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Sabato 28 LUGLIO 2012
Farmindustria su emendamento farmaci equivalenti: "Così si uccide l'industria farmaceutica" 

La notizia dell'emendamento approvato dalla Commissione Bilancio sui limiti ai medici per la prescrizione di specialità medicinali ha fatto infuriare la Farmindustria.

“Nel cuore della notte - scrive il presidente Massimo Scaccabarozzi - è stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato un emendamento che introduce una drastica misura, senza precedenti, che esautora il medico dalla scelta del farmaco - con la sola prescrizione del principio attivo - e che colpisce al cuore l’industria farmaceutica in Italia".

"Essa si è peraltro aggiunta ad un pesante taglio della spesa territoriale previsto nella spending review che si rivelerà insostenibile. Una misura - prosegue il presidente di Farmindustria - che nulla a che fare con la spending review. E che creerebbe un mercato protetto per i prodotti senza marchio, producendo un’inaccettabile discriminazione e distorsione della corretta competizione, in contrasto con la necessità di sostenere l’innovazione e lo sviluppo industriale".

"E’ una decisione che non ha senso - aggiunge - in quanto il 90% delle confezioni dispensate e dei prodotti è a brevetto scaduto e non genera alcun vantaggio per lo Stato, che già oggi sostiene il solo costo del medicinale a prezzo più basso, né per il cittadino che può scegliere quest’ultimo su segnalazione obbligatoria del medico e del farmacista in base alla normativa vigente. In un sistema peraltro in cui i prezzi dei farmaci sono i più bassi in Europa, come riconosciuto anche dal Parlamento Europeo, e l’accesso all’innovazione è da tempo fortemente penalizzato".

"Le conseguenze saranno gravissime per l’occupazione di 65.000 dipendenti diretti – per il 90% laureati o diplomati – e per i 61.000 che lavorano in un indotto di eccellenza; per l’export, pari al 61% della produzione e per gli investimenti annui di 2,4 miliardi in produzione e ricerca. Così - conclude Scaccabarozzi - si uccide l’industria farmaceutica in Italia. Chiediamo quindi al Governo e alle Istituzioni di intervenire urgentemente perché si ponga rimedio prima che sia troppo tardi”.
 

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