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Vaccinazione antinfluenzale. In Campania coperture in crescita e organizzazione regionale in forte implementazione

La Regione è in pole position nazionale nella vaccinazione anti influenzale per la stagione 2018-2019. L’Obiettivo ora è arrivare entro il prossimo anno al 75% delle coperture come indicato dal Piano nazionale di Prevenzione Vaccinale. Si punta a entrare in sinergia con le farmacie del territorio. È quanto emerso nel corso dell’incontro nell’ambito del progetto “Alleati contro l’influenza, coperture vaccinali e organizzazione regionale” promosso da Quotidiano Sanità

14 GIU - Con una misura che supera di poco il 60% di copertura negli over 65 (60,34 per la precisione), la Regione Campania è in pole position nazionale nella vaccinazione anti influenzale per la stagione 2018-2019. E per il prossimo anno l’obiettivo, ambizioso, è di raggiungere quel fatidico 75% indicato quale obiettivo fondamentale dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.
Ambizioso, viste anche le percentuali di copertura delle altre Regioni italiane, ma non impossibile, in considerazione della forte determinazione testimoniata dagli stessi rappresentanti regionali nel corso dell’incontro di approfondimento organizzato nei giorni scorsi a Napoli da Quotidiano Sanità, con il Patrocinio della Regione Campania, nell’ambito del più ampio progetto “Alleati contro l’influenza, coperture vaccinali e organizzazione regionale” realizzato con il contributo di Sanofi Pasteur.
 
Attorno al tavolo di discussione i principali stakeholder dell’organizzazione vaccinale regionale tra cui Antonio Postiglione, Direttore Generale Tutela salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità, Ugo Trama, Responsabile U.O.D. Politica del Farmaco e Dispositivi Medici, Pietro Buono, Dirigente Attività Consultoriale e Materno Infantile, Maria Triassi, Ordinario di Igiene e componente della Commissione Regionale Vaccini, Gennaro Volpe, Presidente CARD Nazionale, oltre ai rappresentanti della medicina generale, della pediatria di libera scelta, del top management delle Aziende sanitarie, dei Dipartimenti di prevenzione.
 
A fare da incipit il saluto istituzionale di Antonio Postiglione che ha tracciato la cornice entro cui il quadro complesso dell’aumento delle coperture vaccinale deve essere disegnato: “Non vi sono dubbi né incertezze che il diritto alla salute debba essere effettivamente tutelato. In particolare quando si parla di Lea come, in buona sostanza, sono gli obiettivi vaccinali delineati nel Piano nazionale. Tuttavia, se alla mancanza di disponibilità economica infinita si aggiunge una carenza progressiva di personale, diventa fondamentale attuare una determinata e convinta politica di sinergie dove tutti gli attori contribuiscono, ognuno per la propria parte, alla tutela di una buona salute per tutti”.
 
E per sinergie, almeno in Regione Campania, non s’intendono soltanto quelle “canoniche”tra distretti, medici di medicina generale, pediatri, dipartimenti di prevenzione ma anche, per esempio, quelle realizzabili con le farmacie del territorio che se da un lato sono senz’altro coinvolte nelle campagne di comunicazione e sensibilizzazione del cittadino dall’altro, soprattutto per la vaccinazione anti influenzale, potrebbero addirittura rientrare nel campo di quei cosiddetti “setting vaccinali alternativi” se, per esempio, in alcune zone la medicina generale ancora non riesce a garantire in toto quanto dovrebbe.
 
Argomento delicato, su cui la discussione è quanto mai aperta anche con Federfarma (presente all’incontro con il Presidente regionale Nicola Stabile) ma che ben sottolinea la volontà regionale di non lasciare nulla di intentato affinché le coperture minime del 75% vengano raggiunte in tempi brevi. Di suo (la Regione) ha messo sul piatto della collaborazione tra strutture e professionisti l’Anagrafe vaccinale regionale (L.119/2017) e la progressiva semplificazione delle procedure informatiche che afferiscono alla Piattaforma GEVA (GEstione VAccini), per la quale sussiste ancora qualche problema di accesso denunciato dalla Fimmg ma in via di risoluzione, affinché diventi una vera e propria dorsale gestionale delle vaccinazioni per l’intera regione. Uno strumento molto utile anche per l’analisi dei dati poiché nella sua implementazione viene previsto il governo dei flussi informativi regionali e del monitoraggio in tempo reale delle coperture vaccinali aziendali e sovra aziendali “al fine di intraprendere interventi sia correttivi sia innovativi, laddove fosse ritenuto opportuno o necessario”.
 
E proprio in tema di dati, la conferma dell’ottimo posizionamento della Regione Campania è venuto da Maria Triassi, Ordinario di Igiene alla Federico II di Napoli e membro della Commissione regionale vaccini che oltre a sottolineare gli ottimi risultati conseguiti per la vaccinazione anti influenzale nell’ultima stagione rispetto al resto d’Italia (vedi grafici) ha esortato tuttavia, anche grazie agli strumenti informatici, nel prestare molta attenzione all’analisi delle differenze di copertura tra Asl per evidenziare differenze di organizzazione e programmazione.
 
In un periodo in cui la sostenibilità dei sistemi sanitari è un tema di particolare rilevanza” ha quindi fatto eco Ugo Trama, Responsabile della politica del farmaco della Regione, “la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale. E l’evidenza del ruolo sociale e del valore etico ed economico delle vaccinazioni risulta fondamentale per ripensare alla prevenzione anche come un sistema di “investimento” in salute.

Sull’organizzazione territoriale e, in particolare, sui rapporti tra Distretto e Aft della medicina generale si è quindi incentrato il contributo di Gennaro Volpe, Presidente Nazionale Card. Una struttura funzionale che vede una chiave di successo nell’articolazione del distretto sociosanitario nell’ambito delle quali operano Mmg coordinati in team funzionali al fine di realizzare una rete orizzontale (Aft) ponendo le condizioni per la rete verticale con le altre strutture del sistema (Uccp). Per Volpe infatti, concorde la Fimmg in tal senso, I Mmg organizzati in Aft indirizzano il bisogno sanitario (anche non emerso) in un sistema di tipo fiduciario favorendo la tutela e la consapevolezza della propria “Salute” con la medicina di iniziativa (e quindi con la prevenzione). Il medico di famiglia organizzato in Aft è infatti un veicolo primario per le vaccinazioni perché se da un lato assicura un’offerta rapida di accessibilità alle cure per maggiore copertura oraria, dall’altro, riscontra i bisogni del paziente non solo in modo passivo (nel proprio studio) ma agisce in modo proattivo, “riunendosi con gli altri Mmg dell’Aft anche per la diffusione di campagne di prevenzione con un uniforme piano di comunicazione per “educare” coloro che non sono informati o sono mal-informati sulla prevenzione”.
 

 


14 giugno 2019
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