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One Health: a Orvieto il simposio internazionale. L’impegno dell’Iss

di U.Agrimi, A.Mantovani

L'ISS è uno dei partner principali dello OHEJP, una rete di 44 laboratori e centri di ricerca che rappresenta la principale iniziativa europea sulla One Health. Sempre nell’ambito della OHEJP, l’ISS ha organizzato di recente un incontro scientifico internazionale a Orvieto, dove 300 delegati da tutto il mondo si sono riuniti per condividere i progressi e fare il punto in tema di One Health

05 MAG -

Uno è il Pianeta, una è la salute. Su questa consapevolezza, che non è nuova ma che la pandemia da Covid-19 ha contribuito a delineare meglio, poggia l’approccio One Health. Basato sulla convinzione che la collaborazione transdisciplinare - tra medici, veterinari, biologi, chimici, ecologi nonché economisti e sociologi – e l’integrazione dei progetti di ricerca siano la chiave sia per valutare e prevenire i rischi, sia per essere preparati, e quindi saper rispondere, alle minacce emergenti per la salute.

Una salute intesa come bene universale, perché anche se strategie e strumenti vengono declinati in modo differente a seconda che si tratti di esseri umani, animali o ambiente, i percorsi non sono a senso unico, slegati e paralleli, ma l’uno rimanda all’altro in un fitto intrecciarsi di incroci e rotatorie. E sono così interdipendenti che uno strappo, non ricucito, può produrre un logoramento progressivo fino alla rottura dell’intero tessuto.

Così, ad esempio, la deforestazione può generare variazioni climatiche tali da provocare, in commistione con altre variabili, inondazioni in alcune zone del pianeta, siccità in altre, con conseguenze sull’agricoltura, sull’alimentazione nonché sulla diffusione di agenti patogeni, come i virus trasmessi da insetti, e contaminanti tossici, come le micotossine o il mercurio. Su scala globale, la mancata attuazione di una visione One Health contribuisce all’impoverimento e quindi alle migrazioni e alla perdita di biodiversità. Da questi, poi, scaturiscono altri problemi, sanitari e sociali, a loro volta intrecciati e ramificati.

Con questa consapevolezza, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) hanno sottoscritto nel dicembre scorso la definizione operativa di One Health: una strategia per affrontare, attraverso l’integrazione transdisciplinare, problemi complessi che coinvolgono la salute umana, i sistemi agroalimentari e l’ambiente.

E con la stessa consapevolezza l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nella giornata europea “All for One Health” 2021 ha comunicato l’impegno assunto nel suo Piano strategico 2021-2023 per promuovere la crescita delle collaborazioni multidisciplinari, nonché il coinvolgimento dei cittadini. L’Istituto è, inoltre, molto attento alla formazione, promuovendo varie iniziative: dalla Summer School (virtuale) sulle sfaccettate interazioni fra One Health e rischi ambientali - la prima specificamente dedicata a questo argomento, organizzata nel 2021 nell’ambito dello One Health European Joint Programme (OHEJP) - a vari  altri corsi fino al dottorato di ricerca della Sapienza Università di Roma che dal 2019 il Centro Nazionale per la Salute Globale dell’ISS supporta proprio sulla tematica One Health.

L'ISS, infatti, rappresentato dal Dipartimento Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria (SANV) e da altri Dipartimenti e Centri, è uno dei partner principali dello OHEJP, una rete di 44 laboratori e centri di ricerca che rappresenta la principale iniziativa europea sulla One Health.

Sempre nell’ambito della OHEJP, l’ISS ha organizzato di recente un incontro scientifico internazionale a Orvieto, dove 300 delegati da tutto il mondo si sono riuniti per condividere i progressi e fare il punto in tema di One Health.

Il nostro Istituto, tra i numerosi contributi portati, ha descritto, con la Dott.ssa Elisabetta Suffradini del Dipartimento SANV, gli approcci combinati - sorveglianza sentinella, sondaggi, cartelle cliniche, dati sulle prescrizioni – del controllo delle malattie infettive, comprese le zoonosi di origine alimentare. Molti di questi approcci prevedono sia l'attivazione del sistema sanitario (medici di medicina generale, ospedali, rete di laboratori, ecc.), sia la sorveglianza ambientale basata sul rilevamento dei biomarcatori rilasciati nell’ambiente nei fluidi corporei, come l'urina e le feci, da parte di una popolazione sotto monitoraggio.

Biomarcatori che coprono un'ampia varietà di fattori di rischio per la salute: dall’uso di droghe a quello di tabacco e alcol, dalle abitudini alimentari all'esposizione chimica (pesticidi, ftalati, ecc.), dalla resistenza antimicrobica alla diffusione di agenti patogeni. Nel contesto delle malattie infettive, le acque reflue hanno da tempo mostrato un forte potenziale per lo sviluppo di sistemi di sorveglianza sistematica per gli agenti patogeni.  L'epidemiologia delle acque reflue (WBE), pertanto, si configura come un prezioso approccio per il monitoraggio dei patogeni e la stima dell'andamento delle malattie nella popolazione.

Ad oggi, lo studio delle acque reflue è stato applicato con successo per la sorveglianza di diversi batteri zoonotici di origine alimentare (es. Salmonella, E.coli), di virus sempre di origine alimentare (Norovirus, epatite A ed E, altri virus enterici) e di protozoi (Giardia, Cryptosporidium). Molte sfide, tra cui l’armonizzazione dei dati, la sensibilità analitica dei metodi e valutazione delle incertezze epidemiologiche, devono ancora essere affrontate per una solida applicazione della WBE, tuttavia una forte accelerazione in questo campo è stata data dall'uso estensivo ed efficace di questo approccio per la sorveglianza Sars-CoV-2 durante la pandemia di Covid-19.

Il filo conduttore della One Health ha guidato ovviamente anche tutti gli altri interventi del convegno. Tra questi, il contributo di Tiago Correia, dell’Università NOVA di Lisbona, si è concentrato sulla necessità di affrontare le sindemie, ormai intrinseche alle società contemporanee, con una “lente” One Health; quello di Raina Plowright, Professore associato di epidemiologia presso la Montana State University, ha portato un esempio di One Health relativo al flusso di patogeni dalla fauna selvatica, in particolare dai pipistrelli, agli umani: i pipistrelli, infatti, che ospitano agenti patogeni umani, inclusi i coronavirus, sono anche impollinatori chiave, molto sensibili ai cambiamenti ambientali, per cui l’alterazione dei loro ecosistemi può innescare il salto stesso di patogeni; Jean-Yves Madec ricercatore dell’ANSES (Francia) si è soffermato sull'inquinamento da antibiotici e batteri resistenti attraverso industrie, ospedali, comunità e rifiuti agricoli che stanno espandendo il “resistoma ambientale”, ovvero il carico globale di resistenza antimicrobica contro cui è senza dubbio necessario un approccio One Health; Vittorio Fattori, della FAO, ha parlato di alcune delle più importanti questioni emergenti per la sicurezza alimentare: i cambiamenti climatici (aumento delle temperature, condizioni meteorologiche estreme ed eventi imprevedibili), le nuove fonti alimentari (insetti, alghe, “carni” di origine vegetale o sintetizzate in laboratorio), i sistemi di produzione sempre più orientati verso la sostenibilità ambientale.

Le possibilità dunque per approfondire le conoscenze scientifiche e mettere a punto efficaci modelli organizzativi di lavoro e di governance sono svariate e si affacciano su numerosi campi d’azione.

L’occasione è adesso. Il cammino è costellato di appuntamenti: il prossimo con la One Health EJP è a Bruxelles nell’ambito del grande evento internazionale “Salute, ambiente e società, un unicum”,  organizzato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) il 21-24 giugno 2022.

Umberto Agrimi

Direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria – ISS

Alberto Mantovani
Dirigente di ricerca presso il Dipartimento Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria – ISS



05 maggio 2022
© Riproduzione riservata


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