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Giornata Mondiale Malaria. Dal controllo all’eliminazione: ecco la guida dell’OMS. Dal 2000 salvate oltre 3 milioni di persone 

di Viola Rita

Oggi, in occasione del World Malaria Day, l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffonde una Guida per aiutare i paesi a programmare le migliori strategie operative, tecniche e finanziarie, al fine di sconfiggere la malattia ed evitare che si ristabilisca. Dal 2000, i tassi di mortalità sono stati ridotti del 42% a livello globale

25 APR - ‘Investi nel futuro. Sconfiggi la malaria’: questo è l’obiettivo e il tema della Giornata Mondiale della Malaria (World Malaria day), che  si celebra oggi, 25 aprile 2014, in tutto il mondo. Questa ricorrenza è stata istituita a livello ufficiale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) durante l’Assemblea Mondiale della Sanità nel 2007.
 
Nell’occasione odierna, l’OMS lancia un Manuale per aiutare i paesi a stimare e pianificare le loro possibilità tecniche, operative e finanziarie finalizzate all’eliminazione della malattia. La guida, intitolata From malaria control to malaria elimination: a manual for elimination scenario planning (‘Dal controllo della malaria alla sua eliminazione: un manuale per pianificare una prospettiva di eliminazione’), tiene conto anche delle tempistiche di questo obiettivo, della copertura e della disponibilità dei fondi.  “Dal 2000 ad oggi, il maggiore impegno politico e l’aumento di investimenti a livello globale contro la malaria hanno salvato circa 3 milioni e 300 mila persone”, ha affermato Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS. “I paesi in cui la malaria rimane endemica intendono basarsi su questo successo”.

 
Dal 2000, dunque, vi è stata una  riduzione del 42% del tasso di mortalità legato alla malaria a livello mondiale e, in particolare, un calo del 49% nella Regione africana dell’OMS: questo progresso ha spinto alcuni paesi in cui la malaria è endemica (e anche quelle zone che storicamente presentano elevati livelli di malaria), a cominciare ad esplorare le possibilità di eliminazione della malattia.
 
Proprio a questo scopo, la guida dell’OMS potrà aiutare le nazioni a comprendere quali misure tecniche e quali risorse finanziarie sono necessarie per ridurre la malattia a livelli minimi, favorendo anche la valutazione della tempistica migliore e fornendo le conoscenze essenziali per una programmazione strategica a lungo-termine.
 
“Questa visione a lungo termine sulla malaria è fondamentale: è vitale effettuare una pianificazione per il periodo successivo all’eliminazione”, ha sottolineato John Reeder, Direttore del Programma Globale dell'OMS contro la Malaria (Global Malaria Programme). "Se gli interventi sono attenuati o abbandonati, la trasmissione della malaria può ristabilirsi, in tempi relativamente brevi, nelle aree che sono inclini alla malattia, portando ad una ripresa di infezioni e decessi”. Dunque, non bisogna mollare la presa, come sottolinea l’OMS: non è un caso, infatti, che l’OMS abbia messo al centro della Giornata Mondiale della Salute 2014, celebrata lo scorso 7 aprile, le malattie trasmesse da vettori. Tra queste c’è la malaria, che nel 2012 ha colpito oltre 200 milioni di persone, causando più di 600mila decessi, la maggior parte dei quali riguarda bambini al di sotto dei 5 anni di età. Questa malattia attacca quasi 100 paesi al mondo ed è ancora la principale ‘piaga’ per la salute nei paesi dell’Africa sub-sahariana.
 
 
L’intervento è dunque fondamentale: dopo aver ridotto la trasmissione della malattia a livelli molto bassi e aver ri-pianificato le attività del programma contro di essa, 19 paesi sono stati attualmente inseriti dall'OMS nella fase della ‘pre-eliminazione’ o dell'’eliminazione’. Mentre altri sette paesi hanno ridotto a zero la trasmissione e sono in quella fase definita come ‘prevenzione del ripristino’ della malattia. Negli ultimi anni, il Direttore generale OMS ha ‘certificato’ l’eliminazione della malaria in quattro paesi: gli Emirati Arabi Uniti (2007), il Marocco (2010), il Turkmenistan (2010) e l’Armenia (2011).

Nel nostro paese, uno degli importanti contributi per combattere la malattia è fornito dall’Italian Malaria Network, un consorzio (Centro Interuniversitario ricerca sulla Malaria CIRM) che comprende nove Università  insieme all’Istituto Superiore di Sanità. Fanno parte del CIRM le seguenti Università: Università degli Studi di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Siena, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Camerino, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme all’Istituto Superiore di Sanità.
 
Come riporta l’OMS, il Manuale è realizzato in collaborazione con il Clinton Health Access Initiative, l’Imperial College United Kingdom, l’Università Johns Hopkins, l’Università di Southampton e il Global Health Group presso l’Università della California
 
Viola Rita

25 aprile 2014
© Riproduzione riservata


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