guardia Medica operi al di fuori delle mansioni ad essa prescritte. Contrario anche l’Omceo Oristano, che chiede a Nieddu l’apertura di una trattativa per una soluzione che rispetti la normativa vigente. Ma Mariano Meloni, direttore Assl OR, risponde: ”Non è vero che le guardie mediche sono impiegate al PS, si occuperanno dei codici bianchi”.

26 AGO - Il Pronto Soccorso dell’ospedale Delogu di Ghilarza ha anticipato la ripresa delle attività. Dopo infatti la sospensione del servizio per impossibilità di garantire la copertura dei turni, sabato 10 agosto 2019 il direttore ad interim del Presidio ospedaliero unico di area omogenea della Assl Oristano, Sergio Pili, ha comunicato la disponibilità di due medici e quindi l’integrazione di due unità di personale per lo svolgimento dei turni feriali diurni, provenienti rispettivamente dal pronto soccorso di Carbonia e dalla direzione dell’ospedale di San Gavino. Pili ha dunque proposto il calendario estivo del servizio del Punto di primo intervento del nosocomio con decorrenza dal 12 agosto.

La comunicazione inviata dall'Azienda sanitaria precisa inoltre: “Resta inteso che i turni diurni festivi e del sabato e quelli notturni verranno assicurati dai medici del servizio di continuità assistenziale e del reparto di Medicina secondo la prassi ordinaria che pone in carico al medico di continuità assistenziale i casi classificati come bianchi al triage. I casi di maggiore gravità potranno essere risolti in loco, con la consulenza del medico in servizio nel reparto di Medicina, ovvero avviati al Dea di primo (Oristano, Nuoro) o secondo livello (Sassari) raggiungibili tramite 118 o nostra ambulanza”.


Il direttore generale della Assl Oristano Mariano Meloni lo aveva detto: “Continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, per far sì che anche il Pronto Soccorso di Ghilarza possa riprendere al più presto la sua attività e, nell’eventuale disponibilità di medici, anticipare la riapertura rispetto alla data prevista del 25 agosto”. E così è stato, anche se si tratta pur sempre di una risposta temporanea volta a tamponare l’emergenza. “Abbiamo lavorato per cercare di garantire quanto prima la riapertura del Punto di primo intervento e ora siamo riusciti a trovare una soluzione grazie all'ausilio di medici in arrivo da altre Assl e delle guardie mediche - spiega Meloni, come riporta il quotidiano l’Unione Sarda -; i codici gialli e rossi saranno presi in carico direttamente dal 118. Questo non significa che abbiamo risolto l'emergenza – sottolinea il direttore - : la carenza di personale rimane. Stiamo infatti operando con prestazioni aggiuntive e quindi non in una situazione di normalità, abbiamo fatto di tutto per garantire in sicurezza l'assistenza”.

Soddisfazione anche dell’Assessore regionale per la Sanità Mario Nieddu: “La riapertura del pronto soccorso dell'ospedale Delogu è una buona notizia e non solo per la città di Ghilarza, ma per tutti gli abitanti del Guilcer e del Barigadu. L'intero sistema sanitario regionale è in sofferenza per la carenza di medici specialisti; una situazione che, nell'immediato, ci sta obbligando a tamponare le emergenze per ridurre i disagi ai cittadini. La nostra sanità – continua Nieddu – raccoglie un'eredità pesante in cui la riorganizzazione si è fatta solo con i tagli. Nei territori, specie nelle aree rurali, le difficoltà che stiamo attraversando alimentano il senso di abbandono ed è per questo che il segnale che diamo oggi acquista un significato ancora più forte. Stiamo lavorando per dare risposte strutturali il più rapidamente possibile, ma nell'emergenza non lasceremo indietro nessuno. Non posso che ringraziare ancora una volta – aggiunge l’Assessore -, chi si è speso in prima persona per conseguire questo risultato, in particolare il presidente della Commissione Sanità, l'onorevole Domenico Gallus, il direttore dell'ospedale San Martino, Sergio Pili, e tutti i medici che hanno dato la propria disponibilità a coprire i turni, nonché tutto il personale sanitario del Delogu”.

La soluzione pensata dell’utilizzo delle guardie mediche per consentire la prosecuzione del servizio del punto di Primo intervento dell’ospedale Delogu non trova però d’accordo i Sindacati di categoria, ossia la Federazione italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) e la Federazione Italiana sindacale Medici uniti (Fismu), che con due distinti documenti hanno contestato la suddetta “scorciatoia” poichè per norma non è previsto che la Guardia Medica operi al di fuori delle mansioni ad essa prescritte. Il Segretario provinciale Fimmg di Oristano, Alessandro Usai, specifica che “Sergio Pili non dovrebbe avere nelle sue competenze quella di organizzare qualunque attività della Continuità Assistenziale e tantomeno se diverse da quelle definite dagli Accordi Nazionali e Regionali della Medicina Generale”, quindi “diffida l’Assl/Ats a prendere iniziative avventuristiche sulla pelle dei Medici di Medicina Generale con ordini di servizio illegittimi che mettono a rischio l’assistenza ai pazienti e la sicurezza degli operatori”.

La Responsabile Area Convenzionata Fismu, Anna Rita Ecca, sottolinea che “voler spacciare la normale attività della Continuità Assistenziale come attività di Pronto Soccorso è oltremodo scorretto, perché non solo viola le norme contrattuali e l’inquadramento giuridico dei medici convenzionati non formati per l’emergenza, ma volutamente genera attese nei cittadini che a questa struttura si rivolgono. Ai medici del punto guardia di Ghilarza non competono interventi di urgenza/emergenza, che sono propri dei medici strutturati del Ps. La Direzione del Presidio Ospedaliero Unico di Area Omogenea dell’Assl Oristano, inoltre, nessuna competenza ha in merito ai rapporti contrattuali e organizzativi del Servizio di Continuità Assistenziale”. Evidenziato ciò, la Fismu invita “l’Ats e la Assl di Oristano a chiarire pubblicamente i termini della ripresa dell’attività del Primo soccorso del Presidio ospedaliero di Ghilarza senza coinvolgere figure professionali estranee a tale servizio”.

Ed a sostegno di quanto evidenziato dalle due sigle sindacali interviene l’Ordine dei medici della provincia di Oristano (Omeor) che, per voce del Presidente dell’Ordine Antonio Sulis, propone l’istituzione “di un tavolo di trattativa con i diretti interessati, finora ignorati, senza avventurarsi in iniziative estemporanee che ricadrebbero sulla pelle dei Medici di Medicina Generale e che oltretutto rendono rischiosa la sicurezza degli operatori privi di copertura assicurativa relativa all’attività, imposta, da svolgere e ancora più l’assistenza ai pazienti”. Associandosi dunque alla diffida mossa dalla Fimmg e del Fismu, Sulis chiede con urgenza “l’apertura di una trattativa all’Assessore per la Sanità che dovrebbe ben conoscere le normative che regolamentano l’attività convenzionata da quella dipendente, per trovare, se possibile, una soluzione al problema che rispetti la normativa vigente”.

Replica, lo si apprende da l’Unione Sarda, il direttore generale dell'Assl Mariano Meloni: “Non è vero che le guardie mediche sono impiegate al Pronto soccorso che in realtà è un punto di primo intervento, nell'ordine di servizio viene specificato che i medici della continuità assistenziale si occuperanno dei codici bianchi. I casi più gravi – evidenzia - potranno essere affrontati con la consulenza del medico del reparto di Medicina come accadeva anche prima oppure se necessario trasferito altrove”. Meloni conclude facendo osservare che la guardia medica ha il vantaggio di poter attivare direttamente il 118.

Elisabetta Caredda

26 agosto 2019
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