Corruzione in sanità. Anac mette nel mirino liste d’attesa, intramoenia, appalti, concorsi e rapporti con l’industria. Ecco il nuovo Catalogo dei rischi

Corruzione in sanità. Anac mette nel mirino liste d’attesa, intramoenia, appalti, concorsi e rapporti con l’industria. Ecco il nuovo Catalogo dei rischi

Corruzione in sanità. Anac mette nel mirino liste d’attesa, intramoenia, appalti, concorsi e rapporti con l’industria. Ecco il nuovo Catalogo dei rischi

Il documento offre ad aziende ed enti del Ssn una mappa dei principali ambiti esposti a fenomeni corruttivi e di cattiva amministrazione e indica le misure da inserire nei Piao. Tra i rischi segnalati anche l’allungamento delle liste pubbliche per favorire l’intramoenia, concorsi e nomine pilotate, condizionamenti nelle prescrizioni e nella ricerca, irregolarità negli accreditamenti e negli appalti. Busìa: “L’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio il settore sanitario”.IL DOCUMENTO

Liste d’attesa allungate per spingere i pazienti verso l’intramoenia, prescrizioni condizionate, concorsi e nomine costruiti per favorire determinati candidati, gare d’appalto orientate verso specifici operatori, rapporti opachi con l’industria farmaceutica, sperimentazioni cliniche influenzate dagli sponsor, accreditamenti e budget assegnati in modo discrezionale. Sono alcuni dei principali rischi messi nero su bianco dall’Autorità nazionale anticorruzione nel nuovo “Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario”, approvato dal Consiglio Anac con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026.

Il documento nasce per offrire ad aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale uno strumento operativo cui fare riferimento nella predisposizione della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano integrato di attività e organizzazione (Piao). Il Catalogo riprende e integra le indicazioni contenute nei precedenti Piani nazionali anticorruzione, aggiornandole al nuovo Codice degli appalti e introducendo anche rischi e misure relativi a profili finora non specificamente affrontati.

Una scelta che Anac motiva con la particolare complessità della sanità, caratterizzata da una fitta rete di rapporti tra strutture, professionisti e industria e dalla necessità di tutelare un bene primario come la salute. Le aree analizzate spaziano dalla regolamentazione del sistema sanitario alla ricerca biomedica, dal marketing di farmaci e dispositivi agli appalti, fino alla gestione delle risorse finanziarie e umane e all’erogazione delle prestazioni.

A pesare è anche la dimensione economica del settore. Come evidenzia il presidente Anac Giuseppe Busìa, la sanità rappresenta circa il 25% della spesa complessiva dei contratti pubblici e l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda proprio questo comparto. Tra le irregolarità più ricorrenti segnalate all’Autorità figurano la cattiva gestione di reparti e strutture, anomalie negli appalti, irregolarità nelle liste d’attesa e nelle ospedalizzazioni, clientele nell’attribuzione degli incarichi, accreditamenti sospetti e concorsi pilotati.

Liste d’attesa e intramoenia: rischio di “allungare” i tempi del pubblico

Uno dei capitoli più delicati riguarda proprio il rapporto tra attività libero-professionale intramoenia e liste d’attesa. Per Anac l’Alpi può diventare terreno per comportamenti opportunistici capaci di produrre vantaggi economici indebiti e penalizzare i cittadini.

Tra i rischi vengono indicati false dichiarazioni per ottenere l’autorizzazione all’intramoenia, attività svolta durante l’orario istituzionale o in spazi non autorizzati, superamento dei volumi consentiti, omessa fatturazione, trattamenti più favorevoli per chi paga in libera professione e, soprattutto, una gestione inefficiente delle liste e un’attribuzione non corretta delle classi di priorità.

Le contromisure suggerite sono molto concrete. Anac chiede la tracciabilità dei volumi Alpi e il loro confronto con l’attività istituzionale, sistemi informatici di gestione e reportistica, pubblicazione delle tariffe e dei professionisti che esercitano in intramoenia e controlli a campione per verificare che l’attività privata non venga svolta durante l’orario di lavoro pubblico.

Ma soprattutto viene indicato il monitoraggio delle prenotazioni, dei pagamenti e delle prestazioni Alpi per prevenire fenomeni di “allungamento” delle liste d’attesa istituzionali a favore di quelle private. Dovrà inoltre essere tracciata ogni modifica alle liste e dovranno essere utilizzati indicatori capaci di far emergere scostamenti significativi tra i tempi di attesa nel pubblico e quelli dell’intramoenia. Nei codici di comportamento dovrebbe essere inserito anche il divieto di orientare il paziente verso la visita in libera professione.

Concorsi, nomine e incarichi: attenzione a requisiti “su misura” e facenti funzione

Ampio spazio anche alla gestione del personale. Il Catalogo individua il rischio che posti di lavoro o promozioni vengano assegnati sulla base di relazioni personali, politiche o incentivi irregolari anziché secondo criteri meritocratici. Sotto osservazione finiscono requisiti eccessivamente specifici o, al contrario, troppo generici, il mancato ricorso al bando per mantenere incarichi ad interim o facenti funzione, la composizione delle commissioni e l’attribuzione discrezionale dei punteggi.

Anac suggerisce maggiore trasparenza nella scelta delle commissioni, verifica preventiva dei conflitti di interesse, pubblicazione dei criteri di valutazione e degli atti delle procedure, limiti agli incarichi temporanei e, per alcuni incarichi di struttura semplice, anche la presenza di almeno un componente esterno nella commissione.

Il documento guarda anche ai professionisti che lavorano contemporaneamente per il pubblico e per strutture private accreditate nello stesso territorio e nella stessa specialità: il rischio è quello di uno spostamento indebito della domanda verso il privato o dell’utilizzo improprio delle informazioni sulle liste d’attesa. Tra le misure proposte figurano clausole di non concorrenza, obblighi di segnalazione e astensione e controlli sulle dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi.

Appalti, il rischio attraversa tutto il ciclo della gara

Altro capitolo centrale sono gli appalti sanitari, considerati tra gli ambiti più esposti per l’elevato valore economico delle commesse, la specializzazione tecnica dei prodotti e l’ampia discrezionalità che caratterizza molte decisioni.

Secondo Anac il rischio può emergere in ogni fase: dalla programmazione alla progettazione della gara, dalla scelta dell’operatore all’esecuzione del contratto e ai controlli. Il Catalogo raccomanda quindi una mappatura puntuale del ciclo di procurement e l’utilizzo di specifici indicatori di rischio, i cosiddetti Kri, per intercettare anomalie.

Tra le fattispecie individuate compaiono acquisti non necessari, frazionamento artificioso degli affidamenti per rimanere sotto le soglie di gara, dichiarazioni improprie di infungibilità, capitolati costruiti per predeterminare il vincitore, collusioni tra concorrenti, violazioni del principio di rotazione, varianti, proroghe e rinnovi utilizzati per mantenere il rapporto con determinati fornitori.

Ricerca e trial: sotto osservazione sponsor, compensi e conflitti d’interesse

Il Catalogo dedica un approfondimento specifico anche alla ricerca biomedica e alle sperimentazioni cliniche, settore nel quale i proventi per le aziende sanitarie possono raggiungere, nei grandi centri, decine di milioni di euro l’anno. Gli stretti rapporti tra settore pubblico e sponsor privati possono generare conflitti di interesse, manipolazione dei dati, pubblicazione selettiva dei risultati e fenomeni di ghost writing.

Anac chiede alle aziende di disciplinare con regolamenti trasparenti la distribuzione dei ricavi delle sperimentazioni e di introdurre controlli sui conflitti di interesse. Per medici e ricercatori le dichiarazioni dovrebbero essere aggiornate annualmente e riguardare non soltanto interessi finanziari diretti, ma anche consulenze, sponsorizzazioni, borse di studio, partecipazioni a comitati scientifici e rapporti lavorativi.

Particolare attenzione anche alla tutela dei pazienti nei trial: tracciabilità dei pagamenti, controlli indipendenti sugli arruolamenti, audit sui centri di sperimentazione, sistemi digitali che impediscano modifiche retroattive non autorizzate dei dati e canali di whistleblowing sicuri e anonimi

Farmaci e dispositivi: tracciare anche gli incontri con gli informatori

Nel mirino anche marketing e promozione di medicinali e dispositivi. I rischi segnalati vanno dai regali e dalle consulenze fittizie utilizzati per condizionare le prescrizioni alla manipolazione delle specifiche tecniche delle gare, fino a sponsorizzazioni e viaggi offerti ai professionisti.

Tra le misure indicate figurano report per individuare anomalie nel rapporto tra farmaco, prescrittore e paziente, applicazione delle norme del Sunshine Act sui trasferimenti di valore, ricorso all’Health Technology Assessment e persino il tracciamento degli incontri tra medici e informatori scientifici, anche mediante strumenti automatizzati.

Il filo conduttore dell’intero Catalogo è dunque quello di spostare la prevenzione dalla logica del controllo formale a quella della tracciabilità dei processi: più dati interoperabili, sistemi digitali, dichiarazioni sui conflitti di interesse, audit, rotazione degli incarichi, indicatori di anomalia e protezione del whistleblower.

Una mappa che le aziende del Ssn sono ora chiamate a utilizzare per calibrare i propri sistemi di prevenzione. E che mette in evidenza come il rischio corruttivo in sanità non riguardi soltanto le grandi gare milionarie, ma possa annidarsi anche nelle decisioni quotidiane che incidono direttamente sull’accesso alle cure: dalla posizione in una lista d’attesa alla scelta di un farmaco, da una nomina alla possibilità per una struttura privata di lavorare per conto del Servizio sanitario nazionale.

31 Agosto 2026

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