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Carceri. Su 99.446 detenuti 5mila con HIV, 6,5mila con epatite B e 25 mila sieropositivi all’epatite C. In crescita le malattie mentali


Oltre 200 specialisti a confronto per il Congresso nazionale SIMSPe Onlus  E' scientificamente dimostrato che la trasmissione di queste infezioni (HIV-HBV-HCV) è 6 volte più frequente da pazienti inconsapevoli rispetto a quelli che ne sono a conoscenza. Tra i temi del convegno la gestione e la terapia delle epatiti virali croniche; la tutela della salute nei minori ristretti; la condizioone nelle carceri europee; HIV e coinfezioni con virus epatici.

14 SET - Nel corso del 2015 sono transitate all'interno dei 195 istituti penitenziari italiani quasi centomila detenuti, per l’esattezza 99.446 individui. Sulla base di numerosi studi nazionali di prevalenza puntuale, si stima possano essere circa 5.000 gli HIV positivi, circa 6.500 I portatori attivi del virus dell'epatite B  e circa 25.000 i positivi per il virus dell'epatite C. Uno dei problemi principali  è che circa la metà di questi sono ignari della propria malattia, ovvero non si sono dichiarati tali ai servizi sanitari penitenziari. E' scientificamente dimostrato che la trasmissione di queste infezioni (HIV-HBV-HCV) è 6 volte più frequente da pazienti inconsapevoli rispetto a quelli che ne sono a conoscenza.

Il Congresso svolgerà a Roma dal 14 al 16 settembre la XVII Edizione del Congresso Nazionale SIMSPe-Onlus 'Agorà Penitenziaria', presso la prestigiosa sede dell'Istituto Superiore di Sanità (Viale Regina Margherita, 299). Oltre 200 i partecipanti, provenienti da tutta Italia.  L'appuntamento vuole essere momento di confronto fra le diverse figure sanitarie che operano all'interno degli istituti penitenziari e fornire spunti per una riflessione approfondita del fare salute in carcere, agli stessi operatori sanitari, a chi amministra gli Istituti e a chi ha il compito di stabilire le regole ed allocare le risorse.


"La SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali sostiene da sempre fortemente le attività di SIMSPe e di Agorà Penitenziaria, poiché all’interno delle carceri emerge forte l’esigenza di un corretto approccio e trattamento delle malattie infettive, con l’utilizzo di referenti e specialisti sul territorio nazionale – sottolinea Antonio Chirianni, Presidente Simit - . D’altronde la trasmissione di alcune patologie sono favorite dal sovraffollamento delle carceri ed è necessario monitorare e tenere alta l’attenzione per un problema che ha risvolti sociali e economici assai rilevanti".

Tra i tanti argomenti trattati, la gestione e la terapia delle epatiti virali croniche; la tutela della salute nei minori ristretti; le condizioni nelle carceri europee; HIV e coinfezioni con virus epatici. In occasione del congresso sarà anche presentata ROSE, Rete donne SimspE, per quanto riguarda la salute delle donne. 

"Si tratta del 17º congresso della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria - spiega Luciano Lucania, Presidente SIMSPe-Onlus -. L'abbiamo chiamato "Agorà penitenziaria" perché intendiamo ricreare una piazza virtuale in cui dibattere su tutte le tematiche del complesso mondo della sanità penitenziaria. L'obiettivo specifico di quest'anno è quello di avviare una riflessione sul nuovo modo di vivere in carcere dopo la riforma. È un argomento su cui di discute tanto, ma rimane ancora qualcosa da definire, da approfondire, da comprendere appieno".

Una delle novità del tradizionale appuntamento annuale è la forte attenzione nei confronti delle malattie mentali all'interno delle carceri. "Il  carcere oggi - spiega il presidente SIMSPe Lucania - si presenta in una maniera decisamente anomala rispetto a pochi anni fa. Questo perché è cambiato profondamente il nostro tessuto sociale: il fatto che oggi ci sia la possibilità di essere presenti in tutto il mondo in maniera virtuale complica particolarmente la nostra stabilità mentale. Questo aspetto comporta aspetti traumatici e drammatici all'interno delle carceri, una difficoltà che aumenta esponenzialmente nei casi di gravi problemi di dipendenza. I disturbi psichici sono una delle prime malattie nelle carceri: un problema da risolvere il prima possibile nella speranza che non comporti disturbi ben peggiori".
 
Lorenzo Proia

14 settembre 2016
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