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09 MAGGIO 2021
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Le vaccinazioni degli anziani in epoca Covid

di C.d.F.

Un incontro di Italia Longeva ha permesso un confronto tra referenti istituzionali, esperti e operatori del settore sulle vaccinazioni degli adulti e degli anziani in epoca Covid-19. A causa della pandemia è stato accumulato un ritardo che sarà necessario recupare, sono stati qundi proposti degli interventi per promuovere la prevenzione vaccinale

30 APR - Italia Longeva, nella Settimana europea e mondiale delle vaccinazioni, ha riunito, in un incontro online, referenti istituzionali, esperti e operatori del settore della vaccinazione per confrontarsi sulle vaccinazioni degli anziani in epoca Covid-19 e sopratutto in epoca post-Covid.
 
Il cuore dell’incontro, mediato da Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e Giancarlo Icardi, Ordinario di Igiene all’Università di Genova, è stata la presentazione delle principali evidenze emerse dalla prima “Indagine sulla vaccinazione degli anziani e dei fragili in epoca Covid”, realizzata con il coinvolgimento dei responsabili dei servizi territoriali di prevenzione, nell’ottica di rafforzare questo strumento di prevenzione prezioso contro le malattie infettive più pericolose nella terza età previste dal Calendario per la Vita, un documento che raccoglie le proposte di Calendario Vaccinale Ideale.
 
L’Indagine, avviata a fine 2020 e conclusa nel primo trimestre 2021, è nata in considerazione delle criticità riscontrate sia nell’erogazione della vaccinazione antinfluenzale sia nel recupero delle mancate somministrazioni registrate durante la pandemia.
 
Ritardo nelle coperture vaccinali
“C’è stato un ritardo nelle coperture vaccinali”, commenta nel suo intervento Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria (Ministero della Salute). Le regioni sono state sopraffatte dalla pandemia: una buona parte del personale dedicato alle vaccinazioni è stato spostato in settori implicati nella gestione dell’emergenza. “Le vaccinazioni obbligatorie nei bambini non ne hanno sofferto, sono state invece notevolmente ridotte quelle degli adulti e degli anziani”. E aggiunge: “la vaccinazione che ne ha sofferto di più è stata quella contro l’Herpes Zoster”.
 
D’altra parte, anche se non si conoscono i dati esatti per il momento, tutti gli esperti intervenuti nell’incontro sottolineano un aumento nella domanda del vaccino anti-influenzale. L’obiettivo, sopratutto in epoca post-Covid-19, sarà quello di rilanciare le vaccinazioni di routine, in particolare contro l’HZ e lo pneumococco.
 
Pierluigi Lopalco, Assessore alla Sanità della Regione Puglia, sottolinea però anche gli aspetti “positivi” derivati dall’emergenza sanitaria. Sono stati aperti degli Hub per la vaccinazione anti Covid-19. È un sistema che funziona e che, secondo Lopalco, dovrebbe essere sfruttato nel post crisi per recuperare il ritardo sulle vaccinazioni.
 
L’Assessore ricorda anche l’importanza e l’utilità delle co-vaccinazioni per rendere la vaccinazione più efficiente. Gli fa eco il Presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), Claudio Cricelli, presentando il progetto “porgi l’altra spalla”, che offre delle indicazioni pratiche su come abbinare le co-somministrazioni dei vaccini nell’adulto e nell’anziano.
 
Uno strumento non abbastanza utilizzato
Anche perché i vaccini sono uno strumento di prevenzione fondamentale, ma sotto-utilizzato, come ricorda Paolo Bonanni, del Dipartimento di Scienze della Salute all’Università degli Studi di Firenze e Coordinatore del Calendario Vaccinale per la Vita. Sopratutto per quanto riguarda gli adulti. Si torna quindi a parlare della triade di malattie prevenibili ma che hanno ancora un impatto importante: l’influenza, le infezioni da pneumococco e l’herpes zoster. A queste Bonanni aggiunge la pertosse.
 
Sono disponibili molti vaccini, che si basano su diverse tecnologie: i vivi attenutati, i vaccini a subunità, i vaccini SPLIT, gli adiuvati con MF59, i vaccini ad alto dosaggio. Con l’emergere di nuovi vaccini bisogna poi valutare e preferire via via quello più efficace, aggiunge Bonanni. “Aspettiamo due nuovi vaccini per lo pneumococco: il 15 valente e il 20 valente”, è poi ora disponibile un nuovo vaccino contro l’HZ che ha performance elevatissime: un efficacia del 96-97% e nell’88% dei casi una copertura di 4 anni. “È raccomandato attualmente in otto Paesi e in molti è il vaccino preferenziale”.
 
Si spera che questi nuovi vaccini e le misure proposte contribuiscano effettivamente a un miglioramento della copertura vaccinale. Francesco Landi, presidente della SIGG (Società italiana di Gerontologia e Geriatria) ha condotto insieme ai suoi colleghi un sondaggio che ha coinvolto circa 1.000 persone anziane (con più di 80 anni) che andavano a fare il vaccino per il Covid-19. Dalle risposte appena elaborate è emerso che l’’85% del intervistati, nel corso dell’anno precedente, si erano vaccinati contro l’influenza, il 36% contro lo pneumococco, l’1% contro l’Herpes Zoster.
 
L’indagine sulla vaccinazione degli anziani

L’indagine presentata da Andrea Poscia, Dipartimento di Prevenzione Area Vasta 2, ASUR Marche – Università Cattolica del Sacro Cuore, è stata realizzata al fine di individuare i punti di forza delle nuove soluzioni organizzative dettate dall’emergenza nelle diverse realtà locali e le principali aree di efficientamento dei servizi, con l’obiettivo di identificare i migliori interventi di prevenzione degli anziani e dei fragili implementabili in situazioni sia ordinarie che straordinarie.
 
Il documento comprende una revisione di 61 studi provenienti da 12 diverse nazioni e i risultati delle interviste a 12 esperti, che hanno permesso di prendere in considerazione gli interventi di 9 regioni italiane. Sono stati identificate 27 tipologie di interventi raggruppate in 3 categorie: la domanda vaccinale, l’accesso ai servizi, il miglioramento dell’aderenza. Il messaggio chiave della revisione, spiega Poscia, è che “tutti gli interventi funzionano”.
 
Bisogna quindi combinari adeguatamente a seconda del contesto specifico. In futuro sicuramente bisognerà ottimizzare l’attivazione e l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico, migliorare l’educazione e la formazione della popolazione attraverso nuove strategie di sensibilizzazione e curare adeguatamente la comunicazione vaccinale.
 
E conclude: “in attesa di tornare alla normalità, è indispensabile fare tesoro di tutta l’esperienza accumulata, delle reti costruite, dell’attenzione mediatica, per promuovere al meglio la prevenzione vaccinale in tutte le fasce di età”. L’obiettivo è quello di recuperare le vaccinazioni mancate e di “instaurare un meccanismo virtuoso che porti un sostanziale e duraturo miglioramento delle coperture vaccinali”.
 
Iniziative in Italia
Tre interventi hanno comunque mostrato che diverse Regioni si sono ingegnate e attivate, l’anno scorso, per recuperare il ritardo nelle vaccinazioni, promuovere la vaccinazione e prepararsi all’arrivo dei vaccini Covid-19. La vaccinazione anti influenzale era gratuita per i bambini fino a 6 anni, e questo, come riferisce Antonietta Spadea, Direttore UOC Tutela e Promozione della Salute Distretto 14, ASL Roma1, ha portato alla somministrazione, nel Lazio, di 94.000 vaccini nei bambini, rispetto ai 9.000 dell’anno precedente.
 
Gennaro Volpe, Direttore Generale, ASL Benevento, racconta l’esperienza campana, nell’autunno scorso, con il truck delle vaccinazioni. Un camper pensato per raggiungere tutti i comuni, anche i più sperduti, al fine di informare la popolazione sulla vaccinazione e somministrare vaccini anti influenzali.
Nelle Marche invece, l’estate scorsa, come racconta Daniel Fiacchini, SISP Area Vasta 2, ASUR Marche, le vaccinazioni sono state somministrate nei palazzetti. Questa strategia ha permesso di recuperare il ritardo sui vaccini contro l’HPV.
 
Poscia conclude: “in attesa di tornare alla normalità, è indispensabile fare tesoro di tutta l’esperienza accumulata, delle reti costruite, dell’attenzione mediatica, per promuovere al meglio la prevenzione vaccinale in tutte le fasce di età”. L’obiettivo è quello di recuperare le vaccinazioni mancate e di “instaurare un meccanismo virtuoso che porti un sostanziale e duraturo miglioramento delle coperture vaccinali”.

C.d.F.

30 aprile 2021
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