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Un futuro senza futuro per la sanità pubblica

di Ivan Cavicchi

Il PNRR non riuscirà a rimuovere le contraddizioni che stanno minando la sanità pubblica, si accrescerà oltre misura la questione del fabbisogno finanziario, il Pd e Articolo 1 i si batteranno comunque  per aumentare l’incidenza della spesa sanitaria in rapporto al pil il Mef dirà di no e si ricorrerà al Mes e per  finanziare la sanità ci si indebiterà.

27 GIU -

Coloro che mi conoscono sanno  che, sul futuro della sanità pubblica, da tempo non mi faccio  illusioni. Sono più che convinto che  con Speranza  la partita pubblica finirà male

Naturalmente fare previsioni in sanità non è facile ma resto del parere  che  il  futuro della sanità  sia tutt’altro che indicibile.

Anzi  sono convinto che ragionando sul “futuro contingente”  non sia così  difficile capire come andrà a finire.

Il futuro contingente
Che cosa è il futuro contingente? Se consideriamo la missione 6  del PNRR  un sistema di verità e se il governo sulla sanità prenderà decisioni  sulla loro base, come sembra intenzionato a fare  è possibile dire già ora valutando il PNRR cosa sarà il futuro contingente della sanità. 

Sono quindi le verità a cui crede Speranza  che ci permettono di determinare in una certa misura gli eventi futuri della sanità.

Non bisogna quindi essere dei grandi indovini per capire che se la sanità è malata ed ha bisogno di essere curata ma  Speranza non ha la cura adeguata allora è probabile che il suo  futuro contingente a sua volta sarà malato.

Se la verità politica  principale della missione 6  è potenziare un sistema pubblico senza rimuoverne le contraddizioni storiche, è inevitabile, che il futuro contingente della sanità sarà con molta probabilità   contraddittorio.

Se sarà così allora  è inevitabile che  resteranno tutte le contraddizioni del sistema quindi la contraddizione tra privato e pubblico, gli squilibri tra nord e sud, la mobilità sanitaria, le diseguaglianze strutturali, la de-capitalizzazione del lavoro, i diversi sistemi regionali  e perfino le famose liste di attesa, i pronti soccorsi intasati di malati, gli ospedali minimi, la sostenibilità, ecc.

Cioè  se nel sistema resteranno, per scelta politica, tutte le  sue storiche contraddizioni puoi fare  tutte le case di comunità che vuoi ma tutto resterà  uguale come se la pandemia non ci fosse stata.

Se la verità di Speranza  è “prossimità”  e la prossimità non prevede di riformare il MMG state sicuri che tutte le contraddizioni dei MMG metteranno in crisi la prossimità auspicata.   Se la verità è one health e il governo organizzerà separatamente la prevenzione sanitaria da quella ambientale (QS 26 aprile 2022) allora il futuro contingente della sanità non vedrà nessun cambiamento utile al fine della produzione di salute. 

Ripeto: per conoscere il futuro della sanità pubblica non serve andare da mago Merlino.

La responsabilità della politica

Il mio discorso sul futuro contingente della sanità cioè  ammettere che esistono  delle verità o delle  falsità ‘in atto’ che si chiamano missione 6, Dm 70, Dm 71, ecc,  equivale a concepire il futuro  della sanità  come unicamente  predeterminato dalla politica.

Il futuro contingente della sanità è un futuro politico. La grande responsabilità di Speranza è politica. Saranno le sue verità che decideranno il futuro contingente della sanità.

Ogni volta che la politica ha deciso per la sanità il suo futuro contingente lo ha fatto  solo e prevalentemente sulla base delle sue verità politiche, quindi senza fare  scenari, organizzare  discussioni pubbliche, consultazioni di un qualche tipo. Cioè senza neanche supporre che oltre le verità politiche della politica vi erano anche le verità della sanità. Cioè altre verità.

Dirò di più, dalla analisi storica sulle grandi scelte politiche  fatte in sanità negli scorsi decenni  si comprende che le verità supposte tali dalla politica spesso non erano altro che l’espressione di un pensiero pre logico, il prodotto di pregiudizi o di false convinzioni per non dire di vere e proprie superstizioni. La modifica del titolo V non ha nulla di logico ma anche la stessa privatizzazione quella decisa nel 99.

Nessuno obbligava la politica a risolvere i problemi solo in un modo. E in quel modo neoliberale. Cioè nessuno obbligava la politica a definire per la sanità certi futuri contingenti e non altri. Cioè di scegliere futuri per forza neoliberali. Però è stato fatto.

Un futuro incerto
Questo è il punto politico vero. Oggi il futuro contingente della sanità non dipende dalla sorte, dai contesti difficili,  dalle nuove difficoltà economiche, ma dipende interamente dalle scelte politiche di Speranza.

Oggi non c’è niente che impedisca a Speranza di  fare  dopo la pandemia la “quarta riforma” ma per  Speranza ciò è praticamente impossibile ma non perché ciò sia impossibile ma solo perché la sinistra che rappresenta non ha un pensiero per farla.

Il  problema quindi  è politico cioè il problema non è la sanità ma la cognitio inanis di Speranza.

Corsi e  ricorsi
Per cui il futuro contingente della sanità anche questa volta viene a dipendere come negli anni 90, sostanzialmente dai limiti della politica.

Oggi a distanza di quasi 25 anni  con due ministri di sinistra diversi, la Bindi e  Speranza, e con una economista invariante,  come la professoressa  Dirindin, sta capitando la stessa cosa che è capitata del 99, cioè la politica alla faccia della sanità decide sulla base dei suoi pregiudizi, dei suoi limiti, delle sue  pre logiche di contro-riformare il  suo futuro contingente

La ragione per la quale su questo giornale ho dichiarato con insistenza la mia contrarietà alle diverse proposte di Speranza  è una sola: esse regalano alla sanità  un futuro contingente  incerto e avventuroso. Cioè un futuro senza futuro.  

Per ammazzare la sanità pubblica basta indebitarsi
Io credo che la cognitio inanis di Speranza  porterà la sanità pubblica alla rovina. Nessun altro  futuro contingente può essere  possibile da quello che ci propone Speranza se la sinistra non si emanciperò dagli errori del passato. Cioè se la sinistra non si rimetterà in discussione.

Il PNRR lo ribadisco  a parte le tecnicalità non è altro che una gigantesca operazione politica di autoassoluzione della sinistra di governo dalle proprie responsabilità storiche.

E’ una operazione politicamente perversa che si basa sulla negazione delle verità. Come è una menzogna dire che in questi 40 anni non si sono fatte  scelte politiche sbagliate e che i futuri contingenti che sono stati decisi dalla politica erano praticamente obbligati. Non è vero. Si sarebbero potuto prendere altre strade.

Come andrà a finire
La settimana scorsa ho spiegato la menzogna della “sostenibilità senza sostenibilità” che la Dirindin ci ha proposto in occasione dell’agorà del PD, (QS 20 giugno 2022).

Andiamo sul pratico. Sapete come probabilmente andrà a finire la teoria della sostenibilità senza sostenibilità?

Andrà a finite più o meno così:

Conclusioni
Nel momento  in  cui per finanziare  la sanità  il governo deciderà di indebitarsi  con l’Europa  per la sanità pubblica sarà la fine.

Indebitarsi per finanziare  comunque  un sistema costoso regressivo e disfunzionale non può reggere.

A questo punto messo alle strette dalle proprie contraddizioni al PD  non resterà che riprendere  la strada neoliberale  della privatizzazione già imboccata nel 99 con la Bindi  quindi  per ragioni di sostenibilità finanziaria il diritto alla salute sarà messo ancor di più a mercato.

E’ così che la  favola del SSn finirà. Grazie soprattutto alla sinistra  di governo tutto tornerà  come era prima della riforma del 78 cioè come quando non c’erano i diritti e la gente se aveva i soldi si curava e se non li aveva crepava.

Ivan Cavicchi

 

 

 



27 giugno 2022
© Riproduzione riservata


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