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Lunedì 18 SETTEMBRE 2023
Riforma Pronto Soccorso Lombardia. Di Marco (M5S): “Senza assunzioni né nuovi posti letto, è gioco delle tre carte” 

Per il capogruppo del M5S in Consiglio regionale, la “riforma” annunciata “contiene sì alcuni principi generali condivisibili - uno su tutti quello della presa in carico del paziente entro le otto ore - senza però riuscire a realizzare una fotografia dell’attuale situazione della rete di emergenza/urgenza e soprattutto senza fornire risposte adeguate ai problemi noti: mancanza di personale ospedaliero e posti letto. Siamo molto preoccupati”.

“La riforma dei pronto soccorso annunciata dall’assessore Bertolaso somiglia al gioco delle tre carte. Perché si parla di miglioramento del servizio, di prestazioni più rapide ma senza, incredibilmente, parlare né di nuovi posti letto né di nuove assunzioni di personale”. A dirlo, in una nota, Nicola Di Marco, capogruppo M5S Lombardia.

Il M5S ha chiesto quindi a Guido Bertolaso di intervenire in Consiglio regionale per capire le intenzioni della Giunta, “perché in assenza di questi numeri ci si chiede su quali basi poggi questa riforma. Le risposte fornite – dice Di Marco - hanno confermato i nostri timori. La ‘riforma’ annunciata lo scorso 31 luglio contiene sì alcuni principi generali condivisibili - uno su tutti quello della presa in carico del paziente entro le otto ore - senza però riuscire a realizzare una fotografia dell’attuale situazione della rete di emergenza/urgenza e soprattutto senza fornire risposte adeguate ai problemi noti: mancanza di personale ospedaliero e posti letto”.

Siamo molto preoccupati – aggiunge il capogruppo del M5S Lombardia -, perché il tutto avviene in un contesto in cui le Case della Comunità sono spesso scatole vuote, gli Ospedali di comunità non esistono e i medici di base sono sempre meno. Mentre continuano a spuntare cliniche private, i cui servizi si avvicinano sempre di più alla gestione delle urgenze. Inoltre, la popolazione lombarda è destinata ad aumentare così come quella più fragile e presumibilmente le richieste di assistenza aumenteranno nei prossimi anni. Come intende far fronte a questa esigenza Regione Lombardia? Non è dato sapere. Non solo, sigle quali Fadoi e SIMI lamentano di non essere state ascoltate, esattamente come avvenuto in Commissione Sanità, dove in questa Legislatura la questione non è stata dibattuta”.

Dunque, conclude Di Marco; “allo stato attuale la “riforma” dei Pronto Soccorso lombardi sembra essere il solito vuoto annuncio di una Giunta di centrodestra il cui modo di gestire la salute collettiva, finisce sempre per aprire spazi in cui il privato si infila sussurrando, nemmeno troppo velatamente, all’orecchio del cittadino che se paghi, puoi avere subito quei servizi urgenti a cui avresti diritto, ma che Regione Lombardia non è in grado di garantire”.

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