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Monitoraggio Covid. la curva è ormai in discesa: scendono Rt, incidenza e ricoveri. Le Marche passano in zona arancione


È quanto emerge dal report della Cabina di regia. Scende l’incidenza settimanale che dai 1.823 casi per 100 mila abitanti passa a 1.362. In lieve calo anche l’indice Rt che scende a 0,97 a 0,93. A livello nazionale cala l’occupazione dei letti di Area medica e terapie intensive ma la Regione Marche in controtendenza passa in zona arancione. IL REPORT

04 FEB - Scende l’incidenza settimanale che dai 1.823 casi per 100 mila abitanti passa a 1.362. In lieve calo anche l’indice Rt che scende a 0,97 a 0,93. Secondo i dati sull’occupazione dei letti la Regione Marche passa in zona arancione con il Ministro della Salute, Roberto Speranza che ha firmato l'ordinanza. Sono questi alcuni dei principali dati che emergono dal report di monitoraggio della Cabina di regia.
 
“Si conferma una situazione epidemica acuta nella settimana di monitoraggio corrente con una incidenza settimanale che a livello nazionale è in diminuzione, ma ancora molto elevata.  L’epidemia, pur mostrando segnali di inversione, rimane in una fase delicata con un forte impatto sui servizi territoriali ed assistenziali”, si legge nel report.

“Si confermano – prosegue il documento - segnali plurimi di allerta a livello regionale nelle attività di sorveglianza e indagine dei contatti. Alla luce della elevata incidenza e della ormai quasi completa presenza della variante Omicron di SARS-CoV-2, è necessario il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento”.

“Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti”, conclude.
 
A livello di occupazione dei letti ci sono invece dei miglioramenti per alcune regioni che sono già in zona arancione. La Sicilia per la seconda settimana consecutiva fa registrare dati da gialla che se dovessero essere confermati anche tra 7 giorni potrebbero decretare il passaggio in zona gialla. Migliora la situazione in Abruzzo, Piemonte e Valle d’Aosta che per la prima settimana fanno registrare dati da gialla mentre il Friuli Venezia Giulia continua a registrare dati da arancione.
 
Nessuna delle Regioni in zona gialla invece ha ancora dati da zona bianca dove al momento ci sono Basilicata, Umbria e Molise.
 
Ecco i dati principali emersi dalla cabina di regia:
Si osserva una diminuzione dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 1362 ogni 100.000 abitanti (28/01/2022 -03/02/2021) vs 1823 ogni 100.000 abitanti (21/01/2022 -27/01/2021), dati flusso ministero Salute.
 
Nel periodo 12 gennaio 2022 – 25 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,9 – 0,98), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,89 (0,88-0,9) al 25/01/2022 vs Rt=0,96 (0,94-0,99) al 18/01/2022. Si sottolinea però che diverse Regioni/PPAA hanno segnalato problemi nell’inserimento dei dati del flusso individuale ed in particolare nella segnalazione della presenza di sintomi in tutti i casi diagnosticati.
 
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 14,8% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 3 febbraio) vs il 16,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 27 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 29,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 3 febbraio)  vs il 30,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 27 gennaio)
 
Tre Regioni/PPAA sono classificate a rischio Alto, secondo il DM del 30 aprile 2020, a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; 3 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio Moderato. Tra queste, una Regione/PA è ad alta probabilità di progressione a rischio Alto secondo il DM del 30 aprile 2020. Le restanti 15 Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso
 
10 Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza. Una Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza
 
Diminuisce il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (553.860 vs 652.401 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (17% vs 18% la scorsa settimana). È stabile invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 38%) ed anche la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 45%).

04 febbraio 2022
© Riproduzione riservata

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