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04 MARZO 2018
Sulla razionalizzazione del servizio di emergenza urgenza Regione Toscana coinvolga tutti



Gentile Direttore,
In Regione Toscana, un po’ in sordina per la verità, si sta da tempo discutendo una ampia razionalizzazione del servizio di emergenza urgenza, specie per quello che riguarda l’area territoriale. Per quanto ci è dato di conoscere, da incontri fatti nei mesi scorsi con i vertici regionali e dai pochissimi stralci di bozze in discussione che siamo riusciti a visionare, si dovrebbe prevedere una maggiore presenza infermieristica territoriale oltre ad una totale riorganizzazione dei Punti di Emergenza Territoriale (PET), specie di quelli medicalizzati.
 
Questo, peraltro già sancito in atti regionali precedenti, non può che renderci felici anche se, dobbiamo dirlo, questa soddisfazione è in parte minata dalla scarsità di certezze, ma anche soltanto di informazioni univoche, riguardo ai modelli organizzativi che verranno scelti ed alle relative ricadute professionali sugli infermieri operanti nei sistemi 118.

Riteniamo che, a fronte di un dichiarato aumento consistente di mezzi infermieristici territoriali (India), debba corrispondere una seria riflessione sulle necessità formative del personale, ampliando nel contempo gli ambiti di competenza ed i relativi skills necessari per accedere e permanere nel sistema, che dovrà continuare a fornire gli standards elevatissimi attuali nonostante il fatto che, con buona probabilità, si verrà a presentare la necessità di un aumento numerico repentino che le aziende da sole probabilmente non riusciranno a soddisfare.

Il primo nodo, quindi, da sciogliere sarà come uniformare la formazione, superando l’attuale varianza presente e creando dei percorsi ben stabiliti, condivisi e sui quali, specie nell’ambito certificativo, passaggio fondamentale, non si prescinda dall’ampio coinvolgimento ordinistico, che potrà e dovrà espletare un grosso ruolo proprio in questo settore.

La razionalizzazione, a nostro parere, dovrà tenere ben conto di quanto è stato costruito in più di venti anni in materia di competenze e di modelli operativi, proprio al fine di fornire un servizio sempre migliore alla cittadinanza.
Gli infermieri del 118 della Regione Toscana hanno, negli anni ed in alcune realtà, sviluppato standards elevatissimi che hanno fatto scuola anche a molte altre regioni.

Il sistema di lavoro di equipe in automedica, che vede medico ed infermiere lavorare insieme sullo stesso mezzo, dovrà essere assolutamente valorizzato razionalizzandone l’utilizzo e trovando il modo di permettere all’infermiere, insostituibile in questo specifico setting, di svolgere a pieno il suo compito di assistenza al paziente che a volte, in certe realtà, è stato ed è distratto da compiti di guida e gestione del mezzo. Queste mansioni, come anche autorevolmente richiamato dalla Presidente Nazionale FNOPI, Barbara Mangiacavalli, sono assolutamente improprie per la figura infermieristica.

Sarà importante, visto che la definizione della figura dell’autista soccorritore avanza a grandi passi, definire molto bene, a priori, i limiti e gli ambiti di competenza di questi operatori in modo da evitare sovrapposizioni con le figure sanitarie che non farebbero bene alla buona gestione del sistema ed ai rapporti tra operatori presenti in esso, oltre che portare ulteriori motivi di confusione nei cittadini assistiti quando non di innalzamento del rischio clinico.
Anche riguardo all’utilizzo di personale infermieristico 118 all’interno dei DEA riteniamo che sia necessario valutare non tanto l’opportunità di una operazione del genere, quanto compiere una analisi riguardo a quali debbano eventualmente essere i percorsi assistenziali cui dedicare questo personale.
 
Non riteniamo, in tutta onestà, che l’impiego di infermieri provenienti dall’emergenza territoriale nei DEA con il solo intento di “fare numero”, senza prevedere percorsi dedicati che questi possano seguire anche in autonomia sarebbe, e sia dove questo già avviene, una idea vincente.

Anche l’attivazione del sistema NUE 112, che in Regione Toscana fatica a partire, dovrebbe vedere un maggiore coinvolgimento delle componenti ordinistiche stando il fatto che le centrali 118 sono a gestione operativa prettamente infermieristica. Questo nuovo sistema, che peraltro sta riportando dai luoghi dove già è stato attuato risultati quantomeno controversi, impatterà sugli infermieri a vari livelli, non ultimo quello professionale, etico e deontologico e di responsabilità professionale.

L’impressione, Direttore, è che anche in Toscana ci si muova a grandi passi verso la costituzione di una agenzia regionale per l’emergenza urgenza. Non spetta a chi le scrive valutare l’opportunità di tale operazione. Quello da cui non si può prescindere è però il ribadire che la componente infermieristica ordinistica, che si dice di voler valorizzare e coinvolgere, fatto per noi di per se importante, debba essere ascoltata nel momento in cui ci si trova ad ingegnerizzare il progetto e non dopo, come anche in passato è stato fatto, portando di fatto a situazioni di attrito tra componenti regionali e professionali che, almeno in una occasione, sono sfociate addirittura in un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

Anche sul lato Pronto Soccorso ci troviamo alla vigilia, adesso un po’ troppo dilatata, di una riorganizzazione quasi epocale del sistema di triage. Al momento però, queste le notizie che ci arrivano, si sta procedendo a rinfrescare le competenze di chi già da mesi ha effettuato i corsi specifici, stando il fatto che il sistema non decolla. Anche in questo caso una migliore sinergia con il lato ordinistico, che avrebbe potuto partecipare oltre che alle valutazioni politico-professionali sul caso anche all’attività di informazione sui cittadini sulle variazioni, importanti, che li attendono, sarebbe stata senz’altro gradita ed opportuna. Abbiamo ricevuto, invece, soltanto una presentazione a noi dedicata quando il progetto era già definito.

Riteniamo che questo sia il momento del dialogo, preventivo, per trovare insieme, Regione, associazioni, dirigenze aziendali, Ordini e, auspicabilmente, associazioni di cittadini, le migliori soluzioni per creare un sistema di emergenza degno della Regione Toscana e di cui operatori e cittadini possano essere fieri.

Spinte in avanti unilaterali, o che vedessero come interlocutori privilegiati solo parte degli attori, senza un confronto vero con la componente infermieristica, che in questo ambito è peraltro fondamentale, specie con quella ordinistica, sarebbero probabile motivo di fallimento di un intervento sul sistema che invece noi per primi riteniamo necessario.
 
Roberto Romano
Consigliere OPI Interprovinciale Firenze - Pistoia Referente Area Emergenza Urgenza

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