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Vaccini Covid. Gli igienisti: “Una sola dose per chi ha avuto l’infezione, estrarre 7ª dose da Pfizer e 11ª da Moderna, chiudere presto coorte 65-79 anni”


È necessario garantire la vaccinazione al maggior numero di persone possibile. Prioritario è proteggere le coorti di anziani (ultrasessantacinquenni) indenni, i pazienti clinicamente più vulnerabili e i soggetti che operano in servizi e attività “essenziali”. La strategia vaccinale va modulata al fine di garantire il miglior rapporto fra rischi e benefici della vaccinazione in un’ottica di sanità pubblica. Da qui nuove raccomandazioni della Siti. LE RACCOMANDAZIONI

01 MAR - "Il nostro Paese non può permettersi di affrontare una nuova ondata epidemica senza cercare di utilizzare al meglio, a tutti i livelli, ogni dose di vaccino disponibile: ogni dose non utilizzata adeguatamente potrebbe significare malattia, dolore e perdita di vite umane. È necessario garantire la vaccinazione al maggior numero di persone possibile. Prioritario è proteggere le coorti di anziani (ultrasessantacinquenni) indenni, i pazienti clinicamente più vulnerabili (con deficit immunitari che aumentano la suscettibilità nei confronti della malattia) e i soggetti che operano in servizi e attività “essenziali” in coerenza con le indicazioni Ecdc e quanto fatto dai paesi europei . La strategia vaccinale va modulata al fine di garantire il miglior rapporto fra rischi e benefici della vaccinazione in un’ottica di sanità pubblica".
 
Questo quanto spiegato nel position statement della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) e del suo gruppo di lavoro sulle vaccinazioni prodotto in collaborazione con un panel multidisciplinare di esperti con competenze in epidemiologia, malattie infettive e immunologia.
 
Tre in particolare le raccomandazioni elencate, proposte sulla base della revisione della letteratura scientifica disponibile, di dati raccolti sul campo, della
modellizzazione dell’impatto sull’epidemia dei cambiamenti nella schedula vaccinale e del giudizio del citato panel di esperti.
 
1) Effettuare una sola dose di vaccino a coloro che abbiano sviluppato l’infezione da Sars-CoV-2 da meno di quattro mesi.
"Il target comprende sia i soggetti con pregressa diagnosi di Covid (entro i quattro mesi) che soggetti con siero-positività recente. Si ritiene, infatti, che la presenza di anticorpi circolanti in tali soggetti sia sufficiente per posticipare la vaccinazione. Tale raccomandazione forte è basata sulle evidenze scientifiche disponibili e sul giudizio del panel di esperti. In questo modo si eviterebbe la somministrazione della seconda dose su soggetti sui quali gli effetti della stessa non sono chiari; contemporaneamente si assicurerebbe un risparmio di almeno due milioni di dosi di vaccino da poter subito impiegare nella vaccinazione di soggetti che non hanno un’immunità preesistente e che potrebbero trarre maggior beneficio dalle dosi vaccinali".
 
2) Con l’utilizzo di siringhe di precisione e personale adeguatamente preparato, cercare di recuperare la 7° dose dal flaconcino Pfizer e l’11° dose dal vaccino Moderna e dal vaccino AstraZeneca.
Il panel rileva la necessità di garantire la diffusione di questa pratica, già attuata con successo da alcuni Dipartimenti di Prevenzione italiani nell’ 80% dei flaconcini. Si tratta di una forte raccomandazione basata sugli elementi disponibili e sul giudizio del panel di esperti. 
 
3) Chiudere la coorte 65-79 anni il più rapidamente possibile con l’offerta di una prima dose di vaccino Pfizer/BioNtech o Moderna e posticipare la seconda dose a 2 mesi; contemporaneamente, mantenere le due dosi per le coorti over 80 e le due dosi per le categorie dei “super-fragili” (come risposta alla vaccinazione, soggetti immunodepressi), che sarebbero invitate alla vaccinazione contestualmente alle coorti 65-79 anni. "Alcune fonti scientifiche mostrano che un livello di protezione efficace dopo la prima dose esiste (inizialmente stimata pari all’80%) anche per i citati vaccini a mRNA, tuttavia non è chiaro quale sia la durata della risposta e della protezione. Pur non essendo certo il livello di protezione vaccinale oltre i termini previsti dall’attuale schedula vaccinale, tale scelta porterebbe alla possibilità di copertura vaccinale della popolazione 65-79 entro maggio–giugno 2021; aumenterebbe le dosi a favore della popolazione a rischio (over 80 e immunodepressi) con riduzione dei ricoveri e anche una riduzione (minore) di mortalità; si ridurrebbero anche i tempi di completamento della campagna vaccinale".

01 marzo 2021
© Riproduzione riservata

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