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Parkinson. Abbruzzese (Limpe): “Attenzione, non colpisce solo gli anziani”


Il Comitato promotore della Giornata Nazionale Parkinson del 30 novembre ha posto in questi giorni l’accento su un luogo comune da sfatare: la malattia neurodegenerativa non è affatto una “questione d’età”, ma anzi colpisce la maggior parte dei pazienti quando sono ancora in età lavorativa.

18 MAG - Altro che questione d’età: in Italia il morbo di Parkinson colpisce il 3 per mille della popolazione generale e solo nell’1% si tratta di persone sopra i 65 anni; il maggior numero dei casi è tra 60 e 65 anni, oggi piena età lavorativa, mentre il 10% dei pazienti manifesta addirittura i primi sintomi già intorno ai 40 anni. A farlo presente è il Comitato Limpe e Dismov-Sin, promotore della Giornata Nazionale Parkinson del 30 novembre, per sfatare un luogo comune che fa del Parkinson una malattia che colpisce solo gli anziani.
 
Negli ultimi anni questa malattia neurodegenerativa ha visto un esordio sempre più precoce con 1 paziente su 4 che ha meno di 50 anni. L’individuazione del Parkinson in soggetti più giovani non è solo frutto dell’osservazione clinica, ma anche il risultato di strumenti diagnostici moderni mirati, che possono identificare la malattia in fase precoce con un margine d’errore inferiore all’1%. I pazienti più giovani non presentano tutte le “altre” patologie che possono manifestarsi nei soggetti anziani e questo contribuisce a favorire un decorso più graduale, con una velocità di progressione solitamente più bassa.

Sebbene la maggior parte dei sintomi siano gli stessi a qualunque età, la gestione della malattia può essere particolarmente difficile per una persona più giovane e per la famiglia coinvolta sia sotto il profilo medico, sia sotto quello psicologico e sociale. La comparsa precoce comporta una convivenza con la malattia decisamente più difficile, con ripercussioni negative sulla vita professionale, preoccupazioni riguardo la gestione delle proprie risorse economiche e un sovraccarico di responsabilità familiari. “Nei malati di Parkinson subentra spesso un problema di non accettazione. Si tratta di un fenomeno molto diffuso che trova riscontro anche in svariate indagini che raccontano come molti pazienti attendano mesi prima di rivolgersi a un medico”, ha spiegato Giovanni Abbruzzese, presidente di LIMPE. “Rivolgersi subito al medico è fondamentale: ritardare la diagnosi riduce la qualità di vita e limita l’efficacia delle terapie. Un intervento farmacologico precoce può favorire un migliore decorso della malattia così come in parecchi casi il supporto psicologico si è dimostrato di grande efficacia per il sostegno non solo del paziente ma dell’intera famiglia”.
                                                                                                                                                                                                                     
Diversi ricercatori sostengono che la malattia sia il risultato della combinazione di una predisposizione genetica e di fattori ambientali, ancora oggetto di studio. Circa il 20% delle forme giovanili sono causate da una mutazione genetica: la proteina alterata è coinvolta nelle attività mitocondriali con un accumulo di radicali liberi a livello di alcuni neuroni dopaminergici (nigro-striatali) che nonostante siano in numero esiguo sono indispensabili per il movimento. Resta poi un 80% di forme giovanili la cui causa rimane sconosciuta ma si pensa a un’interazione fra geni e fattori ambientali.
 
La malattia, la sua diffusione, la prevenzione, la diagnosi precoce e le prospettive terapeutiche saranno al centro della quinta Giornata Nazionale di sensibilizzazione sul Parkinson del 30 Novembre 2013 promossa dal Comitato Limpe e Dismov-Sin. La campagna, divenuta quest’anno permanente, provvede come di consueto all’organizzazione di un’attività capillare con incontri di informazione e confronto che coinvolgeranno le strutture locali aderenti sul territorio, attraverso il supporto di personale medico qualificato. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Giornata Nazionale saranno inoltre diffusi i risultati dell’Osservatorio Nazionale sulla malattia e gli aggiornamenti relativi alla ricerca sulle cadute, un progetto di studio che ha fatto emergere dati significativi per lo sviluppo di trattamenti e terapie per la cura della malattia di Parkinson.

18 maggio 2013
© Riproduzione riservata


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