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Martedì 26 OTTOBRE 2021
Morti in corsia. Ex infermiera di Lugo assolta “perché il fatto non sussiste”

La Corte di Assise di Appello di Bologna ha disposto la scarcerazione immediata di Daniela Poggiali, ex infermiera dell’ospedale Umberto I di Lugo (Ravenna), accusata di avere, nel 2014, causato volontariamente la morte di alcuni pazienti. Ma per la Corte “il fatto non sussiste”. L’infermiera era stata condannata all’ergastolo per il presunto omicidio di una donna e a 30 anni per la morte di un secondo paziente. Era già stata assolta nel 2017 dalla Corte di Appello di Bologna.

Doppia assoluzione per Daniela Poggiali, ex infermiera imputata per l'omicidio di pazienti morti in corsia all'ospedale Umberto I di Lugo (Ravenna). La Corte di assise di appello di Bologna l'ha infatti assolta “perché il fatto non sussiste” nell'appello ter per la morte di Rosa Calderoni, 78enne deceduta l'8 aprile del 2014, e anche per il caso del 94enne Massimo Montanari deceduto il 12 marzo 2014 sempre a Lugo.

La vicenda processuale si era aperta nell'ottobre del 2014, quando l’infermiera fu arrestata per il la morte di Rosa Calderoni che sarebbe stata provocata, secondo l’accusa, da una iniezione di potassio eseguita dall’ex infermiera. Condannata in primo grado all'ergastolo a Ravenna, nel 2016, l'infermiera aveva passato oltre mille giorni in carcere, per poi essere liberata con la prima assoluzione, il 7 luglio 2017 (leggi qui l'articolo che scrisse a suo tempo il nostro Luca Benci).
 
Successivamente era arrivata, però, la condannata in abbreviato a Ravenna anche per il caso di Montanari, a seguito della quale era stata disposta una nuova misura di custodia cautelare in carcere, eseguita a dicembre 2020. Per la morte di Montanari la condanna era a 30 anni in primo grado.

Le assoluzioni di oggi ribaltano però la situazione. L’infermiera da ieri è di nuovo libera.

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