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Giovedì 24 DICEMBRE 2015
Puglia. Laricchia e Conca (M5S): “I meccanismi clientelari ammorbano la sanità regionale”

Il motivo principale è da ricondurre, per i due consiglieri, alla mancanza degli atti aziendali. E lanciano una stoccata al consigliere "Amati (Pd) e a tutti i fautori del nuovo avveniristico ospedale della Valle d’Itria”. Amati risponde: “Per il M5S gli ospedali sono ancora come Monti di pietà o Opere Pie”.

“Si rende un reparto di un ospedale non in grado di soddisfare le esigenze dell'utenza dirottando la stessa in un'altra struttura. Alla fine risulta che le necessità degli ammalati possano essere risolte dall'accorpamento politicamente strategico spostando a scacchiera i vari reparti nei diversi paesi con il solo scopo di creare bacini di voti accontentando gli elettorati locali. Questo è avvenuto, sta continuando ad avvenire ed è, ripetiamo, illegittimo nei modi, nei fatti e nella sostanza”. Questa la denuncia dei consiglieri pugliesi del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia e Mario Conca. Che tornano a puntare il dito sulla “mancanza degli atti aziendali richiesti dalla legge e necessari per garantire una corretta programmazione ed organizzazione di tutto il sistema sanitario”. “Prima del piano di riordino, la Giunta approvi gli atti aziendali, che valutino dati epidemiologici, liste d’attesa e fabbisogni assistenziali a seguito di studi obbiettivi ed approfonditi “, è la richiesta di Laricchia e Cnca. “La Sanità Pugliese è dal ‘93 che non presenta e approva gli atti aziendali e quindi da 23 anni (di governo sia di destra che di sinistra) l’intero sistema sanitario regionale è illegittimo. Ciò vuol dire che moltissimi, se non tutti, gli atti, le nomine, gli spostamenti, i declassamenti, i riordini fatti sino ad ora sono stati fatti secondo logiche personalistiche e politiche. Visto che questo è avvenuto, si pone una riflessione sulla reale veridicità della ‘foto’ fatta dall'istituto pisano e dell'assetto organizzativo da questa derivante”.  

A sostegno della loro tesi Laricchia e Conca portano, come esempio, il caso dell’ospedale di Monopoli. “Negli anni ultimi anni – dichiarano - si sono fatte nell’ospedale di Monopoli, come in altri, operazioni’ in base alle quali anche questa struttura che aveva un funzionamento adeguato, con i suoi limiti fisiologici, ha subito progressivamente declassamenti, spostamenti, riduzione del personale, dei posti letti e degli strumenti diagnostici e quant'altro per cui, nei fatti, l'utenza è stata dirottata in altre strutture vicine, spesso di paesi piccoli e con bacini d'utenza inferiori. Come si fa, dai dati statistici ed epidemiologici forniti oggi, ad avere il valore della reale rilevanza del nosocomio? E’ evidente - proseguono i 5 Stelle - che nel momento in cui si riduce il funzionamento di un ospedale, rendendolo inefficiente agli occhi della gente, è molto più facile, dopo aver creato il problema, dare come soluzione la creazione di un nuovo e futuro mega ospedale che risolva tutto e per cui è accettabile l'ulteriore declassamento del primo ospedale. È d’accordo con questa teoria il fasanese Fabiano Amati e tutti i fautori del nuovo avveniristico ospedale della Valle d’Itria?”

La risposta arriva immediata. "Non capisco – dichiara in una nota il consigliere Fabiano Amati (Pd) perché ma i colleghi del M5S non sopportano le comunità cittadine di Monopoli, Fasano, Cisternino, Alberobello, Locorotondo e Polignano a mare. Cioè le comunità che saranno servite dal nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Fosse per loro gli ospedali dovrebbero ancora essere organizzati come i Monti di pietà o le Opere Pie. Tanti ospedali, in tutti i quartieri, ma di salvare la vita alle persone nemmeno a parlarne. Per questo bisogna al più presto cantierizzare gli ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano e avviare la costruzione dei tre nuovi ospedali di Andria, Bari nord e Lecce sud”.

"In Puglia – prosegue Amati - ci sono decine di ospedali attivi ma privi di rianimazione, terapia intensiva cardiologica con emodinamica e stroke unit: le specialità ospedaliere che salvano la vita alle persone. Ed infatti la maggior parte dei cittadini, e non a caso, sceglie gli ospedali più dotati tecnologicamente. I nuovi ospedali, allora, serviranno a curare nello stesso modo anche i cittadini che non conoscono nessuno o che non hanno conoscenze in grado di orientarli nelle strutture più dotate di possibilità assistenziali. Non capisco pertanto la polemica provocatoria dei colleghi del M5S nei miei confronti. Mi devo forse sentire colpevole di aver voluto imprimere velocità a questo processo di modernizzazione? Ma siamo pazzi? Se poi i colleghi del M5S hanno da regolare conti sul tema del potere in sanità - conclude Amati - non è con me che devono interloquire e polemizzare: perché io di queste materie non m'intendo”.

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