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Vaccinazione anti Covid 19. Comunicazione ai cittadini in ordine sparso. L’indagine Agenas e MeS sui siti web/portali regionali

di E.M.

Solo il 57% dei siti on line delle Ragioni ha uno spazio dedicato ad informare il cittadino su vaccini e vaccinazioni anti Covid. E sempre solo il 57% indica i punti di somministrazione del vaccino e gli indirizzi. Il 19% degli over80 è stato contattato dal Ssn per la vaccinazione, ma il 72% si è dovuto affidare alla prenotazone on line. I risultati dell'indagine Agenas, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Cnr presentati oggi. IL REPORT

18 MAG - Regione che vai comunicazione on line che trovi. Le realtà locali nel dare ai cittadini, sui propri siti web, informazioni su vaccini e vaccinazioni anti Covid hanno seguito modalità differenti. E non sempre esaustive. Tutti i siti web/portali regionali presentano nella loro Home Page un riferimento al Covid 19 e/o al vaccino, e la modalità più gettonata è quella dei banner. Ma solo poco più della metà (il 57%) ha uno spazio dedicato ad informare il cittadino.
 
L’81% dei siti on line offre informazioni sulle categorie degli aventi diritto alla vaccinazione, ma c’è anche chi (il 14%) dà informazioni solo in maniera parziale o non le dà affatto. E se la stragrande maggioranza dei cittadini ha trovato informazioni esaurienti su come effettuare la prenotazione, altri sono rimasti senza indicazioni adeguate.
 
Quando si parla poi del luogo dove poter effettuare la vaccinazione, il 57% dei siti web/portali regionali mostrano la loro efficienza indicando i punti di somministrazione accompagnati anche dai relativi indirizzi. Ma ben sette regioni non hanno offerto alcuna informazione. Sul 52% dei siti web è poi possibile trovare informazioni sugli effetti collaterali correlati ai diversi tipi di vaccini e il 48% offre informazioni sui rischi della vaccinazione, ma solo il 29% lo fa in maniera esaustiva. E per gli over 80? Nel 72% dei casi devono effettuare la prenotazione da soli e nel 9% dei siti web/portali regionali si brancola nel buio.

Insomma, nonostante da una recente indagine di Agenas sia emerso come la ricezione di informazioni chiare sul vaccino anti Covid possa aumentare la propensione dei cittadini italiani a vaccinarsi e inoltre come internet rappresenti una delle principali fonti, qualche difetto di comunicazione ancora c’è. Anche se non mancano, chi per un aspetto chi per un altro, delle best practice.
 
Questi in sintesi i risultati dell’indagine “La comunicazione della vaccinazione anti Covid 19 sui siti web delle Regioni e Province Autonome italiane” realizzata da Agenas e dal Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa presentati oggi in una videoconferenza. Un progetto, a cui ha collaborato anche l’Istituto di Linguistica Computazionale (Cnr), che ha fotografato le modalità con cui le Regioni e le Pa hanno offerto informazioni sulla vaccinazione anti Covid-19 ai propri cittadini attraverso i loro siti web,
 

Sotto la lente degli analisi sono finite le pagine web delle 21 Regioni/Province Autonome (P.A.) italiane, che hanno fornito informazioni fra marzo e aprile sulle vaccinazione anti Covid 19 e sulle 108 Aziende Sanitarie. I siti web sono stati analizzati da tre ricercatori del Laboratorio di Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna con un focus sui testi riguardanti la vaccinazione, le categorie di cittadini per cui erano aperte le vaccinazioni, il tempo e il luogo di vaccinazione e i termini per la prenotazione del vaccino. Lo studio ha indagato in particolare su: reperibilità delle informazioni; qualità e quantità delle informazioni; fruibilità e l’efficienza delle informazioni; leggibilità delle informazioni.
 
“Dalla precedente indagine svolta da Agenas in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna sulla popolazione italiana - afferma il presidente Agenas, Enrico Coscioni - è emerso come la ricezione di informazioni chiare sul vaccino anti Covid-19 possa aumentare la propensione dei cittadini a vaccinarsi. In questi giorni stiamo assistendo ad un calo dei decessi, dei contagi oltre che a un minor ricorso all’ospedalizzazione dei pazienti. Ciò sta avvenendo soprattutto grazie alla campagna di vaccinazione in atto e dunque l’Agenzia è impegnata a dare tutto il supporto necessario alle Regioni e Province Autonome anche rispetto alla delicata fase di relazione tra i vari enti del Ssn e cittadini”.
 
“L’indagine va incontro alla sempre maggiore richiesta di informazione sui siti web da parte del cittadino - dichiara il Direttore generale Domenico Mantoan - e fornisce uno strumento di studio e analisi a supporto delle Regioni e delle Province Autonome per la realizzazione di una comunicazione di qualità costantemente aggiornata. L’obiettivo è offrire in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale un servizio adeguato rispetto alle informazioni sulla vaccinazione anti Covid-19. Proprio per questo il progetto segnala una serie di azioni che i policy maker regionali potrebbero intraprendere, per rendere la comunicazione istituzionale efficace e uniforme, migliorando la consapevolezza del cittadino sui corretti percorsi di cura e tutela della propria salute.”
 
“Quest’indagine sui siti web delle Regioni e delle Province Autonome - spiega Sabina Nuti, Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - vuole fornire suggerimenti per il miglioramento dei processi di comunicazione, partendo dall’esperienza di navigazione del cittadino. Dallo studio svolto a gennaio 2021 alla popolazione italiana in merito alla vaccinazione anti Covid-19, è emerso che i cittadini contrari o ancora incerti hanno prevalentemente un titolo di studio basso e vorrebbero ricevere maggiori informazioni soprattutto sugli effetti collaterali del vaccino. I sistemi sanitari regionali possono riflettere sulla loro capacità di risposta a tale bisogno di informazione con le evidenze fornite da questa indagine”.
 
Vediamo i risultati emersi.
Tutti i siti web/portali regionali presentano nella loro Home Page un riferimento al Covid 19 e/o al vaccino e la modalità più gettonata è stata quella dei banner.
 
Il 57% dei siti web/portali regionali ha uno spazio dedicato ad informare il cittadino. Il 29% (Piemonte, Trentino, Fvg, Molise, Calabria e Sardegna) ha uno spazio ad hoc, ma con informazioni parziali e/o frammentate. In tre regioni Campania, Basilicata e Valle d’Aosta (il 14%) non c’è uno spazio dedicato ad informare i cittadini sul Coronavirus. Il portale regionale “Costruire Salute” della Regione Sicilia, evidenzia il MeS, rappresenta “una buona pratica di comunicazione al cittadino di informazioni sul Coronavirus riportate in modo esaustivo”.
 
E ancora, l’81% dei siti web/portali regionali offre informazioni sulle categorie di cittadini che hanno diritto alla vaccinazione in accordo al Piano Strategico Nazionale per la vaccinazione anti Covid. Il 14% però riporta informazioni solo in maniera parziale (Abruzzo e Campania), mentre solo il Molise non da alcuna informazione. Il sito web della Regione Emilia-Romagna rappresenta un esempio di buona pratica da questo punto di vista, riporta in uno spazio dedicato informazioni di dettaglio sulle categorie degli aventi diritto.
 
Per quanto concerne l’informazione riguardo le diverse fasi della vaccinazione e quindi quali sono gli utenti che possono effettuare la vaccinazione, a livello regionale il 72% dei siti web/portali fornisce al cittadino informazioni esaurienti. Il 14% (Abruzzo, Basilicata e Sicilia) non offre alcun tipo di informazione, mentre il 14% dà informazioni parziali (Campania, Molise e Trentino) relative alle sole categorie di utenti aventi diritto alla vaccinazione nel periodo di analisi. Best practice in questo caso è il sito web della Regione Veneto dove è presente uno spazio dedicato ad informare il cittadino sul vaccino anti Covid, con informazioni dettagliate sulle diverse fasi.
 
Per quanto riguarda il luogo dove poter effettuare la vaccinazione, il 57% dei siti web/portali regionali fornisce informazioni esaurienti, indicando i punti di somministrazione attivi accompagnate dai relativi indirizzi. Il 9% riporta informazioni limitate indicando solamente la tipologia di struttura dove è erogato il servizio (es. punto vaccinale, presidio ambulatoriale, ecc.), mentre il 34% non offre informazioni (Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, calabria e Sardegna). La Regione Friuli Venezia, grazie ad un’infografica ben dettagliata sui diversi punti vaccinali attivi al momento dell’analisi, si è aggiudicato il palma res.
 


 
L’81% dei siti web/portali regionali presenta uno spazio con informazioni esaurienti su come effettuare la prenotazione della vaccinazione anti Covid. Al contrario i siti web della Calabria e della Basilicata non danno informazioni o le offrono in maniera limitata. Best practice è la Regione Lazio che attraverso una sezione dedicata fornisce al cittadino informazioni semplici ed esaustive su come effettuare la prenotazione
 


Entrando nel merito delle informazioni sugli effetti collaterali correlati ai diversi tipi di vaccini il 52% siti web/portali regionali non da informazione. Il 48% riporta informazioni sui rischi della vaccinazione (Piemonte, Lazio e Molise), ma solo il 29%, Valle d’Aosta, Bolzano, Veneto, Fvg, Puglie e Sicilia lo fanno in maniera esaustiva. La regione del Veneto è stata la più efficiente con spiegazione dettagliate sugli effetti collaterali collegati alla vaccinazione con un video in cui un medico spiega al cittadino nel dettaglio le reazioni avverse osservate per ciascun vaccino disponibile.
 
All’interno dei siti web/portali regionali nel 91% dei casi è stata poi riscontrata la presenza di link a siti web esterni di approfondimento come il sito web dell’Aifa, Iss e del Ministero della Sanità.
 
Per quanto riguarda la comunicazione al cittadino su l’andamento dei casi Covid 19, il 19% dei siti web/portali regionali non dà alcuna informazione (Veneto, Piemonte, Abruzzo e Sardegna), a fronte dell’81% che invece riporta informazioni. La maggioranza (67%) riporta le informazioni in maniera esaustiva attraverso spazi dedicati, mentre il 14% rimandano la comunicazione a siti web esterni. La Dashboard Covid-19 della Regione Umbria rappresenta un buon esempio di comunicazione al cittadino di informazioni sull’andamento dei casi Covid con tutti i dati epidemiologici relativi alla propria Regione costantemente aggiornati.
 
Il 62% dei siti web/portali regionali presenta al proprio interno uno spazio dedicato ad informare il cittadino sull’avanzamento della campagna vaccinale. Al contrario il 28% (Veneto, Abruzzo. Campania, Basilicata, Calabria, e Sardegna) non offrono alcun tipo di informazione, mentre il 5% (il Fvg) è inaccessibile a causa di errori tecnici. La Sicilia demanda invece totalmente la comunicazione ad un sito esterno. Su questo fronte la Regione Lombardia si è dimostrata la più efficiente pubblicando quotidianamente dati aggiornati sull’andamento della campagna vaccinale.
 
Dall’analisi delle informazioni riscontrate sui siti web/portali regionali circa le modalità di prenotazione riservate agli utenti over80 emerge che nel 19% dei casi è il Ssn a contattare il cittadino. Nel 72% dei casi è il cittadino a dover effettuare la prenotazione. Il 9% dei siti web/portali regionali non offrono informazioni su come effettuare la prenotazione. I Sistemi Sanitari regionali hanno adottato modalità differenti per consentire all’utente over80 di prenotare la vaccinazione. Emerge come la maggior parte dei sistemi regionali abbia adottato un approccio bottom-up, ossia è il cittadino/utente a dover effettuare la prenotazione mediante una molteplicità di canali. Sebbene la letteratura e l’esperienza indichino che l’approccio top-down il più efficace nel raggiungere i massimi livelli di adesione fra i cittadini, ma è stata adottata solo in poche realtà regionali.
 
 
A cura di Ester Maragò

18 maggio 2021
© Riproduzione riservata

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