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Farmacisti. Caduceo d’oro 2015. Fofi al Governo: “Puntare su aderenza terapeutica”


L'aderenza terapeutica è stato il tema dell'edizione di quest'anno dell’appuntamento annuale organizzato dall’Ordine dei Farmacisti di Bari e Bat e patrocinato da Senato, Ministero, Fofi e Regione. I farmacisti: “Con il nostro apporto si riesce a risparmiare da un minimo del 44% ad un massimo del 400% sulla spesa sanitaria”. Il premio a Elena Cattaneo e Arnaldo Tempesta.

08 NOV - La mancata riconciliazione della terapia farmacologica può arrecare gravi danni al paziente, oltre a condizionare negativamente la sostenibilità del sistema sanitario nazionale che è legata a doppio filo alla individuazione e attuazione di strumenti che, attraverso una nuova governance, recuperino al settore gli elementi di efficienza, economicità e appropriatezza, le tre parole d’ordine per restituire un modello virtuoso al sistema senza tagliare diritti, ma puntando alla qualità della spesa: è questo in sintesi il filo conduttore che ha contraddistinto il confronto tra gli ospiti della XI edizione del Caduceo d’Oro, l’appuntamento annuale organizzato dall’Ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Bat e patrocinato da Senato della Repubblica, Ministero della Salute, Federazione Ordini Farmacisti italiani e Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Puglia. L’iniziativa si è tenuta oggi a Bari, nella sala polifunzionale del Comando Scuole della Terza Regione Aerea a Bari Palese.

“Aderenza terapeutica e riconciliazione farmacologica” il tema di strettissima attualità al centro della convention di quest'anno. La professione farmaceutica ha assegnato per il 2015 il prestigioso riconoscimento del Caduceo d’Oro alla sen. Elena Cattaneo, professore ordinario di Farmacologia Università degli Studi di Milano, ricercatrice di fama internazionale, con particolare riferimento all’applicazione delle biotecnologie alla farmacologia e alla lotta alle malattie rare- e al dott. Arnaldo Tempesta, già presidente di Federfarma Bari.

 
Sono intervenuti il sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, on. Vito De Filippo.sen. Andrea Mandelli, presidente Fofi; il prof. Americo Cicchetti, professore ordinario di organizzazione aziendale dell’Università Cattolica del sacro Cuore di Roma; il dott. Vito Montanaro, direttore generale Asl Bari. A fare gli onori di casa il sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri, presidente dell'Ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Bat.

Gli ospiti, sollecitati dalle domande del direttore del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Giuseppe De Tomaso, hanno indicato un comune denominatore nella costruzione di una nuova governance del ssn: la necessità di introdurre un più efficace livello di collaborazione tra gli operatori della sanità e la loro partecipazione attiva ai processi decisionali che riguardano l'evoluzione del nostro sistema sanitario in una logica di sostenibilità, solidarietà ed equità.

Di qui la sfida lanciata dalla professione farmaceutica, attraverso le proposte  di Mandelli e d'Ambrosio Lettieri, rivolte al sottosegretario De Filippo: "indichiamo una via al governo per risparmiare  e qualificare l'uso delle risorse, invitandolo ad esplorare concretamente la frontiera dell'aderenza alle terapie su cui tutto il mondo si sta cimentando, confortati dai dati scientifici. Con l'aderenza terapeutica e la riconciliazione farmaceutica Si riesce a risparmiare da un minimo del 44% ad un massimo del 400% sulla spesa sanitaria. Questa è la sfida che portiamo in questa legge di stabilità al Governo". Una sfida accolta dal sottosegretario che ha sottolineato come "occorra rendere omogeneo il livello e la qualità dei servizi sul territorio nazionale mettendo le regioni in grado di sviluppare modelli avanzati di buone prassi, esattamente come quello proposto dall'ordine dei Farmacisti sull'adenza terapeutica".

Non è un caso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandi interventi per la prevenzione degli errori in terapia derivati da un’inadeguata conoscenza delle terapie in atto e consideri la Riconciliazione farmacologica una delle migliori strategie per garantire la qualità delle cure. La letteratura internazionale riporta che il 67% dei pazienti, all’ammissione in ospedale, presenta discrepanze non intenzionali nelle terapie e che spesso queste non vengono corrette.

In molti Stati, come USA e Canada, la Riconciliazione rappresenta uno dei requisiti di accreditamento delle strutture sanitarie; anche in Italia, a seguito dell’Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, la riconciliazione è stata inserita tra i criteri ed i requisiti di accreditamento che Regioni e Province Autonome e strutture sanitarie sono tenute ad assicurare. È dello scorso anno una Raccomandazione del ministero della Salute in questa direzione. Ed è da questa esigenza che nasce il progetto Cerismas, come ha sottolineato il prof. Cicchetti.

“Si tratta di un tema importante non solo per il futuro della professione”, ha spiegato d’Ambrosio Lettieri, “ma per l’evoluzione dello stesso sistema sanitario nazionale, che oggi vive una crisi grave e strutturale, stretto tra la necessità di ottimizzare le risorse disponibili e il dovere di garantire livelli essenziali di assistenza adeguati, efficaci, omogenei sul territorio nazionale e al passo con i notevoli cambiamenti che investono la salute pubblica a 360 gradi. La farmacia dei servizi può giocare un ruolo essenziale e non sostituibile all’interno di un sistema sanitario integrato, attraverso l’adozione di strumenti idonei come la Medicine Use Review – procedura già collaudata – che, abbiamo visto, concorre ad ottimizzare l’uso dei farmaci, migliorare l’aderenza alle terapie, ridurre gli effetti collaterali e gli sprechi, producendo di fatto un ritorno positivo del capitale impiegato dallo Stato per fornire prodotti e servizi adeguati ai cittadini. È in questa ottica che si inserisce anche il nuovo progetto di ricerca Cerismas, risultato della collaborazione con la Asl di Bari e l’Ordine dei Farmacisti di Bari, finalizzato a ricercare nuove e più efficaci sinergie organizzative per potenziare i servizi sanitari territoriali, soprattutto in relazione all’assistenza domiciliare integrata, laddove una gestione ottimizzata dei processi di ricognizione e riconciliazione farmacologica possono giovarsi del ruolo professionale del farmacista”.

Sia il processo di ricognizione – eseguito dal farmacista secondo criteri scientifici e condivisi – che quello di riconciliazione farmacologica – eseguito dal medico prescrittore e cui il farmacista concorre - rappresentano strumenti indispensabili per una corretta aderenza terapeutica e, al tempo stesso, per una ottimizzazione delle risorse economiche, contribuendo ad eliminare sprechi e inefficienze. In effetti, i dati dimostrano che esiste una reale difficoltà da parte di Asl e Distretti nel gestire la presa in carico del paziente in assistenza domiciliare, anche in situazioni di bassa complessità assistenziale, considerato il carattere continuativo del bisogno di assistenza.
Questa strada va compiuta in una logica di condivisione fra tutti gli stakeholder della sanità. Il problema è governare la spesa, garantendone la qualità, attraverso l’introduzione di sistemi adeguati di appropriatezza che puntino all’efficientamento delle terapie e a migliorare i livelli di aderenza terapeutica. Infatti, il poli-trattamento farmacologico, che interessa principalmente una vasta platea di persone over 65, determina un elemento di criticità che porta a ridurre l’aderenza: più farmaci si devono assumere, più è alto l’indice di errore.

La sen. Cattaneo ha voluto, ricordando il caso Stamina e richiamando l'attenzione su quanto accade intorno ai vaccini con la drastica riduzione delle persone vaccinate, soprattutto in età pediatrica, lasciare un messaggio forteinclude. "La libertà", ha detto, "include sempre il dovere di contrastare chi smantella la realtà".

08 novembre 2015
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