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Giovedì 07 FEBBRAIO 2019
Ps in tilt. La Asl punta il dito contro i medici di famiglia irreperibili. Fimmg e Smi respingono le accuse

L'attacco del direttore sanitario della Asl Na3 in una comunicazione ai Direttori di Distretto per sollecitarli a verificare il rispetto dei medici di famiglia dell’impegno di lavoro indicato nell’Acn. Questo dopo che alcuni pazienti in PS avevano riferito di essere ricorsi all’ospedale dopo aver tentato, senza successo, di chiamare il proprio medico di famiglia. I sindacati replicano: “Lavoriamo ampiamente al di là degli orari contrattuali di apertura studio. Siamo pronti a fare di più, ma con quali risorse?”.

I pronto soccorso sono in tilt anche perché i cittadini non riescono a trovare i loro medici di famiglia. È l’accusa contenuta in una comunicazione inviata da direttore sanitario della Asl Napoli 3, Luigi Caterino, ai Direttori di Distretto per sollecitarli a compiere verifiche sul rispetto dell’impegno di lavoro dei medici di famiglia così come indicato nell’Acn. “In un recente e improvviso sopralluogo” in un Pronto Soccorso Caterino ha trovato presenti in sala d’attesa “alcuni pazienti che riferivano di essersi recapiti PS in quanto non in grado di raggiungere telefonicamente il proprio medico di medicina generale curante (uno lamentava lombalgia, due dolori addominali, uno stipsi non responsiva alla terapia pratica, uno rialzo della pressione arteriosa ect”. Il Direttore sanitario illustra quindi alcuni passaggi della convenzione per la medicina generale in merito alla presenza e alle prestazioni in capo al medico di medicina generale sollecitando i direttori di distretto a vigilare sull’osservanza di quanto previsto dalla convenzione.

Ma il segretario aziendale della Fimmg, Ciro Cozzolino, respinge le accuse: “La MG è da sempre presente sul territori con un onere professionale, produttivo, che va ben oltre le indicazioni del dettato contrattuale ACN ed AIR vigente a cui ci si riferisce”, spiega in una nota Cozzolino. Sulla stessa linea il segretario aziendale dello Smi, Raffaele D’Arco. “Non concordo, anzi sono completamente in disaccordo”, con le parole con cui Caterino “sembra addossare tutte le colpe di tale sovraffollamento alle difficoltà, vere o presunte, di raggiungere il proprio Medico di Medicina Generale che mi piace ancora chiamare romanticamente Medico di Famiglia”, scrive D’Arco in una lettera indirizzata al direttore sanitario. “”Lei, che nella Sua lunga e stimata carriera è stato anche un Medico di Famiglia (mi consenta ancora questo termine) ricorderà benissimo come siano tante le variabili in gioco, tutte non addossabili al Medico di Famiglia”, prosegue il segretario Smi.
 
Dalla Fimmg si evidenzia, poi, che “l’impegno lavorativo del MMG è ampiamente al di là degli orari contrattuali di apertura studio cosi come previsti dagli accordi vigenti se solo si considera il tempo dedicato, oltre a quello puramente di diagnosi e terapia, ad attività di prevenzione e monitoraggio della cronicità”. E c’è molto di più, spiega Cozzolino citando, tra le altre cose, il consulto su condizioni di stato di malattia acuta e monitoraggio della cronicità, per prescrizione farmaci sia per patologia acuta che per continuità terapeutica patologie croniche, le attività domiciliare caratterizzate da visite per patologie acute e controlli con particolare attenzione ai presidi ADI, ADO, ADP, oltre a certificazioni varie e a un “significativo volume di archiviazione dati”.

“Ogni giorno ogni MMG ha dai 30 ai 60 contatti che tendono ad aumentare notevolmente nei periodi di patologia acuta epidemiche quali l’influenza” e “circa il 40–50% dei mmg ottempera” a tale impegno “senza alcuna forma collaborativa quali  assistente di studio ed infermiere visto che le percentuali di assegnazione  per coloro che ne hanno regolarmente fatto richiesta, sono esaurite”.

Insomma, per Cozzolino “se solo proiettassimo questi dati avremmo come risultato mese/anno numeri impressionanti indiscutibilmente superiori a quelli di un P.S. considerando anche che nello specifico il MMG opera da solo  e non in una equipe come in suddette strutture ospedaliere. Inoltre si sottolinea che forme associative consolidate come la Medicina di Gruppo e le Medicine in Rete già offrono una condizione di accesso con studi aperti orientativamente di 4/5 ore al mattino e 4/5 ore al pomeriggio per un totale di assistiti pari alla somma degli assistiti in carico ad ogni singolo medico che opera nelle suddette associazioni. Per dare un’idea dei numeri si va da un minimo di 5000 assistiti ad un massimo di 10.000 assistiti ed in alcuni casi anche valori superiori”.

Le ragioni del ricorso al PS, per il segretario aziendale della Fimmg, sono altre:
- “il servizio funziona ininterrottamente 24 ore su 24, non necessita di alcuna prenotazione, l’accesso dei cittadini avviene nella maggior parte dei casi in maniera spontanea ed autonoma”;
-  “le prestazioni rese sono gratuite, anche se i “codici bianchi ” dovrebbero essere a pagamento ma a quanto pare sono tutti codici verdi”;
-  “i cittadini ricevono una risposta immediata per quanto attiene consulenze specialistiche, esami diagnostici di primo livello: prelievo di sangue con esami emato-chimici, ecografie, Elettrocardiogrammi, e dove possibile, esami diagnostici di secondo livello come Radiografie, Tac, Risonanze magnetiche”;
- “ricevono inoltre terapia medica immediata in quanto il presidio ha una farmacia a disposizione ed infermieri professionali in grado di  provvedere a tale esigenza”.

“Allo stato attuale – osserva Cozzolino -, tutte queste prestazioni non sono eseguibili negli studi di Medicina Generale, mentre gli specialisti ambulatoriali dei Distretti Sanitari possono fornire alcune prestazioni solo in regime di prenotazione con lista di attesa ed in orari ben definiti e sicuramente non in regime continuativo H24”.

Per il sindacalista sarebbe inoltre “interessante” sapere se i pazienti intervistati da Caterino conoscevano: “il nome del proprio medico di MMG, gli orari di studio, se il Venerdì pomeriggio è giorno di studio del proprio MMG, quale era stato il loro ultimo incontro nello studio del proprio medico di MG, quali i tempi di attesa nello studio del MMG, quante volte in un anno si sono recati presso lo studio del proprio MMG, quante volte in un anno si sono recati in ospedale per sottoporsi a visita medica e per quale motivo, nella loro storia di assistiti quanti MMG hanno revocato (dato fondamentale per comprendere e valutare ‘l’utilizzo’ del MMG)”.

Per Cozzolino è comunque “condivisibile” che la sanità territoriale richieda “processi di modernizzazione” e “la MG ha sempre dimostrato, con spirito partecipativo e collaborativo, di essere pronta a discutere e confrontarsi sui processi di modernizzazione ed ottimizzazione della Sanità Territoriale”. “Mi chiedo, essendo questi argomenti di interesse di politica sanitaria regionale, la Regione Campania è pronta e possiede le risorse da investire in questa importante rivoluzione?”, conclude Cozzolino che, a nome della Fimmg, e “nel rispetto delle parti”, conferma la collaborazione “per l’approfondimento di una problematica sostanziale per l’ottimizzazione della Sanità Territoriale”.

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