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Giovedì 07 GENNAIO 2021
La nuova sfida per gli psicologi con il Decreto “Ristori”



Gentile Direttore,
di norma, anche se non sempre, le rappresentanze delle professioni esprimono plauso e soddisfazione per l’approvazione di norme quando le stesse portano un qualche beneficio alle Categorie interessate. Ed è evidente che a questa regola, non scritta, non ci sottraiamo neppure noi. Eppure questa volta è diverso.
 
L’approvazione dell’artico 20bis del Decreto ‘Ristori’ costituisce una importante e significativa eccezione alla regola sopra indicata. L’articolo approvato ancorché titolato: “Disposizioni in materia di attività degli psicologi”, in realtà è orientato esclusivamente, cosa alquanto rara, alla salvaguardia degli interessi e dei bisogni degli utenti. Nel rispetto dell’autonomia che il Titolo V della Costituzione assegna alle Regioni, l’articolo in parola offre un formidabile strumento di organizzazione del lavoro degli psicologi, garantendo alle Aziende Sanitarie la possibilità di utilizzare una straordinaria opportunità di flessibilità organizzativa che, ad oggi, è completamente assente.
 
La profonda crisi sanitaria che stiamo vivendo, ha fatto emergere tutti i limiti di un modello organizzativo che ha stentato a mettersi in moto. L’attuale modello organizzativo degli psicologi nelle Aziende ha reso complesso e farraginoso anche la semplice implementazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri datata 13 giugno 2006. Direttiva finalizzata ad attivare e coordinare le risorse professionali degli psicologi, disponibili nelle Aziende, per fronteggiare le emergenze.
 
L’organizzazione per ‘silos’ ha cristallizzato oltre misura la rigidità dei modelli, al punto da rendere estremamente complesso anche una semplice, ma indispensabile attivazione di uno sportello di ascolto e supporto psicologico destinato all’emergenza e rivolto agli operatori interni alle Aziende impegnati in prima linea nel contrasto all’emergenza.
 
La prima firmataria dell’emendamento, poi diventato articolo 20bis, la senatrice Paola Boldrini, vicepresidente della XII Commissione, ha il merito di aver intuito le enormi potenzialità di una tale proposta e della necessità di implementare significativi elementi di flessibilità in un modello organizzativo oltremodo ingessato.
 
Adesso la parola passa alle Aziende ed alla loro capacità e volontà di utilizzare uno strumento estremamente flessibile di organizzazione delle risorse umane anche per quanto riguarda il rilancio dell’assistenza sanitaria sul territorio, così come prevista dai Livelli Essenziali di Assistenza.
 
Organizzare tutte le attività e le risorse umane dei dirigenti psicologi presenti in Azienda, compresi gli psicologi della specialistica ambulatoriale, in una unica funzione aziendale, superando gli steccati, i vincoli e la rigidità derivante dall’appartenenza ad un unico ed esclusivo servizio, consentirà di rispondere in modo trasversale e flessibile a tutti i bisogni di salute psicologica, collocando le risorse professionali là dove si riscontrano le maggiori necessità o urgenze impellenti.
 
È vero che gli psicologi perdono alcune certezze, quali quelle derivanti dalla sicurezza di ‘appartenere’ in modo esclusivo ad un servizio. Ma è altrettanto vero che si apre una sfida che vale la pena raccogliere se davvero vogliamo che anche l’assistenza psicologica si proietti in un nuovo modello di assistenza sanitaria capace finalmente di far proprio il concetto di salute come benessere fisico, psicologico e sociale e non solo come assenza di malattia.
 
La pandemia, da questo punto di vista, ci ha insegnato molto. Sta a noi non disperdere questi insegnamenti e farne buon uso, anche nella prospettiva di una radicale riforma dell’assistenza alla Salute finalmente possibile con il Recovery plan e, noi auspichiamo, anche con le ingenti risorse messe a disposizione dal MES. Con la speranza di ritornare ai principi fondanti la riforma sanitaria approvato con la legge 833/78.
Non si tratterebbe di un ritorno al passato, ma di attuare, rafforzando ed aggiornando i principi fondanti di quella riforma, mai completamente attuata.

Mario Sellini
Segretario Generale dell’Associazione unitaria psicologi italiani

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