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Mercoledì 07 APRILE 2021
Carenza personale sanitario. I sindacati rinnovano l’allarme

Le assunzioni di infermieri effettuate dall’Apss di Trento a fine anno sono state in parte vanificate, per il coordinatore Nursing Up Cesare Hoffer, dall’inaugurazione del nuovo centro NeMO per la cura delle malattie neuromuscolari e dall’apertura di una nuova terapia intensiva. E la Uil Fpl Sanità e dirigenza medicina evidenzia come manchino ancora 18 direttori di Uo all’Ospedale Santa Chiara di Trento e 5 dirigenti medici nell’Uo di Ortopedia e Traumatologia.

A poco sono servite le assunzioni di infermieri fatte a fine 2020 dalla Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento. Anche perché anche se gli assunti sono otre 150, nei fatti solo una quarantina sono davvero neo assunti entrati a rafforzare i reparti. A precisarlo è Cesare Hoffer, Coordinatore Nursing Up, che spiega: “Ottanta già lavoravano a tempo determinato, una cinquantina, seppur formalmente assunti in azienda sanitaria, sono trattenuti nelle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (APSP), con vincolo di restare fino al 16 maggio 2021 nella casa di riposo laddove ancora lavorano, i rimanenti quaranta infermieri risultano essere neo assunti”.

Nel frattempo è stato inaugurato NeMO, centro d'avanguardia nella cura delle malattie neuromuscolari che secondo Nursing Up ha impegnando, ex-novo, ulteriori risorse infermieristiche, già carenti in altri settori, nonché quelle più strenuamente impegnate nell'emergenza Covid per la quale è stata aperta un’ulteriore terapia intensiva.

“Dopo la carenza di infermieri con la quale dobbiamo fare i conti ancora oggi – continua Hoffer – e dopo l’apertura di NeMO e della nuova terapia intensiva, ci sembra di essere tornati al punto di partenza. Quei quaranta infermieri neo assunti, e non cento cinquanta, sono stati già impiegati nelle nuove aperture e la situazione è ancora una volta peggiorata. Se poi aggiungiamo che, alle porte, ci sarà la più grande campagna vaccinale dal dopo guerra, allora tutto sta diventando surreale”.

A farsi sentire c’è anche il sindacato UIL FPL Sanità, che denuncia come il personale operante negli ospedali periferici, con procedura di mobilità d’urgenza, viene trasferito presso gli ospedali di Trento e Rovereto per far fronte ad un aumento dei ricoveri nelle rianimazioni.

“La carenza o, meglio, la mala programmazione del personale medico, infermieristico e di supporto – denuncia Giuseppe Varagone, il Segretario Provinciale UIL FPL Sanità e dirigenza medicina -  sta provocando grossissimi disagi sia per gli infermieri che per i medici. Ad oggi mancano ancora diciotto direttori di Unità operative presso l’Ospedale Santa Chiara di Trento oltre a 5 dirigenti medici nell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia. Ancora oggi, un anno abbondante da quando è iniziata la pandemia, stiamo andando avanti con le facenti funzioni e personale ridottissimo ovunque”.

Le organizzazioni sindacali evidenziano all’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, che con gli attuali ritmi di lavoro che, da oltre un anno il personale sanitario sta sostenendo, non sanno per quanto tempo ancora avranno la forza per andare avanti, per di più se non si sbloccherà la situazione delle assunzioni in APSS, per molti sanitari sarà a rischio persino il piano ferie. Nursing Up ed  UIL FPL Sanità, chiedono pertanto ai vertici provinciali un cambio di rotta con assunzioni immediate tra personale medico, sanitario, infermieristico e OO.SS.

Endrius Salvalaggio

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