quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Mercoledì 20 SETTEMBRE 2017
Infarto cardiaco, Ictus, Trauma maggiore e Sepsi. Più del 50% dei casi trattati in pronto soccorso

I dati emersi da un’indagine condotta in occasione della “Accademia dei direttori”, l’evento Simeu che il 18 e 19 settembre ha riunito a Bologna i direttori di struttura di Pronto soccorso e Medicina d'emergenza-urgenza di tutta Italia. “Il pronto soccorso conferma così il suo ruolo strategico nella gestione di patologie in cui la tempestività dell’intervento di cura è un fattore essenziale”, afferma, commentando i dati, la Simeu.

Più del 50% delle patologie tempo dipendenti passano dal pronto soccorso, “ben più di quanto generalmente noto sulla base delle stime ufficiali”. Si tratta di “un enorme volume di attività che riguarda infarto cardiaco, ictus, trauma maggiore e sepsi, tutti casi che arrivano in pronto soccorso e proseguono poi il loro iter clinico nelle diverse discipline”. Le altre diagnosi di queste patologie riguardano casi che si verificano mentre il paziente sta già seguendo altri percorsi di cura e quindi non accede all’emergenza. È questo il dato emerso dall’indagine promossa nel corso della “Accademia dei direttori”, l’evento Simeu (Società italiana di medicina di emergenza-urgenza) che il 18 e 19 settembre ha riunito a Bologna i direttori di struttura di Pronto soccorso e Medicina d'emergenza-urgenza di tutta Italia. “Il pronto soccorso conferma così il suo ruolo strategico nella gestione di patologie in cui la tempestività dell’intervento di cura è un fattore essenziale”, afferma, commentando i dati, la Simeu.

La raccolta dati è stata promossa da Simeu su un campione di 92 pronto soccorso che rappresentano  circa 5 milioni passaggi all'anno, un quarto del totale nazionale. I dati si riferiscono al 2016 e sono stati proiettati sul totale dei passaggi nazionali.
 
Ecco alcuni dettagli sui casi tempo dipendenti che passano complessivamente dai pronto soccorso italiani in un anno: Sepsi: 110.000 casi di PS all'anno; Trauma maggiore (trauma che implica il pericolo di vita del paziente): 78.000 casi; Stroke (Ictus): 102.000; Stemi (Infarto Cardiaco): 72.000 casi.
 
Il risultato della raccolta dati - spiega Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu - sottolinea l'importanza dell'attività di ricerca basata su dati concreti: raccogliendo i dati reali, analizzandoli in dettaglio e valutandone sia aspetti clinici che organizzativi, le società scientifiche possono svolgere un importante servizio per una programmazione sanitaria nazionale sempre più efficace. Nello specifico di questa ricerca, ad esempio i casi di trauma maggiore nei pronto soccorso, risultano essere quattro volte più frequenti rispetto alle stime ufficilai. Si tratteggia così un fenomeno importante e sottovalutato, che va studiato nelle sue cause, per valutare nuove strategie di intervento e migliorare i percorsi di cura”.

L'Accademia, evidenzia la Simeu, “ha rappresentato un'inedita occasione di confronto e riflessione al termine della quale la comunità dei professionisti ha individuato alcune condizioni indispensabili per la qualità e la sicurezza delle cure in emergenza-urgenza, che saranno oggetto nei prossimi giorni di una lettera per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin”.
 
Simeu ha intitolato questa prima edizione dell'Accademia dei Direttori a Francesco Stea, direttore del pronto soccorso di Bari, tra i principali fautori della Medicina di emergenza in Italia, scomparso nel 2016.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA