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Mercoledì 02 NOVEMBRE 2016
La ‘fuga’ dei medici. Un fenomeno più diffuso di quanto si creda

In questo Paese, la carenza di medici specialisti è divenuta “cronica”, cosicché le varie agenzie si adoperano per reclutare all’estero i propri candidati. In aggiunta, sussiste anche la possibilità di poter lavorare durante il fine settimana o solo per una settimana al mese, rendendo il tutto più “appetibile”.

Non è possibile stabilire una stima esatta dei medici italiani (specialisti e specializzandi) che lavorano all’estero, poiché molti utilizzano siti web con offerte di lavoro, con contratti privati il più delle volte ed agevolati (temporali e part-time). Nel 2015, secondo il Report sugli indicatori demografici condotto dall'Istat, 100.00 italiani si sono cancellati dall'anagrafe per andare a vivere all’estero, ben il 12,4% in più rispetto al 2014.
 
Sempre i dati Istat riportano che i medici Italiani che hanno chiesto al Ministero della Salute la documentazione utile per esercitare all'estero sono passati da 396 nel 2009 a 2.363 nel 2014 (+16,7%). E’ stato stimato che nel Regno Unito i medici italiani che prestano servizio sono più di tremila. Solo all’inizio del 2014, 2.919 medici italiani erano iscritti al General Medical Council (1,1% degli iscritti), ma tale numero è andato crescendo.

In questo Paese, la carenza di medici specialisti è divenuta “cronica”, cosicché le varie agenzie si adoperano per reclutare all’estero i propri candidati. In aggiunta, sussiste anche la possibilità di poter lavorare durante il fine settimana o solo per una settimana al mese, rendendo il tutto più “appetibile”. Da una recente indagine, è emerso che i medici italiani con contratto in Svizzera sono aumentati di più di quattro volte dal 2004 al 2012 (+7,4%, 648 all’attivo), distribuiti sia fra pubblico che privato. Non sorprende questa “fuga” verso la Svizzera, dove i nostri medici sono attirati con stipendi mediamente tre volte più alti.

Ma dove cercano lavoro maggiormente i nostri specialisti? Le destinazioni più comuni sono il Regno Unito e la Francia, seguite dagli Stati Uniti, ricordiamo anche Svezia, Danimarca e Dubai.

Nel Regno Unito la gran parte lavora per il National Health Service (NHS), ossia in strutture pubbliche, suddiviso in Primary Care (servizi generici) e Secondary Care (servizi specialistici) ove per esercitare la professione, bisogna essere in possesso della licenza rilasciata dal General Medical Council.
Generalmente le modalità di candidatura ed assunzione sono due, diretta (Nord Europa e Paesi Extra Europei) o con concorso (Francia e Spagna) anche se in Francia vengono in ogni caso stipulati contratti per il privato, con retribuzioni maggiorate ed agevolazioni lavorative (no full-time).
 
Quali specialisti servono?
Sul sito della stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) compaiono in tempo reale, alla sezione lavoro/bandi/concorsi, offerte di lavoro per medici specialisti sia per l’Italia che per l’estero (Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti,…) da parte di società esterne alla Federazione. Fra queste, l’ATRIX INTERNATIONAL, società francese di consulenza specializzata nel reclutamento di personale medico da oltre 15 anni, ricerca soprattutto le seguenti figure: Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Viscerale, Ematologia, Endocrinologia, Gastroenterologia, Geriatria, Ginecologia ed ostetricia, Igiene e medicina preventiva, Medicina del Lavoro, Medicina Generale, Medicina d'Urgenza, Medicina Interna, Medicina fisica e riabilitativa, Medicina Nucleare, Nefrologia, Neurologia, Oftalmologia, Ortopedia e traumatologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria, Pneumologia, Psichiatria e Radiologia.

Previo contatto con la stessa (mail, telefono), questa si impegnerà ad analizzare le diverse opportunità di carriera selezionate, fornendo anche un supporto in lingua francese fino all'iscrizione all'Ordine dei Medici in Francia.

In conclusione il fenomeno è molto più diffuso di quanto si creda ed oltre ai medici già formati, preoccupante ed allarmante è la “fuga” dei neo-laureati che optano per una specializzazione all’estero, in quanto, come più volte evidenziato dall’Anaao Assomed, la forbice tra il numero di nuovi iscritti alla facoltà di medicina e chirurgia e quello dei contratti di specializzazione è sempre più sbilanciato.

Pierino Di Silverio
Componente Direttivo Nazionale Settore Anaao Giovani
 
Maddalena Zippi
Responsabile Settore Anaao Giovani Lazio
 
Maurizio Cappiello
Consigliere Nazionale Settore Anaao Giovani

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