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Martedì 16 FEBBRAIO 2021
Fibromialgia reumatica. Moratti: “Implementata la rete reumatologica, ma il Governo inserisca la malattia nei Lea”

Prevenire, formare i Mmg, velocizzare le procedure ed evitare isolamento sociale. Questi gli obiettivi del provvedimento approvato dalla Regione per individuare e condividere il corretto inquadramento della sindrome e predisporre specifiche linee guida per una buona pratica della cura

L’importanza di una diagnosi precoce, la necessità di una stretta collaborazione tra medici di medicina generale e specialisti, e fare sentire la persona al centro del percorso di cura.
 
Va in questa direzione il provvedimento approvato dalla Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, per implementare della Rete reumatologica lombarda.  “Numerosi studi scientifici - dice Moratti - hanno dimostrato in questi anni che una precoce strategia terapeutica è in grado di modificare il decorso della malattia e di ridurre la disabilità in molti pazienti reumatologici, prima dell’instaurarsi di danni irreversibili”.

La fibromialgia, ricorda una nota della Regione, è una malattia reumatica, caratterizzata da dolore cronico diffuso, associato alla presenza di punti dolorosi, ancora poco conosciuta e che, a tutt’oggi, interessa 60mila persone in Lombardia e 400mila in Italia. E che non è riconosciuta tra le malattie croniche nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza.

“Questo provvedimento - prosegue l’assessore al Welfare - traccia quindi precise indicazioni. L’obiettivo è indirizzare il più tempestivamente possibile il cittadino, con sospetta malattia reumatologica, dal medico di medicina generale allo specialista reumatologo per ottenere una diagnosi precoce. Un anticipo tanto più importante e cruciale, quanto più efficaci sono le terapie attualmente a disposizione”.
 
La maggioranza dei pazienti con sindrome fibromialgica invalidante infatti sono colpiti in un’età compresa fra i 45 e i 64 anni, ovvero nel pieno della vita lavorativa attiva. Il dolore che provano, quale sintomo principale della malattia, peggiora la qualità della loro vita e compromette in modo significativo la loro capacità lavorativa e produttiva.
 
“Con questo provvedimento - aggiunge Letizia Moratti - chiediamo inoltre al Governo di mettere in atto tutte le azioni necessarie per inserire la fibromialgia, almeno nelle sue forme più gravi e invalidanti, nei Lea. La fibromialgia del resto, è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma anche dal Parlamento europeo e dal Consiglio superiore della sanità (Css) come una sindrome cronica e invalidante”.
 
Attraverso l’implementazione della Rete reumatologica lombarda, l’assessorato Welfare di Regione in tema di fibromialgia attiverà a sua volta una Commissione tecnica, in seno all’Organismo di coordinamento della Rete reumatologica. Il fine è individuare e condividere il corretto inquadramento della sindrome e predisporre specifiche linee guida per una buona pratica della cura. Al tavolo di lavoro parteciperanno professionisti esperti in diversi settori.
 
“L’intenzione - spiega ancora l’assessore al Welfare - è affrontare e sviluppare l’argomento in un’ottica multidisciplinare, per garantire la più ampia e approfondita valutazione. Le richieste arrivavano da più parti e in particolare dalle associazioni dei malati reumatici e dai loro familiari. Oltre alla necessità di diagnosi precoci e cure specifiche, le sollecitazioni più toccanti ci arrivano forse sul fronte della ‘difficile socialità’ di cui soffrono le persone che soffrono di questa patologia. Il provvedimento odierno va quindi anche nella direzione di scongiurare l’isolamento sociale del malato”.
 
L’assessorato al Welfare realizzerà quindi un censimento delle Strutture sanitarie per definire le caratteristiche cliniche, organizzative e le competenze necessarie che i centri devono avere per garantire un’appropriata ed efficace valutazione e presa in carico dei malati.
Particolare attenzione sarà rivolta alla formazione dei medici di medicina generale, attraverso un percorso di aggiornamento, per aiutarli alla individuazione precoce della patologia e al conseguente indirizzo nel percorso di cura.
 
Infine, conclude la nota, verranno promosse campagne di sensibilizzazione e informazione sulla fibromialgia, oltre a iniziative di formazione e aggiornamento del personale medico e degli operatori dei consultori familiari.

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