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Lunedì 18 DICEMBRE 2017
Sanità pugliese “a tinte fosche” per gli infermieri: primo convegno del Nursind Brindisi

"Un infermiere che si estranea volontariamente da quello che sta accadendo in materia di rinnovo contrattuale e soprattutto non consapevole delle riforme in termine di pubblico impiego - ha osservato Osvaldo Barba della direzione nazionale NurSind - diventa potenzialmente 'complice' di una strategia che, in linea di massima, ha come obiettivo il declassamento dell'infermiere. Non possiamo accettare passivamente quello che accade".

d="cke_pastebin"> "La risposta degli infermieri al processo di riforma della sanità pugliese - ha detto Carmelo Villani segretario territoriale NurSind Brindisi al primo convegno provinciale organizzato dal sindacato su 'Quale infermiere nel processo di riforma della sanità pugliese' - è di forte preoccupazione in considerazione dell'attuale situazione regionale".

"Una sanità - ha proseguito - dove la nostra professione viene relegata sempre più ai margini nel processo assistenziale. Siamo pronti a qualsiasi azione di rivendicazione e di protesta pur di non soccombere difronte a scelte altrui". 

"La sanità pugliese è patria degli sprechi e delle incompiute - ha affermato Mario Conca consigliere regionale Puglia e componente Commissione Sanità del Movimento 5 Stelle - dove gli sperperi hanno determinato una chiusura indiscriminata di tanti ospedali senza prima aver affrontato con raziocinio la diretta relazione con il Territorio oggi sempre più impreparato e con gravi carenze strutturali. L'occasione di questo incontro è quello di supportare qualunque azione di rivendicazione che, attraverso la valorizzazione del ruolo dell'infermiere, determini una qualità assistenziale ottimale oggi sempre più utopica".

"Un infermiere che si estranea volontariamente da quello che sta accadendo in materia di rinnovo contrattuale e soprattutto non consapevole delle riforme in termine di pubblico impiego - ha osservato Osvaldo Barba della direzione nazionale NurSind - diventa potenzialmente 'complice' di una strategia che, in linea di massima, ha come obiettivo il declassamento dell'infermiere a figura amorfa in assoluta controtendenza con le continue evoluzione di una professione intellettuale sempre più indigesta a molti. Non possiamo accettare passivamente quello che accade senza dire la nostra. E da Brindisi lanciamo il nostro grido di allarme per un futuro prossimo con tantissime tinte fosche e pochissima luce in fondo al tunnel".

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