Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Venerdì 17 SETTEMBRE 2021
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Malattie renali. Prescrivibilità anche ai nefrologi dei farmaci antidiabetici inibitori di SGLT-2


Questa la richiesta che arriva dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene Onlus in linea con quanto avviene in alcuni Paesi europei. L’effetto nefroprotettivo di questi farmaci consentirebbe un minor tasso di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca e risparmi di risparmio di circa 25.000.000 di euro/anno per il solo trattamento dialitico

28 MAG - La Società Italiana di Nefrologia (Sin), unitamente alla Fondazione Italiana del Rene Onlus (Fir Onlus) chiede la prescrivibilità dei farmaci antidiabetici inibitori di SGLT-2 (SGLT2-I). L’effetto nefroprotettivo di questi farmaci consentirebbe un minor tasso di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca [Wanner, Circulation 2017] e il risparmio di circa 25.000.000 di euro/anno per il solo trattamento dialitico.
 
“I nefrologi sono abilitati alla prescrizione in diversi paesi Europei – ha detto Pier Giorgio Messa, Presidente della Sin – ad esempio Germania e Spagna, nei quali gli SGLT2-I sono rimborsati dal Servizio sanitario, e in tutto il mondo, Italia inclusa, le nefrologie sono centri riconosciuti e attivi per la sperimentazione clinica degli SGLT2-I”.
 
“Assistiamo ad un paradosso – ha affermato  il Presidente della Fir Onlus Loreto Gesualdo – per migliorare la nefroprotezione con l’ausilio degli SGLT2-I, i pazienti nefropatici con DM, ad alto rischio CV, anziani e fragili, devono rivolgersi al diabetologo anziché al nefrologo, con spreco di risorse e di tempo, facendo aumentare la complessità del percorso terapeutico già di per sé difficile, perché deve essere adattata in maniera quasi sartoriale ad ogni singolo paziente. Eppure, gli SGLT2-I, introdotti nella farmacopea diabetologica nell’ultimo quinquennio, hanno dimostrato una importante efficacia nefroprotettiva”.
 
Lo studio di Fase III DAPA-CKD (DApagliflozin and Prevention of Adverse outcomes in Chronic Kidney Disease), attuato per valutare la sicurezza e l’efficacia di dapagliflozin nei pazienti affetti da malattia renale cronica (Ckd), è stato interrotto precocemente nell’aprile del 2020 a seguito della valutazione della conclamata efficacia di dapaglifozin. “Per la prima volta – aggiunge Messa – è davvero possibile cambiare la storia naturale della malattia renale cronica. Diversi studi oggi disponibili sulle glifozine hanno infatti evidenziato una riduzione del 50% di ingresso per anno in dialisi”.
 
Inoltre, sono molecole che per il loro meccanismo di azione si propongono bene come farmaci “add-on”, cioè che possono essere aggiunti a terapie di altro genere, cosa di non poco conto nelle politerapie prescritte ai pazienti nefropatici. È possibile stimare che l’estensione della prescrizione di SGLT2-I agli specialisti nefrologi aumenterebbe potenzialmente il numero di soggetti da trattare di solo circa 140.000 unità a fronte di grande vantaggio terapeutico.
 
Questa stima deriva dalla Health Examination Survey 2008-2012 (meglio conosciuta come Progetto Cuore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Istituto Superiore di sanità), condotta in collaborazione con i Cardiologi Ospedalieri (Anmco) e Società Italiana di Nefrologia (Sin).

Lo screening su campione di popolazione generale di età 35-79 anni nelle 20 regioni Italiane, ha evidenziato che la CKD con e senza DM è presente nel 29% dei 2.180.542 soggetti adulti con CKD [De Nicola, NDT 2015].
 
In Italia sono quindi presenti 632.000 pazienti con CKD( DM e non-DM), di cui sono potenzialmente trattabili solo il 6.3% (pari a 139.800 pazienti DM-CKD), considerando che gli attuali piani terapeutici non consentono la prescrizione di SGLT2-I nella CKD medio-avanzata (ossia per eGFR <45 mL/min/1.73m2).
 
“Consentire la prescrivibilità delle glifozine ai nefrologi permetterebbe una più efficace gestione del paziente nefropatico con e senza DM, la semplificazione del percorso assistenziale, una riduzione degli end-point vascolari maggiori, quali la riduzione delle ospedalizzazioni e la mortalità per scompenso cardiaco”.

28 maggio 2021
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy