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Covid. Altems: “Solo se il nuovo personale assunto è specializzato anti Covid-19 la Regione è resiliente”


Dal report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari emerge che le Regioni “resilienti”, considerando il rapporto tra giorni di sospensione per l’attività chirurgia e i volumi di prestazioni “perse”, hanno assunto prevalentemente personale con specializzazioni Covid-19 (Veneto 57%, Lazio 79%), mentre le Regioni “late responder” e “inerti” hanno assunto in prevalenza personale no covid. IL REPORT

04 GIU - La pandemia si è abbattuta sul nostro paese compromettendo tutte le attività. A partire da quelle sanitarie. Non in tutte le Regione, però, è andata allo stesso modo. Alcune sono state più brave di altre a reggere l’urto della pandemia. E su questo hanno inciso anche le scelte compiute in termini di assunzioni di personale. È quanto emerso dalla 55ma puntata dell’Instant Report Covid-19 - https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 - una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.

“Incrociando i profili delle regioni con l’incremento di personale - afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS) - possiamo notare un’eterogeneità dei comportamenti delle regioni in termini di assunzioni di nuovo personale e di risposta alla pandemia. Se consideriamo, infatti, i giorni di sospensione per l’attività chirurgia e i volumi di prestazioni “perse”, due delle tre regioni “resilienti” (Veneto +584, Lazio +282) hanno notevolmente incrementato il personale medico, mentre solo per una delle regioni “fragili” (Lombardia +516) si registra un notevole incremento di personale medico. Sia le regioni “late responder” (es. Sicilia +101) che “inerti” (es. Piemonte +163) si caratterizzano, invece, per un incremento minore del personale medico se comparato con quello del Lazio e del Veneto. Se consideriamo – invece – il rapporto tra giornate di sospensione per le attività ambulatoriali e prestazioni “perse” – continua Cicchetti – le Regioni “resilienti” (es. Lombardia +847, Veneto +733, Lazio +381) sembrerebbero essere caratterizzate da un incremento maggiore del personale medico se comparato con quello delle “late responder” (es. Piemonte +345, Sicilia +133, Sardegna +146)”.


Guardando al mix di assunzioni tra personale medico direttamente coinvolto nell’emergenza Covid-19 (Anestesia e rianimazione, Malattie dell’apparatosi respiratorio, Medicina e accettazione d’urgenza, Medicina interna, Malattie infettive, Microbiologia e virologia, Sanità pubblica) e personale non direttamente coinvolto, il direttore di Altems evidenzia come “le regioni “resilienti”, considerando il rapporto tra giorni di sospensione per l’attività chirurgia e i volumi di prestazioni “perse”, hanno assunto prevalentemente personale con specializzazioni Covid-19 (Veneto 57%, Lazio 79%). Tra le regioni “fragili” non si registra un orientamento prevalente mentre le Regioni “late responder” (PA Trento 0%, Umbria 35%) e “inerti” (Molise 30%, Piemonte 40%, Valle d’Aosta 0%) hanno assunto in prevalenza personale no covid. Infine, conclude Cicchetti, se guardiamo al rapporto tra giornate di sospensione per le attività ambulatoriali e prestazioni “perse”, notiamo che le regioni classificate come “fragili”, “inerti” e “late responder” hanno orientato le politiche di assunzione di nuovo personale prevalentemente verso le specializzazioni no covid. Per quanto, riguarda, invece le regioni “resilienti” non sembra emergere un orientamento prevalente”.

L’analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane. Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del Professor Gianfranco Damiani e della Dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

A partire dal Report #4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (Professor Eugenio Anessi Pessina) e al Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (Professor Rocco Reina). Il team multidisciplinare è composto da economisti ed aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici, psicologi e statistici.
La finalità è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza.

Ecco una sintesi dei contenuti del nuovo Instant Report, n. 55, di Altems.

Quadro epidemiologico
In merito agli aspetti epidemiologici si confermano le differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni che proseguono anche nella Fase 2. I dati (al 31 Maggio) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (n = 233.674) sulla popolazione nazionale è pari a 0,39% (in diminuzione rispetto ai dati del 24/05 in cui si registrava lo 0,46%). La percentuale di casi (n= 4.217.821) sulla popolazione italiana è in sensibile aumento, passando dal 7,03% al 7,07%.

L’incidenza settimanale corrisponde al numero di nuovi casi emersi nell’ambito della popolazione regionale nell’intervallo di tempo considerato. È stata individuata, come riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 16 ed il 22 novembre 2020 i nuovi casi, a livello nazionale, sono stati 366 ogni 100.000 residenti. La settimana appena trascorsa evidenzia un calo dell’incidenza settimanale, registrando un valore nazionale pari a 34 ogni 100.000 residenti (in calo rispetto ai dati del 24/05, pari a 47 ogni 100.000 residenti).

Il primato per la prevalenza periodale sulla popolazione si registra in PA Bolzano (13,66%), Friuli-Venezia Giulia (8,93%), in Val d’Aosta (9,36%) ma è in Campania (1,17%) e Sardegna (0,80%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari a 0,39% (in calo rispetto ai dati del 24/05, pari a 0,47%).

Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: la settimana tra il 22 ed il 28 novembre è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.612 casi ogni 100.000 residenti), mentre nell’ultima settimana la prevalenza periodale in Italia è pari a 486 casi ogni 100.000 residenti, in calo rispetto alla settimana precedente (579 casi ogni 100.000 residenti).

Letalità (rapporto decessi su positivi)
Nell’ultima settimana il dato più elevato si registra in Molise pari a 9,22 x 1.000 e in Toscana pari a 6,13 x 1.000, nonostante siano ben lontani dal valore massimo registrato a marzo; la letalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari al 2,18 per 1.000 (in calo rispetto alla scorsa settimana analizzata 2,44 x 1.000).

Mortalità (rapporto decessi su popolazione)
Nell’ultima settimana, la mortalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari a 1,06% (in calo rispetto alla scorsa settimana analizzata 1,41%). Il dato più elevato si registra in Toscana al 1,99% seguito da Puglia al 1,88%.

Indice di positività settimanale
L’indice di positività al test misura, su base settimanale, il rapporto tra i nuovi casi positivi ed i nuovi soggetti sottoposti al test. L’indicatore differisce dall’indice di positività calcolato su base giornaliera, che valuta invece, il rapporto tra i nuovi casi positivi ed i nuovi tamponi effettuati, e comprende anche i tamponi effettuati per il monitoraggio del decorso clinico e l’eventuale attestazione della risoluzione dell’infezione. In particolare, l’indice registra un valore massimo del 12,85% in Puglia e del 12,58% in Basilicata. In Italia l’indice di positività al test nell’ultima settimana è pari al 5,29%: risulta positivo, dunque, circa 1 paziente su 19 nuovi soggetti testati, in calo rispetto alla settimana precedente pari al 6,47%.

Andamento dell’età dei contagi
È stato analizzato l’andamento dell’età dei contagi dal 24 agosto 2020 ad oggi. Si nota che i contagi tra gli over-70 sono passati dal 7,2% di tutti i nuovi contagi, nel periodo 24 agosto - 6 settembre, all’essere il 18,2%, nel periodo 30 novembre - 13 dicembre (picco massimo), per poi scendere al 16,4% nel periodo 28 dicembre – 10 gennaio 2021, riprendere l’incremento nel periodo 4 gennaio – 17 gennaio al 16,70% e nel periodo 11 gennaio – 24 gennaio al 16,80% e scendere al 12,1% nel periodo 22 febbraio – 07 marzo, per poi ritornare a risalire nel periodo 22 marzo – 04 aprile al 13,2% e scendere al 7,6% nell’ultimo periodo considerato (10 maggio - 23 maggio 2021).

Nuova pressione per setting assistenziale (Domicilio, terapia medica, terapia intensiva, x 100.000 ab) nell’ultima settimana
È stato avviato il monitoraggio della distribuzione per setting della nuova pressione (aggiuntiva o sottrattiva) che il sistema sanitario ha registrato nella settimana appena trascorsa. Si può notare come nella settimana appena trascorsa la maggiore parte della nuova pressione si sia tradotta in nuovi casi isolati a domicilio. Nel complesso, in Italia, ci sono stati -54,18 isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, -3,50 ricoveri ordinari ogni 100.000 abitanti e -0,49 ricoveri intensivi ogni 100.000 abitanti.

Tamponi molecolari e tamponi antigenici
Dal report #37 si è avviato il monitoraggio del confronto tra il numero di tamponi molecolari e il numero di tamponi antigenici per 1.000 abitanti. La Regione associata ad un numero maggiore di tamponi antigenici realizzati risulti essere la P.A di Bolzano (50,09 per 1.000 abitanti), mentre la Regione associata ad un numero maggiore di tamponi molecolari realizzati risulti essere il Friuli-Venezia Giulia (18,11 per 1.000 abitanti). A livello nazionale, il numero di nuovi tamponi molecolari settimanali è pari a 11,18 per 1.000 abitanti mentre il numero di nuovi tamponi antigenici è pari a 9,97 per 1.000 abitanti.

Giorni di sospensione e % di prestazioni di chirurgia in elezione "perse" - incremento personale
Il grafico mette in relazione il numero di ricoveri persi con i giorni di sospensione, e l’incremento di personale medico con contratto a tempo indeterminato, tempo determinato e libero professionale da marzo 2020 a giugno 2020. Lazio e Veneto (quadrante I) regioni resilienti mostrano un incremento di personale notevole in relazione ad una tempestiva riattivazione dei ricoveri chirurgici ha consentito di ridurre il numero di ricoveri chirurgici "persi", al contrario la Toscana ha incremento il personale medico in quantità minori. Nel quadrante opposto, troviamo le Regioni inerti delle quali il Piemonte è la regione che ha incrementato maggiormente rispetto alle regioni dello stesso quadrante. Le regioni nel quadrante III definite fragili, hanno avuto comportamenti differenti, infatti specialmente la Lombardia ha incrementato notevolmente il personale medico in relazione ad una tempestiva riattivazione dei ricoveri ordinari, ciò non ha consentito di ridurre nella media il numero di ricoveri chirurgici persi. Infine, le Regioni late responder hanno incremento il personale in quantità ridotte, in relazione ad una ripresa tardiva delle attività di ricovero chirurgici non comportando una significativa perdita di ricoveri chirurgici.

Giorni di sospensione e % di prestazioni ambulatoriali «perse» - incremento personale
Il grafico mette in relazione il numero di attività specialistica ambulatoriale persa con i giorni di sospensione, e l’incremento di personale medico con contratto a tempo indeterminato, tempo determinato e libero professionale da marzo 2020 a settembre 2020. Le regioni resilienti (quadrante I) hanno avuto approcci differenti in termini di acquisizione del personale, Lombardia, Lazio e Veneto sono le Regioni che hanno incrementato maggiormente il personale medico. Nel quadrante opposto, troviamo la Valle d’Aosta definita inerte, nella quale non vi è stato un incremento di personale molto ridotto. Anche nella regione Basilicata, definita fragile, vi è stato un live incremento di personale medico. Infine, le regioni late responder, hanno avuto comportamenti differenti nell’acquisizione del personale, infatti il Piemonte è la regione con un incremento maggiore di personale medico in relazione ad una ripresa tardiva delle attività specialistiche ambulatoriali che non ha comportano una significativa perdita delle attività specialistiche ambulatoriali.

Giorni di sospensione e % di prestazioni di chirurgia in elezione «perse» - incremento personale con specializzazione Covid-19
Il grafico mette in relazione il numero di ricoveri chirurgici persi con i giorni di sospensione e la presenza di personale medico con contratto a tempo indeterminato, tempo determinato e libero professionale con specializzazione Covid-19. Le regioni che presentano una percentuale maggiore di personale medico con specializzazioni Covid-19 nel mese di giugno 2020 sono rappresentate con il pallino verde. Il Lazio, e il Veneto (quadrante I) regioni resilienti, hanno entrambe una percentuale maggiore di personale medico con specializzazioni Covid-19, al contrario la Toscana ha una percentuale maggiore del 50% di personale medico con altre specializzazioni. Nel quadrante opposto, troviamo invece le Regioni inerti, le quali hanno tutte una percentuale maggiore di personale medico con altre specializzazioni tranne la Sardegna. Abruzzo e Liguria, regioni fragili del quadrante III, hanno una percentuale maggiore di personale con specializzazioni Covid-19 al contrario di Lombardia ed Emilia-Romagna. La Sicilia è l’unica tra le regioni late responder che ha una percentuale maggiore di personale con specializzazioni Covid-19.

Giorni di sospensione e % di prestazioni ambulatoriali «perse» - incremento personale con specializzazione Covid-19
Il grafico mette in relazione il numero di attività specialistica ambulatoriale persa con i giorni di sospensione, e la presenza di personale medico con contratto a tempo indeterminato, tempo determinato e libero professionale con specializzazione Covid-19. Le regioni che presentano una percentuale maggiore del 50% di personale medico con specializzazioni Covid-19 nel mese di settembre 2020 sono rappresentate con il pallino verde. Abruzzo, Lazio, Lombardia, Marche, Veneto e Liguria (quadrante I) regioni resilienti hanno incrementato con una percentuale maggiore personale medico con specializzazioni Covid-19. Nel quadrante opposto, le regioni inerti, la Valle d’Aosta ha incrementato specialmente personale medico con altre specializzazioni, come la regione Basilicata che si trova nel quadrante III relativo alle regioni fragili. Infine, tra le regioni late responder, solo la Sardegna e P.A. di Trento presentano una percentuale maggiore di personale medico con specializzazione Covid-19.

Sperimentazioni cliniche
L'edizione del Rapporto AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sulle Sperimentazione Clinica dei Medicinali in Italia presenta una eccezione rispetto agli anni precedenti, in virtù del periodo eccezionale che la sanità pubblica e le sperimentazioni cliniche hanno attraversato e stanno ancora attraversando per la pandemia da COVID-19. Sono stati quindi inseriti i dati preliminari relativi alle sperimentazioni cliniche su farmaci per il trattamento del COVID-19, limitatamente al periodo marzo-settembre. Questa sezione è solo introduttiva rispetto all’analisi più completa e dettagliata che sarà presente nel Rapporto Nazionale 2021, ed è inserita per dare una prima visione dell’impatto che la pandemia ha comportato per le sperimentazioni cliniche, con uno stimolo importante e rinnovato ad esplorare nuove opzioni terapeutiche in una patologia ancora poco conosciuta insieme a un approccio accelerato alla valutazione e approvazione delle domande di sperimentazione al fine di attivare rapidamente quelle sperimentazioni che hanno rappresentato al tempo stesso un progresso nelle conoscenze e accesso a nuovi trattamenti per i pazienti italiani.

Terapia intensiva

Nuovi Ingressi Settimanali in Terapia Intensiva
Dal report #33 è stato avviato il monitoraggio dei nuovi Ingressi Settimanali in Terapia Intensiva (x 100.000 ab.). Il valore medio registrato nel contesto italiano è pari a 0,44 x 100.000 ab. (in calo rispetto alla settimana precedente pari a 0,74). Le regioni che hanno evidenziato più ingressi nel setting assistenziale della terapia intensiva durante l’ultima settimana sono la Toscana (0,95 x 100.000 ab.), la Valle D’Aosta (0,81 x 100.000 ab.) e il Piemonte (0,66 x 100.000 ab.).

Andamento vaccinazioni Covid-19 in Italia
Dal report #34 è stato analizzato l’andamento delle vaccinazioni Covid-19 in Italia.

Nuovi punti di somministrazione attivati nell’ultima settimana
È stato avviato il monitoraggio dei nuovi punti di somministrazione territoriali ed ospedalieri attivati nell’ultima settimana. Negli ultimi sette giorni, la regione Puglia ha attivato un numero notevole di punti di somministrazione (20) seguita dal Piemonte (4), dal Lazio (2), Liguria (2), P.A. di Bolzano (1), Toscana (1), Umbria (1) e Veneto (1). Al contrario nelle restanti regioni non risultano nuovi punti di somministrazione.

Residenti per punti di somministrazione
Si monitora al 18 maggio 2021 il rapporto tra la popolazione residente e il numero punti di somministrazione (territoriali ed ospedalieri) per ciascuna regione. La regione Puglia ha il rapporto più basso: in media ogni punto vaccinale ha in carico circa 5397 residenti, seguita dalla Liguria con 8399 residenti. Al contrario, la regione Lombardia e Campania hanno il valore più alto, con un rapporto pari a 72.783 residenti per la Lombardia e 89524 per la Campania.

Punti di somministrazione territoriali e ospedalieri
È stato avviato il monitoraggio dei i punti di somministrazione territoriali ed ospedalieri per ciascuna regione. La regione Puglia presenta un maggior numero di punti di somministrazione territoriali (567) seguita dal Veneto (164), dalla Toscana (173) e dall’Emilia Romagna (147). Al contrario, la regione Sicilia registra un numero maggiori di punti di somministrazione ospedalieri (128) seguita dalla Lombardia (112) e dal Lazio (95).

Numero medio di somministrazioni per punto vaccinale
Il valore più alto dell’indicatore si registra in Piemonte, dove ciascun punto di somministrazione ha effettuato circa 158.962 vaccini. Valori alti dell’indicatore si riscontrano anche in Campania (62.031) e in Lombardia (51.545). Al contrario il suddetto indicatore rivela un basso rapporto tra vaccini inoculati e punti di somministrazione in Puglia (3769) ed in Liguria (6120).

Numero medio di somministrazioni per punto vaccinale nell’ultima settimana
È stato analizzato il rapporto tra vaccinazioni effettuate e punti vaccinali, esprimendo così un numero medio di vaccinazioni per punto di somministrazione nell’ultima settimana. Negli ultimi 7 giorni, le regioni che hanno effettuato il maggior numero di inoculazioni per punto di somministrazione sono state: il Piemonte (15026) la Campania (7559) e la Lombardia (5647). Al contrario, la Puglia (405), la Liguria (583) sono le regioni che, per punto di somministrazione, hanno registrano il numero più basso di somministrazioni.

Prime dosi/Popolazione residente per fascia di età (x 100 ab.)
A livello nazionale si registrano le seguenti percentuali per le fasce di età considerate: 16-19 anni (4,93%), 20-49 anni (20,79%), 50-69 (58,83%), 70-79 (83,59%), over 80 anni (91,94%). La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 16 anni) è pari al 46,22%.

Percentuale di copertura delle fasce di popolazione (1° dose)
È stato avviato il monitoraggio della percentuale di copertura delle fasce di popolazione stratificate per età riguardo la prima dose vaccinale. Dal grafico si evince come il Veneto, l’Umbria e la Puglia abbiano vaccinato la quota maggiore di over 70 nel contesto nazionale. La Sicilia rappresenta la regione con la percentuale minore in termini di copertura vaccinale della popolazione più anziana (78,00%).

Dosi Somministrate/Dosi Consegnate/Popolazione residente (x 100 ab.)
È stata avviato il monitoraggio relativo alla correlazione tra dosi somministrate, dosi consegnate rispetto alla popolazione residente. Il grafico mostra la correlazione tra dosi somministrate, dosi consegnate rispetto alla popolazione residente. Dal grafico si evince come le regioni Marche, Umbria, Puglia, Lombardia, Veneto, Campania e Abbruzzo rappresentano le regioni il cui rapporto tra dosi somministrate rispetto a quelle consegnate è superiore al valore medio nazionale.

Somministrazioni totali (1°/2° dose)/Popolazione residente (x 100 ab.)
Sono state analizzate le somministrazioni totali (1°e 2°dose) in rapporto alla popolazione residente stratificata per il vaccino somministrato. In tutte le regioni italiane il vaccino Pfizer è stato somministrato in percentuali maggiori rispetto a quelli di AstraZeneca o di Moderna o di Janssen.

Stato dell’arte vaccinazioni in riferimento all’obiettivo del 22 Settembre 2021 dell’UE
Dal report #42 si avvia il monitoraggio dello stato dell’arte delle persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino) alla luce del target fissato dall’UE in riferimento alla data del 22 Settembre 2021, data in cui l’UE chiede ai Paesi membri di raggiungere l’obiettivo del 70% della popolazione adulta. Ad oggi sono state vaccinate il 43,25% dell’obiettivo dei circa 29 milioni da raggiungere al 22 Settembre 2021, pari a 12.397.459 persone vaccinate.

Stato dell’arte vaccinazioni in riferimento all’obiettivo del 30 settembre 2021 del Piano Vaccinale Anticovid
Dal report #45 si avvia il monitoraggio dello stato dell’arte delle persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino) alla data del 30 Settembre 2021, data in cui il Piano Vaccinale Anticovid pone di raggiungere l’obiettivo del 80% della popolazione vaccinata. Ad oggi sono state vaccinate il 30,18% dell’obiettivo dei 41 milioni da raggiungere al 30 Settembre 2021, pari a 12.397.459 persone vaccinate.

Andamento vaccinazioni Covid-19 nei Paesi Membri dell’UE

Somministrazioni vaccini / PIL reale pro capite (x 100.000 abitanti) nei Paesi UE al 27 maggio 2021
È stato analizzato il rapporto tra il numero di somministrazioni dei vaccini rispetto al PIL reale pro capite (x 100.000 abitanti) nei Paesi Membri dell’Unione Europea. Il valore medio Ue delle somministrazioni è pari a 56.947 x 100.000 abitanti, il valore dell’Italia è pari a 59.240 x 100.000 abitanti.

04 giugno 2021
© Riproduzione riservata

Allegati:

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