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Psoriasi, un cortometraggio per superare le paure e liberare le emozioni


La psoriasi è una malattia difficile da “vivere”, con un pesante impatto sull’aspetto psicologico, ripercussioni sull’autostima e sulle relazioni personali. AbbVie, nell’ambito della campagna internazionale Let Me Be Clear, promuove il cortometraggio “Specchi”che, attraverso la metafora e il concetto delle sliding doors, tocca le corde più profonde del vissuto psicologico legato alla psoriasi

28 GIU -

Per oltre 125 milioni di persone nel mondo, convivere con una malattia infiammatoria, cronica e così “visibile” come la psoriasi ha un pesante impatto sul benessere generale e psicologico, può generare auto-stigma, e può condizionare le principali decisioni che daranno forma al proprio futuro.

“La psoriasi cambia decisamente la vita delle persone – sottolinea Stefano Piaserico, Dermatologo dell’Università di Padova – Nella quotidianità, nelle attività lavorative, nelle relazioni sociali e affettive. Questo impatto, se non affrontato, si ripercuote nel tempo generando un danno cumulativo nel corso della vita, quello che la comunità scientifica chiama CLCI Cumulative Life Course Impairment.”

Da queste premesse nasce “Spettri” diretto dal regista Paolo Santamaria, il secondo cortometraggio promosso da AbbVie per la campagna internazionale Let Me Be Clear, che ha il patrocinio di ADOI, l’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica, e di APIAFCO, l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza. Il corto è disponibile sul sito web www.vicinidipelle.it e su tutti i social.

“La psoriasi, come altre malattie croniche autoimmuni, è una condizione molto seria ed è importante che tutti comprendano l’impatto globale che genera sulla vita delle persone nel corso del tempo – dichiara Irma Cordella, Public Affairs Director di AbbVie Italia – Ci impegniamo ogni giorno al fianco dei pazienti e della comunità scientifica con l’obiettivo comune di fornire le terapie più innovative e il miglior supporto possibile durante tutte le fasi della malattia, e siamo entusiasti di aver partecipato a questa iniziativa culturale di sensibilizzazione che può aiutare le persone con psoriasi a vincere le proprie paure per vivere una vita piena, autentica e originale.”

“L’importanza di vincere le proprie paure e trovare la strada per superare il profondo impatto psicologico e sociale della psoriasi è il messaggio che emerge con forza dal cortometraggio – osserva Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APIAFCO – Le persone con psoriasi debbono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia. Con consapevolezza di sé e fiducia nello specialista (dermatologo) che con un atteggiamento olistico cura la persona e non la malattia e può aiutare a superare i nostri dubbi con un dialogo franco spiegandoci i nuovi progressi della ricerca scientifica. Solo così potremo guadagnarci una vita libera dal peso quotidiano della malattia”.

“La persona con psoriasi deve imparare a confidarsi con il medico sulla qualità della sua vita e sulle sue aspettative – aggiunge Stefano Piaserico – Compito del dermatologo è andare oltre l’osservazione dei sintomi e imparare a comprendere la persona a 360 gradi, valutare cioè l’impatto cumulativo della psoriasi nel tempo. Un approccio che stiamo approfondendo negli ultimi anni e che necessita di strumenti di misurazione oggettivi.”

“La buona notizia – prosegue Piaserico – è che oggi sono disponibili armi terapeutiche molto efficaci, come gli anticorpi monoclonali, che possono aiutare a raggiungere e mantenere una pelle completamente pulita in un’elevata percentuale di pazienti con risultati che si mantengono nel tempo.”

Il corto “Spettri”

Per molte persone la convinzione è che le loro vite avrebbero potuto prendere una strada diversa se non avessero avuto la psoriasi. Una considerazione che è alla base di “spettri”, il secondo cortometraggio promosso da AbbVie per la campagna internazionale Let Me Be Clear.

Questo secondo episodio, che viene dopo il corto “Da Capo” presentato nel 2020, vede ancora alla regia Paolo Santamaria, ex allievo della Scuola Nazionale di Cinema, e come interpreti gli attori Nicola Nocella, Maria Vittoria Casarotti Todeschini e Lisa Granuzza Di Vita, anche loro ex allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Il cortometraggio propone ancora una volta quell’approccio comunicativo diverso che ha incuriosito, sorpreso ed emozionato nel primo episodio. Un modo diverso di raccontare la malattia partendo dal suo impatto globale, attraverso la metafora e il concetto delle “sliding doors”. Non si parla direttamente della malattia – la psoriasi non viene citata nemmeno una volta – ma è concepito come una metafora creativa che intende trasmettere sensazioni ed emozioni simili a quelle legate alla psoriasi, attraverso la musica.

Infatti, il leit motive di questo secondo episodio è l’Opera 70 numero 1 di Beethoven, anche conosciuta come “Il trio degli spettri”. Secondo la leggenda vi è un qualche legame con il Macbeth di Shakespeare e, come in Macbeth, “Spettri” indaga i profondi dissidi che l’Io riesce a produrre sul vissuto del singolo individuo, andando a scavare tra desideri e paure.

“Spesso il conflitto più duro si combatte con gli spettri creati dal nostro io, tra il desiderio di vivere e la mancanza di sicurezza e fiducia in sé stessi – dichiara il regista Paolo Santamaria – Il corto si basa su questa metafora, ma pone l’accento sulla possibilità di un riscatto, attraverso un percorso prima di tutto interiore ma anche e forse soprattutto di dialogo e confronto con l’altro. “Spettri” è un invito a non sentirsi mai sconfitti ricercando una strada per superare le proprie paure, uno spunto per rinascere, per brillare e sentirsi liberi di far emergere la propria voce.”



28 giugno 2022
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