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Venerdì 16 SETTEMBRE 2022
Decreto Tariffe. Coletto: “La responsabilità non è delle Regioni, ma della mancanza di risorse”

Per l’assessore alla salute dell’Umbria l’annunciato stallo del decreto sulle nuove tariffe, le cui finalità peraltro appoggia pienamente, è legato al metodo adottato: si fanno entrare in scena nuove tariffe abbassandone delle altre. E di fatto si lasciano le Regioni, già provate economicamente, con il cerino in mano. “Le risorse vanno trovate da un’altra parte: meglio fare un’analisi approfondita di tutto quanto è nei Lea” eliminando quello che ormai è obsoleto

Nessun vero investimento economico per far scattare il semaforo verde al Decreto tariffe e sbloccare così l’entrata in scena dei nuovi Lea. Si alza da una parte solo tagliando dall’altra. Una coperta corta che lascia scoperte le Regioni già sotto stress a causa del Covid e con risorse sempre più risicate. Se proprio non si vuole intervenire con una bella dose di  ossigeno al Fondo sanitario nazionale, meglio allora fare riflessioni approfondite su cosa deve rimanere o meno nei Lea, e ricavare da lì le risorse economiche necessarie.

Sul possibile stallo del Decreto tariffe - annunciato ieri da Antonio Gaudioso, Capo della segreteria Tecnica del ministero della Salute , ma a bocce ferme ancora non confermato – il leghista Luca Coletto, Assessore alla salute e politiche sociali della regione Umbria ci offre la sua versione dei fatti. Soprattutto respinge al mittente il j’accuse, lanciato da Gaudioso alle Regioni, di non voler cambiare il sistema.

“La questione Decreto Tariffe è stata valutata attentamente in Commissione Salute e sono stati sollevati dubbi dalla regione Lombardia, ma non solo – ha spiegato a Quotidiano sanità – Il problema è che si fanno entrare in scena nuove tariffe, sulla finalità delle quali sia ben inteso sono d’accordo, ma l’obiettivo si ottiene abbassandone delle altre. E questo non va bene, non si può tagliare in modo orizzontale. Bisogna invece dare maggiori risorse alle Regioni che sono già in difficoltà dal punto di vista economico, visto e considerato che i 5 mld spesi per contrastare il Covid sono arrivati solo in parte, e che la partita contro il virus non è ancora finita. Non si può quindi aggiungere da una parte e tagliare dall’altra e dire che sono le Regioni che non vogliono cambiare il sistema”.

Per Coletto va fatta invece “un’analisi approfondita di tutto quanto è nei Lea, valutando l’eliminazione magari di esami obsoleti e ‘situazioni’ che non vengono più prese in considerazione dai prescrittori, recuperando risorse che potrebbero andare in copertura delle nuove tariffe senza lederne altre”. In questo scenario naturalmente non va escluso un aumento del Fondo sanitario nazionale.  

Insomma, per l’esponente della Lega “interventi importanti come ad esempio screening esteso neonatale per la Sma, test prenatali non invasivi, vanno sicuramente sostenuti anche per evitare gap di offerta tra le Regioni, ma proprio perché importanti devono avere risorse dedicate, e su questo deve intervenire il Governo”.

E.M.

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