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Farmaceutica. “Migliorare la salute di ogni donna, il nostro obiettivo”. Intervista all’Ad di Organon Italia Alper Alptekin

di Ester Maragò

“Mettere a disposizione farmaci e soluzioni innovative per migliorare la salute di ogni donna, ogni giorno e in ogni fase della vita: contraccezione, fertilità, menopausa” è la sfida della neonata azienda farmaceutica che vanta nel suo portfolio anche biosimilari per offrire qualità e sostenibilità nelle cure dei pazienti oncologici e prodotti per la gestione della cronicità

14 SET - Un’azienda giovane (ha fatto ufficialmente il suo debutto alla borsa di New York ai primi di giugno), ma con una storia antica sul fronte della salute della donna. La prima azienda a livello globale che mette al centro della propria missione la salute femminile in ogni fase della vita: contraccezione, fertilità, menopausa.
 
È questo l’identikit di Organon la nuova farmaceutica costituita dallo spin-off di Merck & Co (Msd Italia), ma già nota nel settore della salute della donna dalla prima metà degli anni ’20 con i suoi studi sullo sviluppo della prima pillola contraccettiva, del primo impianto e del primo anello contraccettivo.
Può contare su oltre 60 farmaci che abbracciano la salute riproduttiva della donna e prodotti di uso consolidato e biosimilari per le malattie croniche non trasmissibili, e ha già al suo attivo una presenza in 140 Paesi, 6 siti produttivi, 9mila dipendenti, dei quali 1430 assunti da febbraio 2021, e 6,5 miliardi di fatturato di cui il 75% generato al di fuori degli Usa.
 
Soprattutto, come ha voluto sottolineare in questa intervista Alper Alptekin, Presidente e Amministratore Delegato di Organon Italia in occasione dell’evento istituzionale di lancio “Qui, per la salute di ogni Donna”, è un’azienda che vanta “una componente femminile altamente qualificata, con una presenza del 70% all’interno del team di Leadership, e ben 50% nel Consiglio d’Amministrazione. Un dato quest’ultimo distintivo per Organon se paragonato alla percentuale media delle donne nei CdA delle aziende in Italia, che è pari al 33%”.

 
Presidente Alptekin, Organon si presenta al mercato farmaceutico mondiale con una mission altamente sfidante: migliorare la salute delle donne, in ogni fase della loro vita. Da dove nasce questo impegno?
Origina da una visione della salute e della società che mette al centro il valore della componente femminile. Ma dobbiamo partire da una premessa, gli indicatori mostrano come l’economia e la società potrebbero avvantaggiarsi dall’empowerment femminile. Pensiamo che un’adeguata gestione della salute delle donne, come testimoniato da una ricerca condotta dall’Oms potrebbe contribuire con 12 trilioni di dollari al Pil globale nel 2040. Non solo, ogni dollaro speso in interventi per la salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile, può generare 20 dollari in benefici economici. Non dimentichiamo poi che secondo le stime le donne guidano, nell’80% dei casi, le decisioni di salute della famiglia. Insomma, promuovere la salute e il benessere delle donne, significa migliorare non solo la loro vita, ma anche quella della famiglia e della comunità in cui operano. A questo si aggiunga il fatto che la pandemia ha penalizzato particolarmente le donne in termini di occupazione, ma anche per i ritardi nella diagnosi e cura di molte patologie femminili: - 54 % di esami ginecologici, -34 % nuovi trattamenti, circa 130mila cicli contraccettivi in meno e un incremento medio di 45 giorni di attesa per una visita ginecologica.
Ecco da questo scenario nasce il nostro impegno per la salute di ogni donna.
 
Qual è quindi la vostra sfida principale?
La nostra ambizione è mettere a disposizione farmaci e soluzioni innovative per migliorare la salute di ogni donna, ogni giorno e in ogni fase della vita: contraccezione, fertilità, menopausa. È parte della nostra Mission. È ciò pur cui esistiamo.
 
Sicuramente il raggiungimento della parità di genere è un tema di grande attualità e un obiettivo imprescindibile nell’ambito delle politiche della salute. Ma il concetto di salute della donna è molto ampio. Quali sono quindi le vostre specificità?
Come già sottolineato, la salute della donna, è al centro del nostro impegno, ricordo inoltre che siamo un’azienda giovane ma con una storia alle spalle, ad iniziare dal nome Organon che deriva dal greco antico ‘strumento per acquisire conoscenza’. Il nostro portfolio abbraccia quindi un concetto ampio di salute, rivolto ad alcune delle questioni più importanti della sanità pubblica. I particolare i pilastri del nostro Business sono tre: la salute della donna per ogni fase della sua vita (fertilità, contraccezione e menopausa); i biosimilari per offrire qualità e sostenibilità nelle cure dei pazienti oncologici e i prodotti di uso consolidato e con una lunga presenza sul mercato per fare la differenza nella gestione della cronicità in ambito cardiovascolare, dell’ipercolesterolemia, respiratorio, della dermatologia, osteoarticolare, osteoporosi ed emicrania.
 
Le donne sono le principali utilizzatrici di farmaci. Eppure i trial clinici vedono protagonisti quasi esclusivamente i maschi. Come vi muoverete su questo fronte?
Il corpo degli uomini e delle donne è differente e la diversificazione delle nostre soluzioni rappresenta il motore del nostro lavoro. Il nostro obiettivo è continuare ad investire in nuove opzioni terapeutiche e soluzioni innovative pensate sulle donne e per le donne, per poter rispondere ai più pressanti bisogni di salute al femminile. A tale proposito desidero citare due importanti accordi che ci vedono protagonisti e vanno esattamente nella direzione del nostro impegno nella implementazione di soluzioni a misura di donna: l’acquisizione di Alydia Health per aiutare, grazie ad un nuovo dispositivo medico, ad affrontare l’emorragia post-partum e rispondere con efficacia ad un problema che ha ancora oggi un forte impatto sulla salute materna a livello globale; l’accordo con ObsEva per lo sviluppo e la commercializzazione di una molecola, ancora in fase di sperimentazione, per contrastare il fenomeno dei parti pretermine. Se approvata, questo innovativa molecola sarà la prima terapia specifica per il trattamento acuto del parto pretermine, una condizione seria e comune che ancora oggi interessa oltre 15 milioni di nuovi nati nel mondo.

Nel mese di giugno, presentando ai media la neonata Azienda lei ha espresso la volontà di voler lavorare al fianco delle Istituzioni per essere “un partner sostenibile per la salute pubblica”. Cosa mettete su piatto?
Mettiamo sul piatto la nostra “missione” che si realizza attraverso un impegno che è assolutamente allineato alle priorità politiche-istituzionali. Desideriamo dare la nostra disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni in un modello virtuoso di partnership pubblico-private per l’implementazione di obiettivi comuni a beneficio della Salute pubblica e come volano per la crescita economica. Non dimentichiamo che la valorizzazione del ruolo delle donne nell’economia e nella società, la parità di genere, e la promozione della salute al femminile sono alcune delle “priorità trasversali” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) messo a punto dal Governo italiano. E queste sono anche le priorità cardine del nostro lavoro quotidiano.
Vorrei inoltre ricordare che In Italia solo il 16% delle donne fertili ha accesso alla contraccezione e sul fronte della natalità, l’Italia è ultima in Europa, anche a causa di un ricorso tardivo ai trattamenti di infertilità. Quando parliamo di menopausa, solo il 52% conosce la terapia ormonale sostitutiva, e a farne uso è solo l’8%. Ecco proprio alla luce di questi dati, vogliamo contribuire ad accrescere l’educazione e l’empowerment delle donne in materia di salute riproduttiva.
 
C’è anche la sfida delle cronicità…
Anche su questo fronte Organon ha l’aspirazione di essere il Partner sostenibile per la sanità pubblica: puntiamo a fare la differenza nella gestione delle patologie croniche a più alto impatto sociale quali ipertensione, ipercolesterolemia, osteoporosi, asma, emicrania e dermatiti, attraverso soluzioni terapeutiche sostenibili e di consolidata efficacia per rispondere ai tanti bisogni terapeutici ancora insoddisfatti, ed anche rendendo disponibili farmaci biosimilari in ambito oncologico per garantire elevata qualità delle cure a tutti i pazienti
che ne hanno bisogno e ridurre gli oneri finanziari a carico della sanità pubblica.
 
Ester Maragò

14 settembre 2021
© Riproduzione riservata


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