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Martedì 03 DICEMBRE 2013
Illegalità e corruzione in sanità. Bissoni (Agenas): “Ci costano 5-6 mld di euro l’anno”

Una cifra, quella rilevata dal presidente dell'Agenzia, pari al 5-6% della spesa sanitaria. I dati presentati nel corso di un convegno su Trasparenza, Legalità ed Etica nel Ssn. “Ogni fatto corruttivo o anche solo il cattivo uso delle risorse, in sanità, è doppiamente inaccettabile perché incide direttamente sul diritto essenziale di accesso alle cure”.

Trasparenza, Legalità ed Etica nel Servizio Sanitario Nazionale  è stato questo il tema del Convegno nazionale indetto  da Agenas. Un argomento delicato e che coinvolge a 360 gradi anche il comparto sanità. Legalità, etica e trasparenza sono temi di grande attualità e coinvolgono tutte le istituzioni e i settori della nostra società, al punto che hanno reso necessaria una legge di contrasto alla corruzione, la n. 190 del 6 novembre 2012: “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” e il D.Lgs n.33 del 14 marzo 2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
 
Il nuovo quadro legislativo inaugura, per le Aziende sanitarie, una stagione mirata a rimuovere le inadeguatezze della precedente normativa, sia sul lato del contrasto, sia su quello della prevenzione della corruzione. Nel governo della sanità esistono situazioni, dalla ricerca, alle liste d’attesa, agli accreditamenti, alle modalità di rimborso degli erogatori dei servizi, in cui, inevitabilmente, proprio perché la normativa lascia ampio spazio alla discrezionalità degli interventi, si rende strategica e doverosa la massima trasparenza.
E’ evidente che, al di là delle stime sui possibili risparmi apparse di recente sulla stampa, in un momento in cui il Servizio sanitario nazionale, quanto l’intera Pubblica Amministrazione, sono impegnati nella revisione della spesa, la rimozione di tutto ciò che contribuisce al cattivo uso delle risorse è una scelta doverosa per evitare di incidere sulla qualità dei servizi.
 
“Ogni fatto corruttivo – ha dichiarato Giovanni Bissoni, Presidente di Agenas – o anche solo il cattivo uso delle risorse, in sanità, è doppiamente inaccettabile perché incide direttamente sul diritto essenziale di accesso alle cure. La mancanza di trasparenza favorisce fenomeni degenerativi di inefficienza e ingiustizia, minando alle radici gli stessi valori fondati del Ssn.”
 
Bissoni ha poi specificato come l’illegalità e la corruzione “rappresentano all’incirca il 5-6% della spesa sanitaria (circa 5-6 mld di euro). Un fenomeno preoccupante che incide seriamente su efficienza ed equità dei servizi ma che soprattutto mina alla base il rapporto fiduciario con i cittadini”. Per questa ragione il presidente di Agenas ha lanciato la sua proposta: “Inserire tra le aree di lavoro del Patto della Salute anche una parte che possa riguardare l’efficienza, la trasparenza e la lotta alla corruzione”.
Bissoni ha poi affrontato quelle che in sanità sono le questioni più urgenti da affrontare: Asimettria informativa, la discrezionalità nelle scelte, acquisti beni e servizi, la manipolazione della ricerca e la trasparenza del servizio pubblico.
 
Attraverso un messaggio scritto ha voluto portare il suo saluto alla platea anche il presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini che ha evidenziato come “nella delicata fase economica e sociale che stiamo attraversando appare sempre più forte il richiamo ad una maggiore trasparenza nei processi decisionali , intesa come strumento per assicurare un maggior tasso di efficienza e di legalità nella gestione della cosa pubblica”.
 
“Anche nel campo dei servizi e delle prestazioni sanitarie – ha specificato il presidente della Camera - , la trasparenza costituisce un elemento imprescindibile per il buon funzionamento del servizio sanitario nel suo complesso  ciò in quanto l'esercizio trasparente delle funzioni svolte, non solo consente di mettere in evidenza le criticità esistenti e permette un'azione di controllo diffuso, ma costituisce un indispensabile strumento di contrasto all'illegalità, alla corruzione e alle infiltrazioni criminali che, purtroppo, hanno colpito anche il settore della sanità”.
Obiettivi e temi del convegno che sono stati condivisi anche dal direttore generale per la programmazione del Ministero della Salute, Francesco Bevere che ha sottolineato come l’Italia sia tra i paesi più corrotti: “Nelle classifiche siamo all’ultimo posto insieme a Grecia, Bulgaria. Anzi, negli ultimi tempi abbiamo perso altri tre posizioni e ora siamo al livello della Tunisia, con tutto il rispetto per quel Paese”. Un problema, quello dell’illegalità che per Bevere “determina una perdita di competitività del Paese”. La questione, però, non si può risolvere modificando sic et simpliciter regole e procedure. “L'educazione al comportamento etico è un qualcosa che deve essere centrale. Possiamo modificare strutture e procedure - ha precisato Bevere - ma la questione centrale rimane la persona”. In conclusione anche il Dg del Ministero della Salute ha concordato sull’esigenza di inserire nel Patto per la Salute anche un capitolo ad hoc sulla materia.
 
Il dibattito è poi proseguito con l’intervento di Guido Carpani, capo gabinetto del dipartimento della Funzione pubblica che ha illustrato da vicino il tema del Piano nazionale anticorruzione, della legge 190/2013 e dell’intesa in conferenza unificata. Carpani ha anch’egli evidenziato le criticità del settore a partire dalla sua estrema discrezionalità rispetto ad altri comparti pubblici. “C’è bisogno di trasparenza – ha detto riferendosi alle liste d’attesa – mentre sugli acquisti di beni e servizi e utile creare le centrali uniche”.  Altro tema toccato è quello che riguarda le nomine di Dg e primari, dove oltre a criteri seri di selezione è auspicabile “una maggiore rotazione dei dirigenti”.
 
Incentrato molto sull’esigenza di integrazione del sistema l’intervento del presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) Romilda Rizzo per cui occorre affrontare la questione a “livello nazionale”. Il problema è infatti anche “lo scarso coordinamento e cooperazione tra le istituzioni”. Altro punto evidenziato riguarda la l’eccessivo numero di regole che a volte favoriscono l’illegalità. In ogni caso per Rizzo bisogna “puntare su trasparenza e valutazione”, senza dimenticare come sia necessario che le aziende nominino i responsabile della Corruzione.
 
A seguire ha preso la parola Angelo Lino Del Favero, presidente di Federsanità Anci che nel ricordare le criticità proprie del comparto: accreditamento, libera professione, concorsi, gare e ricerca ha specificato come sulla materia non si è all’anno zero: “Oggi abbiamo tutti gli strumenti per costruire piani anticorruzione” ma ciò che è più importante è l’atteggiamento da tenere. “Non dobbiamo vivere gli adempimento contro la corruzione come meri obblighi burocratici”.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vice presidente Fiaso, Fausto Nicolini che ha parlato anche del problema delle sponsorizzazioni: “Nella mia Asl rifiutiamo gli eventi sponsorizzati dalle industrie e siamo attenti anche alle donazioni in cui c’è del materiale di consumo”. “Siamo impegnati – ha specificato – nella costruzione di una nuova cultura aziendale che valorizzi il merito e le buone pratiche”.
 
Durante il convegno, oltre agli addetti ai lavoro del circus sanità è intervenuto anche Vittorio Demicheli di Rete Libera, Gruppo Abele, Avviso pubblico, Coripe che nel rilevare gli aspetti positivi della sanità ha evidenziato come occorra “vincere la sfida sull’appropriatezza delle cure e il problema della frammentazione regionale”.
Durante l’esposizione sono stati anche presentati i primi risultati del monitoraggio sull’amministrazione trasparente. Il 92% delle 237 strutture (Asl, Ao e Irccs) interpellate hanno sul proprio sito una parte dedicata alla trasparenza.
 
Dopo Libera ospite dell’assise è stata l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Lucia Borsellino che ha ricordato come “serve più responsabilizzazione” e in ogni caso bisogna “trovare tutti gli strumenti possibili perché c’è stata una grande involuzione culturale nella nostra Regione”.
 
La sanità – ha ricordato Borsellino – è ambito dove si concentrano grossi interventi economici e il nostro compito oltre a fornire percorsi chiari e trasparenti è anche quello di non lasciare i cittadini e gli operatori da soli”.
 
Altro spunto alla riflessione lo ha fornito la senatrice del Pd, Nerina Dirindin che ha evidenziato come il “mancato rispetto del diritto delle persone è di non avere un’adeguata assistenza”. Per questo la senatrice ha dichiarato come sia fondamentale sciogliere alcuni nodi come il precariato, la sicurezza nei luoghi delle cure, i conflitti d’interesse, l’abuso di potere e la corruzione.
 
A chiudere il quadro e a portare anche un messaggio che non fosse esplicitamente incentrato sulle questione pratiche del comparto ci ha pensato il teologo Vito Mancuso per  cui “il nostro è un paese di individui che si credono furbi perché trasgrediscono le regole dell’ordine etico e civico, ma che in realtà sono semplicemente ignoranti perché tale continua trasgressione produce il caos quotidiano dentro cui siamo costretti a vivere, fatto di approssimazione, diffidenza, nervosismo, disattenzione, e tasse elevatissime cui corrispondono servizi spesso ben poco elevati”. Il problema per Mancuso “non è l’immoralità pratica anche perché il bene e il male stanno dove c’è la libertà”, la questione semmai è che “l’etica per funzionare ha bisogno di libertà altrimenti non c’è”.  Ma per percepire la libertà per il teologo essa “ha bisogno di educazione”. E oggi il problema è che manca proprio una specifica educazione della libertà, a partire dalla filosofia morale e dalla spiritualità. “Curiamo il nostro corpo e la nostra psiche, ma poco mandiamo in palestra la nostra libertà”.

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