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Coronavirus. Incrocio del quadro radiologico con quello clinico per prevededere decorso malattia. Una ricerca dell’Ospedale di Piacenza 


L’équipe di Radiologia diretta da Emanuele Michieletti ha passato in rassegna 236 pazienti “incrociando”, per ciascun caso, la valutazione fatta con la Tac con altre caratteristiche del paziente (età, presenza di altre patologie e valori riscontrati con gli esami del sangue). Il sistema ha fatto emergere indicazioni cliniche pratiche per prevedere la prognosi più probabile della persona positiva. Lo studio pubblicato su Radiology.

22 APR - È possibile capire se un paziente positivo al Covid-19, in fase iniziale della malattia, debba restare in ospedale perché rischia di peggiorare velocemente, o se invece sia possibile e sicuro curarlo a casa? Per i radiologi di Piacenza sì. L’équipe di Radiologia diretta da Emanuele Michieletti ha infatti passato in rassegna il quadro radiologico e clinico di 236 pazienti riuscendo a mettere a fuoco indicazioni cliniche pratiche per prevedere la prognosi più probabile della persona positiva. Uno studio ritenuto molto importante e negli scorsi giorni pubblicato sulla rivista americana Radiology, riferimento globale del settore.
 
“Abbiamo passato in rassegna il quadro radiologico e clinico di 236 nostri pazienti- racconta in una nota diramata dalla Regione Emilia Romagna il radiologo Davide Colombi-. Piacenza, così duramente colpita della diffusione della malattia da SARS-CoV-2, purtroppo ha potuto fornire una casistica scientificamente rilevante. Abbiamo lavorato con il maggior rigore possibile, per far emergere elementi utili al confronto”. L’équipe del dottor Michieletti ha preso in esame, per ogni caso, la porzione di polmone sana, risparmiata dalla polmonite, e ha “incrociato” la valutazione fatta con la Tac con altre caratteristiche del paziente: età, presenza di altre patologie e valori riscontrati con gli esami del sangue. Questo ha consentito di far emergere le indicazioni cliniche pratiche.


“Queste indicazioni - evidenzia Michieletti- consentiranno di evitare di dimettere persone con sintomi lievi che invece, con tutta probabilità, andranno incontro a un peggioramento grave e rapido delle proprie condizioni”.
 
“In tutto il mondo - spiega il primario di Radiologia - e soprattutto, oggi, nel continente americano, il numero delle persone che accedono all’ospedale è troppo alto rispetto alle opportunità di ricovero. È quindi fondamentale scegliere: ci siamo chiesti quali indicazioni fossero utili per selezionare coloro che possono essere curati in sicurezza al domicilio dai pazienti che, invece, è meglio tenere in ospedale. Abbiamo cercato di mettere subito a disposizione la nostra difficilissima esperienza in prima linea delle scorse settimane perché potesse essere utile a quanti stanno affrontando le stesse criticità solo in questa fase”. 
 
“Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista americana Radiology dopo una dettagliata revisione - sottolinea il direttore generale dell’Ausl di Piacenza, Luca Baldino - apre nuovi scenari per la gestione dei pazienti Covid-19 che accedono in ospedale. La portata del lavoro della nostra équipe e la ricaduta pratica, soprattutto negli Stati Uniti, è facilmente intuibile. Basti pensare che nella sola New York si registrano 4.500 nuovi casi positivi ogni giorno; gli ospedali non possono accoglierli tutti. Ecco perché la rivista Radiology ha pubblicato celermente lo studio e lo ha valorizzato attraverso tutti i propri canali di comunicazione. Non possiamo che essere orgogliosi dell’intuizione dei nostri radiologi e della loro capacità di mettere subito a disposizione del mondo scientifico mondiale i dati di quello che per noi è stato un momento altamente drammatico, con la speranza che altrove possano trarre profitto dalla nostra esperienza”.
 
Grande soddisfazione per il risultato raggiunto dal parte dell’assessore alla Salute Raffaele Donini. “Mentre veniva gestita un’emergenza senza precedenti- commenta - la nostra sanità pubblica si è mostrata in grado di sviluppare un prezioso lavoro di ricerca, che ha suscitato un grande interesse a livello internazionale. Non possiamo che essere orgogliosi di questo successo, che offre nuove, concrete speranze nella lotta al virus; e lo siamo ancor più perché viene da Piacenza, la provincia più colpita dell’Emilia-Romagna dal Coronavirus, dove le strutture e il personale sanitario sono stati sottoposti, e ancora lo sono, a un’enorme pressione. La professionalità e il valore dei nostri professionisti e operatori, che costituiscono la vera ricchezza della nostra sanità pubblica- conclude Donini- dimostrano ancora una volta come investire in sanità debba essere una priorità: noi continueremo a farlo, con impegno sempre maggiore. Guardando a chi ogni giorno, sul campo, mette a disposizione competenze, ingegno, passione, a servizio del bene comune”.

22 aprile 2020
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