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Depressione. Colpisce 1 italiano su 10 almeno una volta nella vita


Sono stati 299 i camici bianchi di 21 città che hanno raccolto i dati di 2.045 pazienti afflitti da questo disturbo. I numeri del progetto "Psychè" sono stati presentati al 32° Congresso Simg che si chiude oggi a Firenze. Ovidio Bagnoli, vicepresidente Simg: "Dall’indagine emerge la grande diversità di approccio alla malattia”.

28 NOV - La depressione è un male oscuro che colpisce almeno una volta nella vita l’11.5% degli italiani. Una patologia ancora troppo sottovalutata e che può manifestarsi a tutte l’età. In 12 mesi si registrano episodi, della durata di due settimane, nel 2% dei bambini e tra il 4% degli adolescenti. Mentre negli over 65 la percentuale è del 4.5. Per la prevenzione, diagnosi e cura del disturbo è sempre più importante il ruolo del medico di famiglia in stretta collaborazione con lo specialista. Per questo lo scorso anno ha preso il via il progetto “Psychè” in cui risultati sono presentati al 32° Congresso Nazionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) che si chiude oggi a Firenze.
 
L’iniziativa è realizzata con il contributo incondizionato di Angelini in collaborazione con la Società italiana di psichiatria (Sip). Ha visto la partecipazione di 299 medici di 21 diverse città italiane che hanno raccolto i dati di 2.045 assistiti colpiti dal disturbo. I principali obiettivi di “Psychè” sono stati confrontare l’approccio clinico-terapeutico e valutare l’uso dei farmaci e degli altri strumenti di gestione della patologia. Secondo la ricerca il 5% degli intervistati afflitti da depressione media sono stati invitati ad una visita con lo specialista. Mentre è avvenuto lo stesso solo nel 2.4% dei casi più gravi. Ha consumato almeno una confezione di farmaci antidepressivi il 26% dei malati interessati da forme lievi del disturbo contro il 7.2% dei pazienti più gravi.

 
“Psichè non è uno studio clinico ma un confronto tra le varie pratiche professionali - afferma Ovidio Brignoli Vice-Presidente della Simg e coordinatore del progetto -. Da questa nostra indagine emerge chiaramente la grande diversità di come i medici di famiglia affrontano il disturbo. E’ necessario uniformare le modalità di cura rispettando ovviamente le diverse esigenze dei malati. Il prossimo passo sarà creare una rete di camici bianchi che dialoghino tra loro su come affrontare la malattia e che condividano le proprie esperienze quotidiane con gli altri medici di famiglia e gli specialisti di riferimento”.
 
“L’ambito dei disturbi psichiatrici riguarda in prima persona il medico di medicina generale - dichiara Fabio De Luca, Chief Commercial Officer Italia di Angelini - che può rappresentare la figura principale per la presa in carico ed il monitoraggio del paziente psichiatrico, qualora abbia giusti strumenti e un’adeguata formazione. Proprio per questo Angelini conferma il supporto incondizionato al progetto Psychè che ha come obiettivo principale quello di fornire strumenti diagnostico-terapeutici di facile gestione per il medico di famiglia utili nella fase di diagnosi, nelle scelte terapeutiche e, soprattutto nella fase di monitoraggio, con particolare attenzione all’aderenza terapeutica”.

28 novembre 2015
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