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Qual è la realtà ad oggi, della Covid 19? Dalla variante Delta alle mascherine. Come stanno le cose e cosa dobbiamo aspettarci

di Grazia Labate

Nel campo delle pandemie e dei modelli per contrastarle non vale la lotta tra chi è più aperturista, e chi vuole più cautele, vale il principio di precauzione ed il rischio calcolato, sulla base delle evidenze scientifiche, perciò abbiamo a che fare con le conoscenze scientifiche che sono in progress e le sperimentazioni a livello di massa nei paesi più sviluppati, non già nelle regioni a più basso reddito o nelle aree più disagiate del mondo

18 GIU - I dati aggiornati al 17 giugno 2021 ci dicono che più di 3,8 milioni di persone sono morte a causa del COVID-19 in tutto il mondo. I casi di COVID-19 rimangono alti in alcune parti del mondo, come l'India, dove poche persone sono state vaccinate. Secondo la Johns Hopkins University , a livello globale, ci sono stati più di 176,7 milioni di casi confermati di COVID-19 e 3,8 milioni di decessi associati.
 
Gli Stati Uniti hanno segnalato più di 33,4 milioni di casi confermati e oltre 600.000 decessi associati. Più della metà degli adulti statunitensi sono ora completamente vaccinati. Attualmente, più di 175 milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto la loro prima dose di vaccino contro il COVID-19. Secondo il CDC, più di 146 milioni di persone sono completamente vaccinate. Nel contempo il governatore di New York Andrew Cuomo ha annunciato ieri che dal momento che lo stato ha raggiunto il 70% di vaccinazione, eliminerà le restrizioni sulla pandemia.
 
Le persone non vaccinate devono comunque utilizzare le mascherine come da linee guida federali, secondo un comunicato stampa dell'ufficio del governatore.

 
“Quello che ha fatto New York è straordinario. Non solo abbiamo il tasso di positività al COVID più basso negli Stati Uniti d'America, ma abbiamo raggiunto il 70% di vaccinazione prima del previsto. Abbiamo schierato con successo l'arma che vincerà la guerra”. Secondo Cuomo, a un certo punto lo stato aveva un tasso di positività al COVID-19 del 48,16%. Il governatore ha confermato che il tasso di positività è ora dello 0,40 per cento, il tasso più basso del Paese.
 
La California ha anche revocato la maggior parte delle sue restrizioni COVID-19 ieri. Il Golden State ha posto fine ai limiti di capacità, al distanziamento fisico e, per le persone già vaccinate, ai requisiti della maschera.
 
La riapertura della California consente alle persone vaccinate di andare senza maschere nella maggior parte delle situazioni. Questo mette lo stato in linea con i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).
 
Le mascherine sono ancora necessarie sui trasporti pubblici, negli ospedali e nelle carceri, nelle scuole e negli asili nido, in attesa di una guida aggiornata dal CDC. L'OMS afferma che la variante Delta ora circola in 80 paesi
 
La variante Delta del coronavirus sta circolando in 80 paesi, secondo i funzionari dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
La variante Delta è stata identificata per la prima volta in India nell'autunno del 2020 e si è rapidamente diffusa a livello globale.
 
La dott.ssa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico COVID-19 per l'OMS, ha dichiarato in un'intervista pubblicata su Twitter che tutte e quattro le varianti sono più trasmissibili rispetto alla variante originale del virus. "Se può diffondersi più facilmente, più persone possono essere infettate rapidamente e se un sistema viene sopraffatto... può sovraccaricare il sistema sanitario”.
 
Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati rilevati secondo i dati forniti dal Ministero della Salute 1.325 casi di Covid su 200.315 tamponi processati nelle ultime 24 ore. 37 decessi, per un totale di 127.109 dall'inizio della pandemia. Il ministro Speranza ha affermato che: "Da lunedì il 99% del paese sarà in zona bianca".

Sono 98.608 i malati Covid ancora attivi in Italia, sugli oltre 4,2 milioni di contagi totali dall'inizio dell'epidemia. Il numero degli attualmente positivi, con i dati di oggi (- 3.247) scende dunque sotto quota centomila, per la prima volta dal 15 ottobre 2020.
 
Eravamo nella fase di crescita della seconda ondata che avrebbe portato, il 22 novembre, al picco con addirittura 805 mila malati attivi. Anche in primavera, ad aprile, con la terza ondata, la nuova impennata aveva portato al picco di oltre 560 mila positivi.
L'estate scorsa, quella della momentanea tregua, il dato era sceso fino a 12 mila malati ancora attivi.
 
In calo ricoveri ordinari e terapie intensive. Calano i ricoveri ordinari (-176, ora 2.888), scendono anche le terapie intensive (-27, ora 444). Il tasso di positività è allo 0,7%.
 
Prosegue intanto l’aumento dei contagi da Covid alimentato nel Regno Unito dalla variante Delta, importata dall'India: nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 11.007, picco giornaliero da metà febbraio, su 1,1 milione di tamponi. Resta per ora più contenuto - grazie all'effetto dei vaccini - l'aumento dei morti, 19 oggi contro i 9 di ieri, e dei ricoveri in ospedale, il cui totale è ora di 1.227.
 
Ma gli esperti sono cauti ed inquieti, anche se le vaccinazioni fatte sfiorano ora quota 73 milioni, con oltre 42,2 milioni di pri-me dosi (l'80,1% della popolazione adulta nazionale) e quasi 30,7 milioni di richiami.
 
Le regioni che da noi hanno registrato più casi nelle ultime 24 ore sono Lombardia (256), Sicilia (168), Campania (167), La-zio (143) e Puglia (112).
 
Nel corso delle prossime settimane circa un milione di persone sotto ai 60 anni cui era stato somministrato il vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca riceveranno come seconda dose un vaccino a mRNA (Pfizer-BioNTech o Moderna), in seguito alla decisione del ministero della Salute di non utilizzare più il vaccino di AstraZeneca per i più giovani.
 
Le evidenze scientifiche delle vaccinazioni eterologhe al momento sono molto poche, è inutile negarlo. Ci sono solamente due studi che però vanno entrambi nella stessa direzione e cioè ne confermano l’efficacia. Non è la prima volta nella storia dei vaccini in cui vengono somministrati prodotti diversi per l’immunizzazione. La battaglia contro la Poliomielite, ad esempio, l’abbiamo vinta utilizzando la cosiddetta schedula mista, ovvero, somministrando due vaccini completamenti diversi.
 
La presenza della variante Delta sul territorio italiano, è una situazione da monitorare. Quello che mi rende ottimista è il periodo storico in cui questa variante è entrata nel nostro territorio, perché in questo momento la circolazione virale è bassa.
 
Avendo pochi casi d’infezione in assoluto, il tracciamento è più facile e molto efficiente, questo ci permette d’individuare e isolare eventuali focolai rapidamente.
 
Durante l’estate riusciremo, inoltre, a somministrare la seconda dose alla stragrande maggioranza delle persone a più alto rischio e quindi a tenere sotto controllo il numero delle infezioni.
Mentre in tutta Italia i contagi continuano a diminuire di giorno in giorno, con più della metà delle regioni in zona bianca, la variante Delta (ex indiana) inizia a circolare anche il nostro Paese.
 
In tutta Europa, e soprattutto nel Regno Unito dove al momento la variante Delta è responsabile del 90% dei contagi e ha spinto il premier britannico a posticipare le riaperture, al 19 luglio; l’allerta resta massima.
 
Ma vediamo in quali città e regioni ci sono casi di variante Delta e quanto è diffuso in Italia questo nuovo ceppo.
Dopo i primi casi registrati in Puglia e in Veneto ad inizio maggio, legati a cittadini rientrati dall’India, l’attenzione nei confronti della variante Delta è rimasta altissima e le autorità hanno continuato a tracciare tutti i nuovi casi tenendo sotto controllo i focolai.
 
Attualmente, oltre al nuovo focolaio in Puglia e a Milano sono stati individuati anche una decina di casi in Emilia Romagna, ma Vittorio Sambri, direttore di Microbiologia del Laboratorio di Pievesestina dell’Ausl Romagna, spiega che al momento non è ancora necessario preoccuparsi. Nel nostro Paese infatti la variante Delta è molto contenuta e si stima che rappresenti meno dell’1% dei nuovi contagi.
 
Cresce l’apprensione anche nel comune di Laurino, nel Salernitano, dove un vertiginoso incremento dei contagi sta facen-do temere il peggio. Il primo cittadino sospetta che nel suo comune si sia diffusa la variante indiana dopo il rientro di alcuni cittadini dall’Asia e proprio per questo motivo ha organizzato uno screening di massa, su base volontaria, per tutti i suoi citta-dini, in programma per oggi, mercoledì 16 giugno.
 
Anche in Sardegna, che si appresta ad accogliere i turisti in vista della bella stagione, sono stati rilevati diversi casi di Covid causati dalla variante Delta. Si sospetta anche un possibile focolaio sul set del film Disney della Sirenetta.
 
In Sicilia invece, 10 migranti sbarcati a Lampedusa provenienti dal Bangladesh sono risultati positivi ad un incrocio tra la va-riante Alpha e la Delta. Al momento il focolaio è stato contenuto e i positivi sono stati messi in isolamento su una nave qua-rantena.
In Puglia l’allerta resta massima dopo che è stato individuato un focolaio di Covid a Brindisi. La notizia è stata diffusa dallo stesso governatore della Regione, Michele Emiliano, precisando che il focolaio è “stato strettamente monitorato”.
 
A preoccupare maggiormente il governatore della regione è il fatto che la variante Delta potrebbe “essere meno sensibi-le delle precedenti ai vaccini. E potremmo non avere a ottobre l’effetto favorevole dell’immunità di gregge”.
Anche in Lombardia la situazione è delicata, tanto che, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, sarebbero ben 81 i casi di variante Delta individuati nella Regione a partire dal 20 dicembre 2020.
 
L’ultimo focolaio in ordine di tempo è quello individuato nella palestra Virgin di Città Studi a Milano dove sono risultate posi-tive 12 persone, di cui una affetta da variante Delta nonostante avesse completato il ciclo vaccinale. Per quanto riguarda gli altri 11 si attendono ancora i risultati di laboratorio e solamente per uno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale.
Quello che preoccupa maggiormente della variante Delta, oltre la sua maggiore capacità di diffusione, è il fatto che possa essere resistente ai vaccini attualmente in somministrazione.
 
Un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet smentisce questa credenza. I ricercatori hanno infatti confermato l’efficacia dei vaccini - sia Pfizer che AstraZeneca - contro la variante indiana, anche se con una percentuale inferiore rispetto alla variante Alpha (inglese), il ceppo dominante in Italia.
 
Nello specifico, gli scienziati hanno rilevato che il vaccino di Pfizer offre una protezione al 79% contro la variante Delta, rispetto al 92% con la variante Alpha, anche per quanto riguarda AstraZeneca la protezione contro la variante indiana (60%) è inferiore rispetto a quella inglese (73%).
 
Questo è il quadro nel nostro paese che chiede libertà e responsabilità, così come mi pare stia facendo il Governo Draghi ed il ministro Speranza senza fughe in avanti.
 
Nel campo delle pandemie e dei modelli per contrastarle non vale la lotta tra chi è più aperturista, e chi vuole più cautele, vale il principio di precauzione ed il rischio calcolato, sulla base delle evidenze scientifiche, perciò abbiamo a che fare con le conoscenze scientifiche che sono in progress e le sperimentazioni a livello di massa nei paesi più sviluppati, non già nelle regioni a più basso reddito o nelle aree più disagiate del mondo.
 
Sennò perché saremmo stati tutti d’accordo al G7 di farci carico con i vaccini perché nessuno rimanga indietro? I leader hanno promesso un miliardo di vaccini supplementari contro il Covid-19 da distribuire nei Paesi meno ricchi nei prossimi mesi.
 
Il comunicato finale conferma l'impegno e sottolinea che dall'inizio della pandemia il G7 ha «contribuito per un totale di oltre due miliardi di dosi di vaccino» tra iniziativa Covax e azioni dei singoli Paesi.
 
Dunque se vogliamo sconfiggere il virus l’imperativo morale è vaccinarsi ed essere sempre vigili e cauti finchè non raggiun-giamo l’immunità di gregge perché non parta la sua subdola autodifesa con le varianti che potrebbero correre veloci. Ha senso in tutto ciò giocare a chi è più aperturista, libertario,
anticoprifuochista, antiemergenzialista?
 
E’ penoso che alcuni possano pensare di lucrare politicamente su questi giochetti con un popolo che ha sofferto la perdita dei suoi morti, ha pagato un prezzo elevato in termini socioeconomici, ha capito che le certezze assolute la scienza non ce le può dare finché non ha dati certi e solidi basati sulle evidenze, che la più grande sperimentazione di massa siamo noi, se ci vacciniamo e usiamo cautela finché non raggiungiamo l’immunità di gregge sennò vince lui, il subdolo virus che finora abbiamo visto si autodifende variando ed è disposto a scalare tutto l’alfabeto greco se non lo fermiamo noi in tempo utile.
 
Grazia Labate
Ricercatrice in economia sanitaria già sottosegretaria alla sanità


18 giugno 2021
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