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Martedì 03 MAGGIO 2022
Pnrr. Fno Tsrm Pstrp: “Adottare modelli organizzativi nuovi e coerenti con i bisogni dei cittadini”

Così Teresa Calancra, nel corso dell'evento svoltosi lo scorso 29 aprile che ha messo al centro e proposte attuative delle 19 professioni sanitarie afferenti alla Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp al fine di contribuire con proposte locali concrete alla realizzazione delle opportunità offerte dal Pnrr. Il messaggio di Speranza: "La sanità ha bisogno di voi, anche quella che stiamo progettando a maggior intensità territoriale e domiciliare".

“La pandemia ha reso evidenti i limiti e le criticità del sistema sanitario, troppo spesso caratterizzato da disuguaglianze nell’accesso e nella qualità delle prestazioni, quasi sempre a scapito delle categorie più fragili e maggiormente vulnerabili. Per ripensare il Servizio sanitario nazionale è imprescindibile adottare modelli organizzativi nuovi e coerenti con i bisogni dei cittadini. Abbiamo il dovere di lavorare congiuntamente al fine di intercettare soluzioni coese e progettare la nuova salute pubblica”.

Così Teresa Calandra, Presidente della Fno Tsrm e Pstrp, ha lo scorso 29 aprile l'evento dal titolo “Il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Proposte attuative del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il contributo delle 19 professioni FNO TSRM e PSTRP”.

Al centro del convegno le proposte attuative delle 19 professioni sanitarie afferenti alla Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp al fine di contribuire con proposte locali concrete alla realizzazione delle opportunità offerte dal Pnrr.

“Di voi ho da subito apprezzato l’impegno profuso per tenere insieme ben 19 professioni sanitarie, un esempio unico nel nostro Paese, buona pratica alternativa ai modelli monoprofessionali: una società equa e solidale non può essere costruita sulle sole istanze individuali, i cui interessi vanno indubbiamente riconosciuti e tutelati, ma sempre in modo subordinato a quelli della comunità, con una particolare attenzione ai più fragili” queste alcune delle parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza che, occupato da un impegno internazionale, ha comunque voluto far giungere il proprio saluto, in cui ribadisce: “La sanità ha bisogno di voi, anche quella che stiamo progettando a maggior intensità territoriale e domiciliare. Sappiamo di poter contare sull’imprescindibile contributo, vostro e dei vostri iscritti”. Il Ministro ha concluso il suo messaggio con un ringraziamento a tutti gli Ordini, per il gravoso impegno profuso ai fini della verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale. 

Coinvolgere tutti i professionisti della salute è un elemento necessario per ricostruire la sanità del futuro. “Mai come in questo momento dobbiamo assicurare pari dignità a tutte le professioni che operano in sanità; una pari dignità che riguarda la loro considerazione nella fase di co-progettazione della sanità del futuro - sottolinea Raffaele Donini, Coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, che aggiunge - Il PNRR è una grande opportunità. Come Regioni abbiamo il compito di irrobustire la sanità del territorio, avvicinarla al cittadino e renderla sempre più di prossimità, auspicando che le strutture che verranno realizzate siano uno straordinario strumento e progetto di salute. Per fare questo occorre riprendere il dialogo con tutte le professioni sanitarie, sostenendo un confronto continuo tra questi soggetti e la Commissione salute della Conferenza delle Regione, attraverso l’istituzione di un tavolo permanente per promuovere una sanità di prossimità efficace”.

I professionisti sanitari conoscono i bisogni di salute dei cittadini, in quanto vivono quotidianamente e direttamente l’esperienza di cura, sia sul territorio che all’interno degli ospedali. Ora la responsabilità è delle Regioni che dovranno ben programmare gli investimenti, e a tal fine il coinvolgimento degli Ordini sarà determinante: le loro competenze sono preziose, anche nella definizione degli standard sul fabbisogno del personale: senza le idonee risorse umane e le loro competenze la riforma territoriale della sanità sarà un’occasione persa e l’ennesimo spreco perché produrrà solo luoghi fisici inanimanti. 

Un coinvolgimento indispensabile, auspicato anche da Stefano Lorusso, Direttore generale dell’Unità di missione per l'attuazione degli interventi del Pnrr, che afferma: “Il recente Dpcm sulla assistenza territoriale, cosiddetto DM 71, rappresenta un modello organizzativo di riferimento e misurabile, che necessita di ulteriori indicazioni per essere implementato, che dobbiamo costruire con il supporto di tutti i soggetti che si occupano di salute. Il vero obiettivo del documento è di restituire una tassonomia all’assistenza territoriale, consentendo uniformità a livello nazionale, elemento cruciale per migliorare la conoscenza dei percorsi di presa in carico. Il documento sarà da adattare alle singole realtà locali”. 

Il Dpcm che detta gli standard per l’assistenza territoriale, approvato lo scorso 21 aprile dal Consiglio dei Ministri, ha tenuto conto di alcuni correttivi, suggeriti dalla stessa Fno. Tra questi, di particolare rilievo il riferimento iniziale alle professioni sanitarie tecniche, della prevenzione e della riabilitazione, che include tutti i professionisti sanitari iscritti agli Ordini Tsrm e Pstrp, prevedendone, di fatto, il coinvolgimento all’interno delle attività disciplinate dallo stesso Dpcm, nei termini che saranno, di volta in volta, definiti in fase di implementazione locale.

La Presidente Calandra ha dato inizio alla seconda parte del convegno, presentando i 10 punti su cui si fonda il documento della Fno “Il rilancio del Servizio sanitario nazionale – Proposte attuative del Piano nazionale di ripresa e resilienza – Il contributo delle 19 professioni FNO TSRM e PSTRP", realizzato con le Commissioni di albo nazionali: qualificazione e specializzazione dell’Ospedale; dalla divisione alla con-divisione; tutela della salute, ambiente, clima e sostenibilità come principio guida; potenziare le attività di prevenzione, individuale e collettiva, nei contesti di vita e di lavoro; valorizzare le équipe multiprofessionali all’interno del ripensamento del sistema dei Pdta; potenziare l’innovazione digitale e la telemedicina territoriale e domiciliare; aggiornamento dei Lea e sburocratizzazione dei percorsi erogativi; investire sulla formazione universitaria e sulla qualità delle professioni; formazione manageriale e formazione continua; valorizzazione della ricerca come strumento di crescita del SSN e dei suoi professionisti.

Alessandro Beux ha sottolineato come la pubblicazione del Dprm sia solo la base dalla quale partire per l’impegnativa opera che ora le Regioni, anche insieme ai relativi Ordini, a cui spetta un prezioso compito di proposta, sostegno e controllo, dovranno intraprendere per assumere le giuste decisioni e compiere le idonee azioni locali con cui costruire la sanità territoriale dei prossimi decenni. 

Un documento resiliente, elaborato in un momento critico, quello pandemico, che ha richiesto uno sforzo creativo a tutti gli attori coinvolti, considerata l’eccezionalità del periodo e la scarsa letteratura sulle tematiche proposte. 

Per supportare i professionisti nella stesura del documento è stato messo a disposizione delle Commissioni di albo nazionali un gruppo di autorevoli esperti che, all’interno dell’evento della Federazione, hanno avuto modo di approfondire alcuni elementi del documento, quali sanità digitale, prossimità, domiciliarità, ricerca, progettazione e attuazione del Pnrr.

In particolare, Niccolò Persiani ha affrontato la tematica della progettazione e della ricerca per i professionisti sanitari iscritti agli albi Tsrm e Pstrp, partendo dalla genesi del documento, che ha portato alla definizione di 27 linee progettuali. Guglielmo Bonaccorsi ha posto l’attenzione sulla necessità di ridurre le disuguaglianze e di potenziare l’accessibilità dei servizi, concetti realizzabili con un impiego partecipato dei vari attori. Giuseppe Greco ha affrontato il tema della sanità digitale, come occasione per riprogettare e innovare processi, servizi e flussi, in particolare per la presa in carico integrata della cronicità e per il potenziamento delle attività di prevenzione primaria e secondaria. Martina Giusti ha incentrato il proprio intervento sulle linee progettuali per l’attuazione del Pnrr, suggerendo alcune prospettive per il futuro, tra cui il sostegno all’innovazione non solo tecnologica, ma anche organizzativa e formativa, come perno per migliorare la cultura dei modelli organizzativi del Ssn, oltre a incentivare le attività di ricerca degli stessi professionisti sanitari.

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