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Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali

di Ettore Jorio

Per una vera riforma della sanità territoriale serve un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime

17 GEN - Sanità e PNRR rappresentano un binomio perfetto per alimentare le giuste speranze che la nazione nutre in tema di tutela della propria salute, oggi seriamente vilipesa dal Covid che mette in pericolo il mondo intero.
 
Due anni terribili, quelli appena conclusi, che hanno registrato il flop di una assistenza territoriale abbandonata da anni a se stessa, fatta eccezione per quelle Regioni che vi hanno investito da tempo. Così come è risultato ovunque inadeguato il sistema ospedaliero ad affrontare una domanda elevata di terapia intensiva e semintensiva. Il tutto negativamente condizionato dall’assenza di un Piano nazionale contro le pandemie lasciato per anni nei cassetti ministeriali, vendendo oggi per nuovo uno strumento vecchio e inappropriato.
 
Ma la sanità non vuol dire solo Covid, come sembra essere diventato, invece, l’unico obiettivo da risolvere. E’ tutt’altro. E’garantire, alla comunità tutta, l’assistenza ordinaria, contrariamente a come sta facendo una informazione che si caratterizza in modo monodirezionale, affascinando e intimorendo i destinatari a colpi di Covid.   
 
Assistenza ordinaria significa attenzioni salutari normali da dedicare a chi sta bene, perché lo rimanga il più possibile, ma anche a chi sta tanto male, spesso bisognoso di ricovero, di diagnostica salvavita e di interventi chirurgici delicati.
 
Dunque, c’è bisogno - a fianco dell’irrinunciabile percorso di tutela della persona umana nei confronti di un coronavirus che assumerà sempre di più una sua esistenza endemica - di una ricostruzione dell’intero sistema assistenziale territoriale.
 
Per farlo occorre prendere atto di quanto programmato strutturalmente per assicurare l’assistenza di prossimità, attraverso l’implementazione dell’attività distrettuale con un attento e continuativo esercizio delle funzioni affidate alle organizzazioni fisse funzionali ad intercettare il fabbisogno epidemiologico emergente (case e ospedali di comunità) nonché un serio servizio sociale di presa in carico dell’individuo, garantendogli la continuità tra territorio e spedalità (centrali operative territoriali).
 
Una nuova idea di assoluta garanzia sociale che avrà necessità, tuttavia, di rintracciare una proficua integrazione nell’ambito delle reti distrettuali al lordo delle Aft e Uccp, funzionali ad assicurare il prolungamento dell’assistenza fiduciaria, rispettivamente, h12 e h24.
 
Tutto questo finanziabile attraverso il Pnrr, più precisamente con la Misssione 6, estesa anche all’importante supporto della telemedicina.
 
Un grande progetto che finalmente vede ridisegnare l’assistenza territoriale, che ci si augura però con una particolare attenzione alle periferie, soprattutto montane.
 
Proprio perché importante a garantire da subito la creazione di un insieme assistenziale strutturato, destinato alla popolazione travagliata da 140 mila morti e candidata a sopportare anche una invalidità post Covid, necessita essere assistito dalle fonti di diritto che ne assicurino l’esistenza funzionale. E anche velocemente.
 
Un obiettivo che non potrà assolutamente essere perseguito e conseguito senza un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime.
 
Fare diversamente, significherebbe fare le cose di sempre, ancorché facendo ricorso ad altre denominazioni, caratterizzandole da quella pericolosa creatività e da quelle logiche imitative che hanno fatto della migliore sanità del Pianeta, progettata nel 1978, una organizzazione sanitaria qualsiasi.
 
Dunque, leggi subito, sia a cura dello Stato che delle Regioni e Province autonome.
 
Ettore Jorio
Università della Calabria

17 gennaio 2022
© Riproduzione riservata


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