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Covid. Salute, lavoro, stili di vita e società: cosa è cambiato. In Italia più depressione, ansia e meno reddito familiare. Ma diminuisce la quota di insoddisfatti della propria vita e cresce la fiducia nelle istituzioni. Il rapporto Ocse 


Pubblicata oggi una mega ricerca dell’Ocse che ha analizzato 11 dimensioni del benessere. La fotografia italiana ha chiari scuri rispetto alle medie Ocse, ad esempio siamo più ansiosi e depressi e abbiamo preso più chili durante la pandemia ma la quota di italiani insoddisfatti della propria vita è calata dal 13% ante pandemia al 9% durante la pandemia mentre è aumentata negli altri Paesi Ocse. D'altro canto da noi la disoccupazione è cresciuta di più e il reddito delle famiglie è diminuito del 2% mentre nei paesi Ocse ha segnato un +2%.

25 NOV - Non solo effetti devastanti sulla salute, il Covid ha colpito a fondo tanti altri aspetti della nostra vita con conseguenze di vasta portata nel nostro stile di vita e nelle attività lavorative.
 
A fare il punto dell’impatto complessivo della pandemia sul benessere globale delle persone è l’Ocse in un suo nuovo rapporto pubblicato oggi che ha analizzato l'impatto della pandemia nei primi 15 mesi (marzo 2020-giugno 2021) attraverso le 11 dimensioni identificate nel quadro del benessere dell'OCSE: reddito e ricchezza; lavoro e qualità del lavoro; alloggio; salute; conoscenze e abilità; ambiente; benessere soggettivo; sicurezza; equilibrio tra lavoro e vita privata; connessioni sociali e impegno civile.
 
La fotografia italiana ha chiari scuri rispetto alle medie Ocse, ad esempio siamo più ansiosi e depressi e abbiamo preso più chili durante la pandemia ma la quota di italiani insoddisfatti della propria vita è calata dal 13% ante pandemia al 9% durante la pandemia mentre è aumentata negli altri Paesi Ocse in generale abbiamo fatto meno debiti rispetto ai nostri partner dell’Ocse.
 
D’altro canto il nostro debito pubblico è aumentato più della media Ocse ma la nostra fiducia in chi ci governa, pur restando più bassa della media Ocse, è passata dal 22% del 2019 al 37% del 2020.
 
Ma va peggio anche per altri indicatori economici: la disoccupazione o sottoccupazione è cresciuta dal 25 al 30% a fronte di una crescita dal 12 al 18% nei paesi Ocse e il reddito medio delel famiglie è diminuito del 2% mentre la media Ocse registra un +2%.
 
Un indicatore che ci vede sostanzialmente in linea con quello Ocse calcolando il periodo che da marzo 2020 a inizio maggio 2021 è l’eccesso di mortalità per Covid che mediamente è incrementato del 16% nei 33 paesi Ocse considerati per questo particolare indicatore a fronte del 17% in Italia.
 
Ma anche se a livelli più bassi dei nostri, i dati del rapporto rivelano comunque livelli medi crescenti di depressione o ansia e un senso crescente di solitudine e disconnessione dalla società in moltissimi paesi dell’Ocse.
 
L’Ocse rimarca come i sostegni messi in campo dai diversi Governi nazionali hanno comunque contribuito a sostenere i livelli di reddito medio delle famiglie nel 2020 e hanno arginato l'ondata di perdita di posti di lavoro, anche se le ore lavorate medie sono in ogni caso diminuite drasticamente.
 
Sebbene i programmi di sostegno all’occupazione offrissero una certa protezione ai lavoratori, il 14% dei lavoratori in 19 paesi OCSE europei ha sottolineato come "probabile la perdita del proprio posto di lavoro" entro tre mesi e quasi 1 persona su 3 in 25 paesi OCSE ha segnalato difficoltà finanziarie.
 
Il rapporto rileva come le esperienze della pandemia varino ampiamente a seconda dell'età, del sesso e dell'etnia, nonché del tipo di lavoro svolto e del livello di retribuzione e competenze e la crisi ha anche ovviamente aggravato le sfide sociali, economiche e ambientali esistenti prima della pandemia.
 
I lavoratori delle minoranze etniche hanno avuto maggiori probabilità di perdere il lavoro durante la pandemia. La salute mentale è peggiorata in media per quasi tutti i gruppi di popolazione nel 2020 ma in alcuni il fenomeno si è acuito in particolari gruppi sociali ed etnie. I tassi di mortalità per COVID-19 per alcune comunità di minoranze etniche sono stati più del doppio di quelli di altri gruppi.
 
I giovani adulti hanno sperimentato alcuni dei maggiori problemi in termini di salute mentale, connessione sociale e soddisfazione della vita nel 2020 e nel 2021, oltre a dover affrontare interruzioni del lavoro e insicurezza generale.
 
Un obiettivo chiave per la ripresa, sottolinea l’Ocse, deve essere quello di aumentare il lavoro e la sicurezza finanziaria delle famiglie, e in particolare di quelle più colpite dalla crisi, con un'attenzione particolare ai più vulnerabili, ai giovani, alle donne e alle persone poco qualificate.
 
Occorre dare priorità anche al peso di una cattiva salute fisica e mentale e a un approccio intergovernativo per aumentare il benessere dei bambini e dei giovani più svantaggiati.
 
Il rapporto sottolinea inoltre che le azioni per migliorare gli standard di vita e le pari opportunità devono avvenire nel contesto dell'inverdimento dell'economia: le crisi del clima e della biodiversità, come la pandemia, richiedono una risposta coordinata attraverso le politiche pubbliche.
 
Un approccio al benessere, spiega il rapporto, considera gli obiettivi del governo come obiettivi interconnessi, concentrandosi su come le diverse politiche possono completarsi a vicenda.
 
Tale approccio, sottolinea l’Ocse, incoraggia il processo decisionale che considera simultaneamente gli impatti sul benessere attuale, sull'inclusione e sulla sostenibilità del benessere nel tempo.
 
Ad esempio, migliorare le opportunità economiche a lungo termine aumentando il benessere dei bambini o allineando gli sforzi per combattere il cambiamento climatico con obiettivi sociali ed economici aumentando l'occupazione e la mobilità per le persone e i luoghi rimasti indietro.
 
La sfida che ci attende è enorme perché, sottolinea ancora l’Ocse, il capitale naturale, umano e sociale dovrà essere ricostruito completamente dopo la crisi.
 
Ma segnali di ottimismo esistono perché i dati provenienti da tutti i paesi dell'OCSE mostrano che sia la fiducia nelle istituzioni che la fiducia interpersonale hanno influenzato l'efficacia del contenimento della pandemia.
 
E sebbene di recente abbia mostrato segni di indebolimento, la fiducia istituzionale nel 2020 nella maggior parte dei paesi OCSE è stata ai massimi dall'inizio delle rilevazioni in questo campo risalenti al 2006.
 
Rafforzare la fiducia, conclude l’Ocse, è la chiave per riconnettere le persone alle loro società e alle istituzioni che dovrebbero sostenerle. In tal modo, il benessere dei cittadini viene migliorato sia oggi che in un futuro post-pandemia.
 
Focus sulla situazione italiana
La situazione in Italia rispetto alla media dei valori degli indicatori utilizzati dall’Ocse è fotografata in un raffronto basato su diversi fattori di misurazione del benessere rilevati sia attraverso sondaggi demoscopici che dai dati emergenti da studi e ricerche pubblicati in questo periodo.
 
Reddito disponibile delle famiglie pro capite
Tra il quarto trimestre del 2019 e il quarto trimestre del 2020, il reddito disponibile pro capite delle famiglie è diminuito cumulativamente del 2% in Italia mentre è aumentato in media del 2% per l'OCSE.
 
Situazione occupazionale a rischio (tasso di sottoutilizzazione della forza lavoro)
Vengono considerati i disoccupati, i lavoratori a rischio e sottoccupati. Tra il quarto trimestre del 2019 e l’analogo periodo 2020, il tasso di sottoutilizzo del lavoro è aumentato dal 25% al 30% in Italia, mentre nei 34 paesi Ocse considerati per questo indicatore in media si è passati dal 12% al 18%.
 
Eccesso di mortalità
L'eccesso di mortalità è espresso come variazione percentuale del numero totale di decessi dalla 11ª settimana del 2020 alla 19ª settimana del 2021, rispetto alla media 2015-2019. Tra marzo 2020 e maggio 2021, l'eccesso di mortalità è stato in media del 17% in Italia e del 16% per i 33 paesi Ocse considerati.
 
Quota di persone a rischio di depressione
Nel 2020 e nel 2021, la quota di persone a rischio di depressione in Italia era rispettivamente del 39% e del 40%, a fronte del 27% per entrambi gli anni nei 15 paesi Ocse considerati.
 
Quota di persone a rischio di ansia
Nel 2020 e nel 2021, la quota delle persone a rischio di ansia in Italia era rispettivamente del 28% e del 30% a fronte del 25% e del 26% nei 15 paesi Ocse considerati.
 
Quota di persone con una soddisfazione di vita molto bassa
Tra il 2019 e il 2020, la quota di persone che segnala una bassa soddisfazione di vita è diminuita dal 13% al 9% in Italia e aumentata dall'11% al 12% nei 35 paesi Ocse pere si in considerazione.
 
Quota di persone che si sentono sole
I dati si riferiscono alle persone che hanno riferito di essersi sentite sole "più" o "tutto il tempo". Ad aprile-giugno 2020 e febbraio-marzo 2021 in Italia era rispettivamente del 17% e del 20% e del 14% e 19% per i 22 paesi Ocse presi in considerazione.
 
Quota di persone che si sentono escluse dalla società
A giugno-luglio 2020 e febbraio-marzo 2021 la quota in Italia era rispettivamente del 13% e del 16% a fronte del 19% e 27% nei 22 paesi Ocse considerati.
 
Debito delle famiglie come quota del reddito disponibile
Tra il quarto trimestre del 2019 e il quarto trimestre del 2020, il debito delle famiglie è aumentato dall'81% all'84% del reddito lordo disponibile delle famiglie in Italia ed è diminuito dal 119% al 118% per i 20 paesi Ocse considerati.
 
Debito pubblico in percentuale del PIL
Tra il quarto trimestre del 2019 e il quarto trimestre del 2020, il debito pubblico lordo è aumentato dal 135% al 156% del PIL in Italia e dall'81% al 95% del PIL per l'Ocse a 27 paesi.
 
Quota di persone che hanno segnalato cambiamenti negli stili di vita
I dati si riferiscono alla quota di persone che segnalano cambiamenti negli stili di vita dall'inizio della pandemia fino a ottobre-novembre 2020. In Italia hanno preso peso il 35% delle persone a fronte del 31% della media Ocse; hanno smesso di fare attività fisica il 33% delle persone a fronte di una media Ocse del 25%; hanno consumato più alcolici il 9% delle persone a fronte del 12% medio dell’Ocse e hanno iniziato a fumare il 2% delle persone contro il 3% medio Ocse.
 
Giovani senza lavoro e che non studiano
Tra il 2019 e il 2020, la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati e non impegnati in attività di formazione è diminuita dal 24% al 23% in Italia e aumentata dal 13% al 14% nei 30 paesi Ocse considerati.
 
Quota di persone con fiducia nel governo
Tra il 2019 e il 2020, la quota di persone che hanno risposto di avere fiducia nel governo nazionale è aumentata dal 22% al 37% in Italia e dal 45% al 49% nei 35 Paesi Ocse presi in considerazione.
 


25 novembre 2021
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