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Giovedì 01 DICEMBRE 2016
Diabete in età scolare. La Federazione Diabete Giovanile chiede interventi nei nuovi Lea

In una lettera inviata al ministro Lorenzin e alle commissioni Sanità di Camera e Senato, il presidente della Fdg, Antonio Cabras, chiede in particolare che trovi spazio nel documento “L’Assistenza in ambiente scolastico ai bambini affetti da diabete mellito”, così come il riconoscimento, quale atto terapeutico, la “ Terapia educazionale  somministrata in soggiorni educativo terapeutici residenziali “.

In Italia circa 8mila bambini in età scolare soffrono di diabete. E per la Federazione Diabete Giovanile (Fdg) “è d’obbligo incidere meglio sulla elaborazione delle principali linee di intervento nei loro confronti da parte degli Organi Istituzionali per colmare il vuoto del SSN che si limita ad intervenire con il 5,80% del fabbisogno nelle scuole primarie di I° grado e di II°. I dati Istat 2013-2014 per quanto concerne la somministrazione dei farmaci in ambito scolastico evidenziano l’assenza del SSN. Assenza colmata dai genitori per il 13,87%, dal personale scolastico per il 54,27%, dall’ Asl per il 5,80%, da altro personale per l’ 1,98%, da nessuno per lo 0,61%,  non è stato censito il 24,00%”, spiega la Federazione.

Per questo, in una lettera rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e alle commissioni Sanità di Camera e Senato, la Federazione Diabete Giovanile chiede di intervenire sui nuovi Lea per “rispondere alle esigenze e alle attese delle famiglie”.

Dicendosi “fiducioso” in tal senso, il presidente della Federazione, Antonio Cabras, chiede, in particolare, che nell’ambito della revisione dei Lea a cura delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato e Affari Sociali della Camera per l’aggiornamento dell’elenco delle malattie rare e  croniche “venga inserito ‘L’Assistenza in ambiente scolastico ai bambini affetti da diabete mellito’  alla voce 013 .250, pag. 289-290”.

Per la Fdg è “altresì importante, al fine del raggiungimento del miglior compenso metabolico, imprescindibile per una buona qualità di vita e l’allontanamento delle complicanze, il riconoscimento istituzionale attraverso i LEA, quale atto terapeutico, della ‘Terapia educazionale  somministrata in soggiorni educativo terapeutici residenziali’”. 

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