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Mercoledì 07 GIUGNO 2023
Punti nascita di Cles e Cavalese. 1300 euro per un turno al medico gettonista

Si vuole porre la questione se innalzando l‘asticella del compenso per alcuni non si possano causare delle distorsioni per altri. È il caso dei due punti nascita in Trentino: Cles e Cavalese, dove Provincia e Azienda sanitaria provano ad incentivare ulteriormente i medici gettonisti pagandoli 108 euro ora. Ma la Uil del Trentino e Uil Fpl Sanità Trentino pongono degli interrogativi: “Uno smacco per chi c’è e che ci lavora per molto meno e un incentivo a dimettersi per diventare a sua volta un medico gettonista”.

È stato bandito ancora una volta un concorso pubblico e a tempo indeterminato per dirigente medico, per i punti nascita di Cles e Cavalese. Domande che dovranno pervenire entro le 12:00 del prossimo 09 giugno. Un concorso che prevede, fa sapere Apss, in numero compatibile con le effettive necessità di servizio. Sono punti nascita dove la giunta Fugatti continua la sua lotta per tenerli aperti e che oggi funzionano grazie anche ai medici gettonisti.

Infatti, l’assessore alla salute Stefania Segnana, vista la difficoltà nel reclutare i medici per entrambi i punti nascita alza la posta del compenso, prevedendo uno stipendio per un turno di 12 ore di 1300 euro, soluzione quest’ultima, che ha suscitato scalpore ed una forte reazione in Uil, dove a sua volta viene riportato attraverso una propria nota, a firma dei segretari provinciali Walter Alotti Uil del Trentino e Giuseppe Varagone Uil Fpl Sanità, come un medico che lavora otto giorni in un mese possa guadagnare 10mila euro al mese.

“E’ uno smacco per chi c’è e che ci lavora per molto meno – commentano così i due segretari provinciali Walter Alotti e Giuseppe Varagone - oltre che ad un incentivo a dimettersi per diventare un medico gettonista”.

I segretari provinciali sottolineano anche come su due piedi siano stati chiusi altri punti nascita come Arco, Tione e Borgo, mentre per Cles e Cavalese si arrivi a così tanto.

“Ebbene, visto che la Provincia di Trento ed Apss, sono disposte a spendere tutti questi soldi per i medici gettonisti, ci si sieda davanti ad un tavolo con le parti sociali e si spendano questi quattrini incentivando attraverso dei premi a restare per chi già. E ancora, ci si sieda davanti ad un tavolo con le OO.SS. a trovare delle risorse per abbattere le liste di attesa oramai fuori controllo e poi si parli di altro”. Incalzano Walter Alotti e Giuseppe Varagone.

La questione per la Uil non finisce qui, in ballo c’è molto altro, si legge nella nota, come quella di porre l’intera faccenda davanti alla corte dei conti, o quanto meno, quello di volere capire se percorrere la strada di un compenso da 1300 euro a turno è una strada giustificabile.

Endrius Salvalaggio

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