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Coronavirus. Brusaferro (Iss): “Non parlerei di ‘picco’ ma di un ‘plateau’ dell’epidemia, da cui iniziare lenta discesa”


Plateau, ovvero un altopiano: questo il termine usato oggi dal presidente Brusaferro per descrivere il momento in cui ci troviamo in riferimento all'andamento dell'epidemia. Brusaferro preferisce infatti non usare il termine "picco" anche perché spiega nella conferenza stampa odierna dove sono stati presentati i nuovi report epidemiologici, "Il picco non è una punta, bensì un pianoro da cui ora dobbiamo iniziare a discendere ma stando attenti perché potremmo anche risalire se non si rispettano le misure di contenimento". LE SLIDES

31 MAR - "La curva ci dice che siamo al plateau, non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita ma che dobbiamo iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure in atto". Predica cautela il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro durante la conferenza stampa all'Istituto sul punto epidemiologico dell'epidemia di covid-19 (leggi qui il rapporto aggiornato al 30 marzo e qui gli approfondimenti regionali).
 
"Il picco - puntualizza Brusaferro - non è una punta, bensì un pianoro da cui ora dobbiamo iniziare a discendere. Bisogna dunque essere cauti poichè dalla situazione di pianoro l'epidemia può anche ripartire se non teniamo alta l'attenzione rispetto alle misure di contenimento e isolamento in atto. E si deve tenere alta l'attenzione in tutte le aree del Paese, anche in quelle meno colpite per evitare che anche lì possano crescere i contagi".
 
Dunque come capire quando sarà possibile allentare le misure di isolamento e distanziamento sociale vigenti? Il presidente dell'Iss spiega che sarà necessario raggiugnere una certa soglia di contenimento per poi mantenerla. "Su questo non c'è una grande letteratura. Stiamo ipotizzando scenari che non sono stati percorsi prima da Paesi con modelli di governo come il nostro. Dovremo vedere quando e con quale velocità calerà la curva prima di poter ragionare su quali misure restrittive sia possibile allentare".
 
Per accelerare questo processo ed avere un quadro più chiaro dello scenario epidemiologico che caratterizza il nostro Paese "sarebbero necessari test sierologici affidabili. Al momento, purtroppo, non è ancora disponibile questa tenologia. Sarebbe molto importante avere una stima di sieroprevalenza su un campione rappresentativo della popolazione - ha aggiunto Brusaferro -. Al momento dobbiamo accontentarci di modelli che, partendo da assunti diversi, possono dare risultati anche molto diversi tra loro". 
 
Sul punto è intervenuto anche Ranieri Guerra (Oms) spiegando come al momento "sono circa 250 i test portati alla pre-qualifica Oms. Il malinteso è che questi test possano portare ad una diagnosi. Non è così. Noi con questi possiamo solo sapere cosa è avvenuto dalle 2 alle 3 settimane precedenti".
 
Quanto all'indice di trasmissione del nuovo coronavirus, "il cosiddetto R con zero, globalmente in Italia, si sta avvicinando all'uno. Ma dobbiamo arrivare sotto quel valore per non vivere perennemente in emergenza - ha sottolineato Brusaferro -. Dobbiamo mantenere questo indice sotto l'uno, intorno allo 0,5, con misure efficaci". Per raggiungere invece il valore zero contagi, ha detto, "ci vorranno mesi".
 
Sul capitolo mascherine, "abbiamo raddoppiato, come Iss, il personale che si occupa di garantire l'efficacia delle mascherine. Abbiamo dato 70-80 autorizzazioni a produrre, e siamo in attesa che arrivino le prove tecniche di capacità di filtraggio per autorizzare le forniture".
 
Presentata, infine, un'indagine sulle Rsa. "Abbiamo svolto un'indagine su 2.556 Rsa, dove risiedono 18.887 persone con età media di 80 anni. Hanno risposto 236 strutture ad oggi. In totale 1.845 i decessi che si sono registrati tra febbraio e marzo. Non tutti necessariamente per covid-19 visto che in quei mesi era presente anche il picco della stagione influenzale".

 
 
Giovanni Rodriquez

31 marzo 2020
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