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Tumore seno e ovaio. Verso una valutazione del rischio sempre più ‘personalizzata’

di Viola Rita

Specifiche alterazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 sono associate ad un aumentato rischio di tumore alla mammella e all'ovaio che sembra variare sia in base al tipo di mutazione genetica sia alla posizione in cui tali alterazioni si manifestano nel gene. Lo studio su Jama

07 APR - Alcune mutazioni genetiche sono associate ad un maggior rischio di sviluppare determinati tipi di tumore. Ad esempio, specifiche alterazioni, tra cui quelle dei geni BRCA1 o BRCA2, aumentano in maniera significativa il rischio di cancro al seno e all’ovaio. Tuttavia, non è ben nota la relazione tra la variazione di questo rischio e la presenza di una specifica mutazione piuttosto che un'altra. Oggi, un gruppo di ricercatori statunitensi ha studiato questo rapporto, mettendo in luce come tale rischio possa variare sia a seconda del tipo di alterazione che a seconda della regione all'interno del gene in cui essa si manifesta. Lo studio osservazionale, condotto su 31mila donne dalla University of Pennsylvania School of Medicine, è stato pubblicato in data odierna su JAMA.
 
In generale, parlando in termini probabilistici, essere portatrici di specifiche mutazioni genetiche può aumentare il rischio di sviluppare la malattia. Tuttavia, “finora, si sa poco di come il rischio di tumore vari in base a specifiche mutazioni ereditarie”, Timothy R. Rebbeck, PhD, Professore di Epidemiologia e Direttore Associato nel settore ‘Population Science’ presso l’Abramson Cancer Center della Pennsylvania University. “Il risultato odierno rappresenta un primo passo per comprendere come personalizzare la valutazione del rischio rispetto ad una mutazione specifica, al fine di poter aiutare le persone con questa mutazione e gli operatori sanitari nella prevenzione del cancro e nel processo di decision making”.
 
BRCA1 è un gene ‘oncosoppressore’ (che protegge dal tumore) che codifica per una particolare proteina, detta proteina di suscettibilità al cancro alla mammella di tipo 1. Se mutata, questa proteina assume un ruolo centrale nel processo di sviluppo di un particolare tipo di cancro della mammella (detto di tipo 1); allo stesso modo il gene BRCA2 ha un compito analogo ed è associato al cancro alla mammella detto di tipo 2.
I ricercatori hanno valutato le diagnosi di tumore su 31 mila donne, di cui 19.581 con la mutazione BRCA1 e 11.900 con la mutazione BRCA2.
Rebbeck e colleghi hanno identificato precise regioni nelle quali entrambi i geni, se mutati, sono associati ad un maggiore rischio di tumore al seno e regioni nelle quali la mutazione determina un aumento del rischio di tumore ovarico.
In precedenza è risultato che una donna di età inferiore o uguale a 70 anni, portatrice della mutazione del gene BRCA1 ha un rischio del 59% di sviluppare un carcinoma mammario e del 34% di sviluppare un tumore ovarico. Prendendo in considerazione il nuovo campione, lo studio odierno fornisce delle percentuali leggermente differenti: nel primo caso si parla di un rischio pari al 69% e nel secondo caso pari al 26%. 
 
Al di là del valore numerico delle percentuali, però, quello che è più importante, riferiscono i ricercatori, è se ed in che modo queste differenze possono cambiare le eventuali decisioni prese della paziente in termini di adozione di misure, tra cui quella della "chirugia preventiva", di cui da tempo si dibatte a livello scientifico e sociale.
“Con questi nuovi risultati, abbiamo ottenuto una conoscenza dei rischi legati a mutazioni specifiche che potrebbero fornire importanti informazioni per la valutazione del rischio stesso nel gruppo di donne con mutazioni dei geni BRCA1/2”, ha spiegato il senior author Katherine L. Nathanson, MD, Professore Associato di Medicina e Direttore di Genetica al Basser Research Center for BRCA presso l’Abramson Cancer Center della Pennsylvania University. “Ulteriori ricerche sono necessarie per determinare i rischi assoluti associati con mutazioni diverse e per illustrare il modo in cui queste differenze possano influenzare il processo di decisione e gli standard di cura, tra cui la chirurgia preventiva, tra le donne con mutazioni dei geni” suddetti.
 
Viola Rita
 
*Timothy R. Rebbeck et al., Association of Type and Location of BRCA1 and BRCA2 Mutations With Risk of Breast and Ovarian Cancer, JAMA. 2015;313(13):1347-1361. doi:10.1001/jama.2014.5985.

07 aprile 2015
© Riproduzione riservata

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