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Giovedì 26 OTTOBRE 2017
Epilessia resistente ai farmaci. Nei bambini efficace intervento chirurgico

Nei casi resistenti alla terapia farmacologica, l’intervento chirurgico sembra essere una buona alternativa nel ridurre la frequebna delle crisi fra i bambini che sofforno di epilessia. È quanto emerge da uno studio pubblicato da New England Journal of Medicine

(Reuters Health) – L’intervento chirurgico a livello cerebrale per trattare l’epilessia resistente ai farmaci nei bambini sarebbe particolarmente efficace, giacché garantirebbe ai piccoli pazienti una probabilità 10 volte maggiore di non andare incontro a crisi a un anno dall’intervento. È quanto emerge da uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine. La ricerca è stata coordinata da Manjari Tripathi, dell’All India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi.

Il lavoro scientifico ha coinvolto 116 pazienti. Di questi, il 77% avrebbe avuto convulsioni subito dopo l’intervento, che con il tempo hanno avuto una frequenza minore. Una percentuale che comprende, però, il 37% di bambini che non ha proprio avuto convulsioni nell’anno successivo all’operazione, contro il 7% del gruppo che riceveva solo terapia farmacologica, in attesa dell’intervento. Quando sono state prese in considerazione tutte le crisi, i bambini che non si sottoponevano a intervento avevano quattro volte più probabilità di avere un attacco epilettico nell’anno rispetto ai bambini trattati chirurgicamente. Inoltre, si sono registrati milgioramenti nel comportamento e nella qualità della vita.

L’intervento, però, avrebbe portato a gravi effetti collaterali in un terzo dei bambini, soprattutto debolezza in un lato del corpo. Un effetto che, a detta dei ricercatori, era prevedibile e che comporterebbe l’incapacità dei bambini di deambulare autonomamente, ma che, opportunamente trattato con fisioterapia, porterebbe alla ripresa della funzionalità dell’arto inferiore e superiore in sei mesi, tranne a livello di polso e dita. Di contro, però, il 16,5% dei bambini in attesa di intervento avrebbe subito gravi lesioni a seguito delle continue convulsioni. “L’intervento non solo è efficace, ma dovrebbe essere fatto il prima possibile” quando ci si rende conto che il bambino non risponde ai farmaci”, dice Tripathi.

I commenti
“Questo è il primo trial clinico randomizzato a valutare i risultati della chirurgia nei bambini”, dice Donald Schomer, del Comprehensive Epilepsy Program al Beth Israel Deaconess Medical Center, di Boston. “I risultati sono di gran lunga superiori a quelli che si ottengono intervenendo sugli adulti”, ha spiegato l’esperto, che non era coinvolto nello studio e che ha però sottolineato anche che il follow-up di un anno “è troppo breve per vedere un cambiamento notevole”, soprattutto nel quoziente intelletivo, che non avrebbe subito variazioni, secondo gli autori, dopo l’intervento.

Fonte: The New England Journal of Medicine
Gene Emery

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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