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Lunedì 09 GENNAIO 2017
Diabete. Pochi afro-americani negli studi Usa sulla patologia

Lancet pubblica uno studio che lancia l’allarme sugli studi clinici sui farmaci per il diabete condotti negli USA, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza cardiovascolare. I trial,infatti, includono una quota non pienamente significativa di afro-americani, tra i quali l’incidenza è doppia rispetto a quella dei concittadini statunitensi bianchi.

(Reuters Health) – Nonostante l’incidenza di diabete sia più elevata tra la popolazione afro-americana, gli studi clinici non includono ancora una quota significativa di questi cittadini. Un mancato apporto che può tradursi in un’importante lacuna informativa, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei farmaci. L’evidenza emerge da uno studio appena pubblicato da Lancet Diabetes and Endocrinology.
 
Nel 2008 la Food and Drug Administration aveva richiesto che i nuovi farmaci ipoglicemizzanti per il diabete fossero testati per la sicurezza cardiovascolare, poiché su questo aspetto si registrava una significativa differenza tra le diverse etnie dei pazienti. Partendo da queste premesse David Kerr e colleghi, del William Sansum Diabetes Center di Santa Barbara, in California, hanno esaminato i risultati di sette trial condotti per testare la sicurezza cardiovascolare dei nuovi antidiabetici, e hanno scoperto che in cinque di questi trial la popolazione afro-americana era rappresentati da meno del 5% dei pazienti inclusi. I ricercatori hanno poi sottolineato come attualmente il diabete negli USA si attesti a circa il 13 % tra gli afro-americani; quasi il doppio di quanto si registra tra gli americani bianchi (7,6%).
 
“Tutto ciò significa anche che vengono trascurati fattori etnici e socio-culturali che possono giocare un ruolo importante nell’efficacia dei trattamenti” sottolinea Daniel Lackland, ricercatore presso Medical University of South Carolina, che ha rimarcato come questo importante problema non sia limitato agli studi sul diabete, ma si estenda anche a quelli sul cancro.
 
Fonte: Lancet Diabetes Endocrinol 2016
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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