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Mercoledì 09 OTTOBRE 2013
Pecorelli (Aifa): “Assurdo che i farmaci siano ancora sperimentati prevalentemente sugli uomini”

Lo sottolinea oggi il presidente dell’Aifa in una conversazione pubblicata sul portale Fnomceo in occasione del 3° Congresso nazionale sulla medicina di genere. E ora con la prevalenza di donne in età avanzata il problema è ancora più urgente perché “il futuro delle cure sarà sempre più appropriato ed aderente in misura in cui sapremo identificare con correttezza i soggetti reali delle cure”.

Si svolgerà a Padova  il 10 e 11 ottobre il terzo Congresso nazionale sulla medicina di genere promosso dal Centro studi nazionale convegno nazionale su salute e medicina di genere e dalla Fondazione Giovanni Lorenzin.
 
Il Congresso è presieduto dal presidente dell’Aifa, il ginecologo Sergio Pecorelli, insieme alla geriatra Giovannella Baggio con un approccio decisamente innovativo perché, di fianco alla parte più  tradizionalmente attenta alle problematiche di genere, sottolineano gli organizzatori,  “abbiamo anche voluto introdurre un'area di contenuti congressuali dedicata alla formazione di coloro che poi nei percorsi di cura hanno a che fare con pazienti femminili”.
 
Ci saranno infatti  contenuti specifici per infermieri, per care and cure, di virologia ed epidemiologia, di oncologia e cardiologia, “tutti nell'ottica di sviluppare – spiegano ancora i promoter - un percorso formativo in cui il genere, finalmente, diventi valore centrale nell'approccio al paziente".

Ma la centro del congresso anche il tema della ricerca di genere. A partire da quella farmaceutica. "Quando usiamo la definizione medicina di genere – spiega Pecorelli in un’intervista di Walter Gatti pubblicata oggi sul portale della Fnomceo - non ci riferiamo ad una particolare attenzione da avere verso le pazienti di sesso femminile, bensì ad un'autentica rivoluzione copernicana di tutto il sistema delle cure, della ricerca, della sperimentazione, e anche della produzione farmaceutica. Un approccio che possiamo definire di rinnovamento culturale, scientifico e formativo che ci deve far domandare se è ancora possibile che oggi ci siano farmaci per intere aree terapeutiche in cui la popolazione prevalente è rappresentata da soggetti di sesso femminile, farmaci - dicevamo - testati all'interno di trials in cui i pazienti coinvolti sono per lo più di sesso maschile". 

"Equi sta una delle novità che vogliamo introdurre con questo appuntamento padovano", prosegue Pecorelli: "noi sappiamo che globalmente si sta sviluppando una nuova cultura della ricerca pre clinica e clinica. Si sta cioè diffondendo un'attenzione specifica al fatto che il 65% della spesa mondiale in sanità è dedicata al mondo degli over 65, una fetta di popolazione dove il genere femminile è numericamente preminente. Ecco: tutti i soggetti del sistema globale della salute sanno che il futuro delle cure sarà sempre più appropriato ed aderente in misura in cui sapremo identificare con correttezza i soggetti reali delle cure. Questo significa ad esempio sviluppare farmaci all'interno di trials in cui l'ingaggio dei pazienti sia quantitativamente coerente all'effettiva popolazione anziana e femminile". 

Il convegno, che ha avuto il patrocinio dell'Ordine dei Medici di Padova, sarà aperto da una serie di saluti istituzionali, tra i quali anche quello di Maurizio Benato, vicepresidente nazionale della Fnomceo.

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