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Covid. Al via in Sardegna alle prenotazioni ai vaccini per i nati dal 1982 al 2004

Sono stati 100 mila, fa sapere la Regione, le persone che, nella fascia di età 16-39 anni hanno prenotato per la somministrazione, 70 mila nelle prime due ore di apertura al portale. Ma scatta la polemica: Agus: “Le prenotazioni sono state aperte diverse ore prima dell’ora annunciata. Per chi ha seguito le indicazioni della Regione la prima dose arriverà solo ad Agosto. Ci attendiamo che vengano garantiti nuovi slot e si ragioni su priorità”.

07 GIU - A partire da venerdì 4 giugno anche la Sardegna ha esteso le vaccinazioni ai giovani, a partire dall’età dei 16 anni. Il via alle prenotazioni è stato dato dalla Regione attraverso una nota: “Dalle 18 di venerdì, quindi, prenotazioni possibili per tutti i nati dal 1982 al 2004. Orario posticipato, rispetto a quello che era in programma per le 12, per massimizzare ulteriormente la disponibilità delle agende degli hub e dei centri vaccinali dell’Isola”. Queste le disposizioni della Regione, che riferisce come nelle prime due ore di accesso alla piattaforma di Poste Italiane, in 4 giugno, sono state 70mila le prenotazioni riconducibili alla fascia 16-39 anni, di cui 29mila nella fascia 30-39, 28mila in quella 20-29 e 13mila nella 16-19.

Complessivamente, le prenotazioni registrate sulla piattaforma di Poste Italiane dalla sua attivazione nell’Isola sono passate da 558mila raggiunte venerdì, a 591mila nel pomeriggio di sabato. “In meno di 24 ore – fa sapere sempre la Regione - sono stati 100mila i nati dal 1982 al 2004 che hanno prenotato l'appuntamento per la vaccinazione”.


Soddisfazione del Presidente della Regione, Christian Solinas: "Una meravigliosa risposta dei giovani, una forte spinta da parte loro alla campagna vaccinale, che conferma i segnali registrati nella giornata di venerdì, nelle prime ore dall'apertura delle prenotazioni agli over 16. Tanti giovani che saranno immunizzati e che, dopo l'estate, potranno tornare sui banchi di scuola o all'università in un contesto diverso, in una nuova normalità di cui anche loro saranno protagonisti, grazie al vaccino e dopo tanti sacrifici. Oggi la Sardegna riparte da questa voglia di libertà dei nostri giovani e con loro vogliamo tirare la volata verso il traguardo della piena immunizzazione della nostra Isola”.

“Dai giovani un segnale positivo - ribatte l'Assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu -. Questa è una battaglia che si vince tutti insieme. Se il virus ha prodotto distanziamento e isolamento sociale, il vaccino, al contrario, sta nuovamente unendo le persone verso il traguardo comune, fuori dall'emergenza. Il 42% dei sardi ha già ricevuto la prima dose e il riflesso sul quadro epidemiologico generale è incontrovertibile. Servirà ancora uno sforzo, ma l'impegno sul nostro territorio è forte”.

Non sono mancate però le polemiche. Il Capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, componente della Commissione Salute e politiche sociali, spiega infatti al nostro giornale che “l'orario previsto per l'apertura delle prenotazioni del vaccino per la fascia 16-39 anni era inizialmente stabilito alle 12 di venerdì. Ma a causa della necessità di portare a termine gli "ultimi passaggi tecnici necessari", la Regione ha poi comunicato che l'apertura del portale è stata prorogata alle 18”.  

“Colpo di scena – prosegue il Capogruppo -, non era vero niente: la possibilità di prenotazione è stata aperta diverse ore prima del termine annunciato. Alcuni, senza alcun criterio, hanno potuto iscriversi già dalla mattina in un portale che nelle comunicazioni ufficiali della Regione doveva essere ancora chiuso. Altri invece ancora oggi non hanno avuto la possibilità di iscriversi e prenotare. Chi quindi ha seguito le indicazioni della Regione e ha provato a registrarsi alle 18 del 4 giugno, è stato inserito nel primo slot disponibile. La prima dose arriverà solo ad Agosto, tra quasi due mesi. E il ciclo vaccinale non sarà completato prima di ottobre”.

“In definitiva – rileva Agus - la priorità nell'accesso alla vaccinazione per una fascia enorme e estremamente diversificata di popolazione è stato deciso attraverso un click day, peraltro falsato da comunicazioni errate da parte della Regione. Una scelta che creerà enormi disparità e che non terrà in alcun modo conto dei fattori di esposizione al rischio legata al lavoro, alla composizione del nucleo familiare e all'avere o meno figli. La Regione ha sbagliato a concepire una macrocategoria enorme che comprende oltre 200mila persone. I problemi tecnici sarebbero stati evitabili proseguendo con scaglioni. Ora ci attendiamo che vengano garantiti nuovi slot e si ragioni su priorità: sarebbe ingiusto vaccinare solo a settembre i lavoratori del turismo o quelli più esposti a occasioni di contagio (lavoratori del commercio, rider, etc)”, conclude il capogruppo.

Elisabetta Caredda

07 giugno 2021
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