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Lunedì 01 MARZO 2021
Covid. Lombardia in zona arancione, Fontana: “Il Governo superi lo stillicidio settimanale”

Il governatore è intervenuto dopo le ultime ordinanze del ministro Speranza che, sulla base delle nuove classificazioni delle Regioni, attribuiscono settimanalmente specifiche restrizioni, con “un inevitabile quadro di oscillazioni di aperture e chiusure per le attività non solo economiche”. Per Fontana“Le informazioni scientifiche ormai ci sono” e i cittadini e le imprese “hanno necessità di programmare e avere maggiori certezze”.

Da oggi, 1 marzo, la Lombardia è in fascia arancione, insieme a Marche e Piemonte. Basilicata e Molise rosse, Sardegna bianca, il resto delle Regioni Gialle. È questo l’esito delle ultime decisioni del Governo sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia nazionale. “Ne prendiamo atto, ma è arrivato il momento che i tecnici e gli scienziati studino e poi ci dicano in modo chiaro e definito come superare questo stillicidio settimanale attraverso regole stabili e sicure”, è stato il commento del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Per Fontana “le informazioni scientifiche ormai ci sono. I cittadini e le imprese devono essere garantiti nella vita quotidiana con un orizzonte più lungo della verifica settimanale. Hanno necessità di programmare e avere maggiori certezze. Il nuovo Governo può dare un importante segnale di discontinuità su questo tema e - sono certo - avrà al suo fianco le regioni”.
 
“Ogni settimana, da mesi – aggiunge la nota del governatore - il venerdì, tutte le regioni e i cittadini del nostro Paese attendono il responso e l’Ordinanza del ministero della salute, in un inevitabile quadro di oscillazioni di aperture e chiusure per le attività non solo economiche”.
 
“Sono mesi che nell’interlocuzione con il Governo – conclude Fontana - insisto su un punto: sappiamo molto bene quali sono i comportamenti non pericolosi e quelli compatibili con le diverse attività sociali ed economiche, a patto di seguire le regole che tutti ci siamo dati. Auspico quindi che si lavori su questo trovando un equilibro tra la necessità di garantire da un lato la sicurezza sanitaria e, dall’altro, la tenuta del sistema economico”.

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