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Carenza farmaci. Assoram: “Senza programmazione e collaborazione la catena si spezza”


L’Associazione che rappresenta la logistica e il trasporto del settore health fa il punto sul fenomeno e spiega come è “miope cercare un capro espiatorio” ma piuttosto un “elevato aumento dei volumi può essere previsto e gestito se esiste una reale condivisione di dati tra operatori”.

21 NOV -

“La supply chain dei prodotti della salute – spiega il Direttore Generale ASSORAM Mila De Iure - è un processo complesso e interconnesso, ogni difetto di collaborazione tra i vari anelli della catena crea necessariamente disservizi a valle. Nei mesi di settembre e ottobre si è assistito a una significativa esplosione dei volumi, che poteva essere prevista considerata la mole di dati a disposizione di ogni operatore della filiera”.

Negli ultimi mesi si sono susseguiti sulla stampa allarmi relativi a carenze e indisponibilità di farmaci, che hanno chiamato in causa di volta in volta uno specifico comparto della filiera. “La movimentazione dei prodotti, soprattutto nel caso di quelli health, non risponde più a logiche di comparto, è sempre più evidente quanto sia necessario ragionare in termini di flusso”.

ASSORAM, associazione nazionale che rappresenta la logistica e il trasporto del settore health, ha creato un’unità di crisi sui ritardi distributivi lamentati da farmacie e grossisti, per individuarne le cause con il supporto degli operatori associati: 130 aziende della distribuzione e del trasporto, da cui transita la quasi totalità dei flussi di rifornimento di distribuzione intermedia, farmacie, parafarmacie, GDO, case di cura e ospedali, fino a casa del paziente.

Una prima verifica basata sui dati AIFA relativi alle carenze di prodotti e sul confronto con i produttori ha permesso di individuare la dimensione del problema, più circoscritta di quanto riportato a mezzo stampa (al netto dei prodotti mancanti per cessata commercializzazione definitiva, le carenze sono circa 1700) e relativa prevalentemente alle regioni Lombardia e Campania, in cui i ritardi hanno interessato per lo più la fascia di conservazione 15°-25°.

Per analizzare nel dettaglio la questione, ASSORAM ha intervistato i quattro principali operatori del trasporto healthcare, che in totale rappresentano più del 90% del mercato.

L’associazione ha riscontrato un notevole aumento delle spedizioni, superiore non solo a quanto registrato nel 2021 ma anche al periodo pre-pandemico.

La distribuzione dei flussi del settore healthcare presenta rilevanti elementi di stagionalità della domanda. Solitamente nei mesi di settembre e ottobre si concentrano una serie di fenomeni: nuovi rifornimenti dei grossisti, stagionalità influenzale, rientro in attività degli informatori, campagne legate al lancio di nuovi prodotti (che talvolta implica anche il trasporto congiunto di voluminosi espositori promozionali). L’emergenza sanitaria, con le diverse fasi di lockdown e limitazioni alla vita sociale che l’avevano caratterizzata, aveva congelato la stagionalità di alcuni prodotti affievolendone i volumi sul mercato negli anni 2020 e 2021.

“Non solo abbiamo superato questa fase, ma siamo oltre i volumi gestiti in una situazione di normale stagionalità quale poteva essere il 2019”, spiega il Direttore Generale introducendo i dati della ricerca condotta presso i vettori associati: nei mesi di settembre e ottobre di quest’anno l’aumento dei volumi di farmaci e prodotti health in commercio è stato tale da far registrare un +27% a settembre 2022 rispetto a settembre 2019 e un +17% a ottobre rispetto allo stesso mese del 2019.

L’analisi dei flussi conferma i trend già evidenziati da indagini di mercato mensili e annuali: stiamo vivendo un aumento dei volumi del farmaco, dopo una lieve flessione avuta negli anni della pandemia (+5,67% da gennaio a settembre 2022 rispetto al 2021), e un costante aumento dei volumi di parafarmaco che viaggiano lungo la stessa filiera del farmaco. Sono questi ultimi a far registrare il picco del quadriennio 2019-2022: l’anno della ripresa post-pandemica segna, nei primi nove mesi, un +13,50% rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2019, con 617.381.540 unità movimentate.

Nelle rotte l’ospedaliero sottrae sempre più spazio al canale farmacia, mentre aumentano i volumi di parafarmaco, sempre più spesso movimentati dagli stessi operatori pharma.

In parallelo, i trasportatori lamentano il consolidarsi di una prassi che potrebbe essere virtuosa, ma che si può rivelare dannosa se non supportata da una corretta programmazione: “Si assiste a una impennata del numero di grossisti e di farmacie che richiedono appuntamento per lo scarico - spiega il Direttore Generale. Nel periodo di picco, in assenza di una corretta programmazione dei volumi previsti, questo rischia di creare degli imbuti a valle di cui logistica e trasporto non sono responsabili.

Se a un significativo aumento dei costi della logistica già più volte denunciato dalla nostra associazione si aggiunge un aumento di volumi con richieste di modalità di consegna differenti e non programmate in sintonia tra le parti, ciò potrebbe portare a dei disservizi non certo attribuibili all’operatore logistico”.

Da questa constatazione nasce l’appello dell’associazione. “Sarebbe facile – dichiara il Presidente ASSORAM Pierluigi Petrone - trovare un capro espiatorio, ma è un approccio miope che non genera soluzioni. Una maggiore collaborazione e cooperazione di tutti gli anelli della health supply chain sono sempre più necessarie e strategiche per costruire catene di approvvigionamento e distribuzione resilienti e sostenibili, sulla scia di quanto già richiesto a livello europeo per le supply chain strategiche come la nostra. ASSORAM ha già avviato un proficuo dialogo con Farmindustria per l’istituzione di un tavolo di confronto sulle tematiche di comune interesse”.



21 novembre 2022
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