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Santa Maria Nuova di Firenze. Innovativo intervento in 3D su un tumore allo stomaco

La paziente, 79enne con un tumore maligno sanguinante dello stomaco, a casa dopo sei giorni. L’utilizzo della metodica della laparoscopia consente specialmente nei pazienti anziani di ottenere lo stesso tipo di intervento con un’accurata asportazione dei linfonodi necessari sottoponendo il paziente fragile ad un trauma chirurgico nettamente inferiore rispetto alla chirurgia tradizionale.

07 APR - È stato eseguito con successo un innovativo intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno sanguinante dello stomaco in una paziente di 79 anni. La tecnologia digitale 3D in uso da tempo nelle nuove sale operatorie di Santa Maria Nuova, rappresenta un importante passo avanti per ottenere una chirurgia sempre più precisa.

L’equipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale diretta da Marcello Lucchese, che svolge la propria attività nel Dipartimento delle specialistiche chirurgiche della Asl Toscana Centro diretto da Stefano Michelagnoli, ha utilizzato questa metodica innovativa per affrontare l’impegnativo intervento chirurgico.

La paziente mentre si trovava all’estero, aveva presentato nei giorni precedenti una anemia improvvisa a causa del sanguinamento di un tumore maligno dello stomaco. Rientrata rapidamente a Firenze aveva contattato il direttore del reparto che ultimati gli accertamenti per chiarire la diagnosi, ne aveva disposto l’intervento chirurgico, dopo l’abituale discussione collegiale con gli altri specialisti della materia.

“Il nostro obiettivo - ha spiegato Lucchese - è stato quello di riuscire a effettuare un intervento il meno invasivo possibile con la precisione più accurata possibile”. L’utilizzo della metodica della laparoscopia, ormai consolidata in tutta la chirurgia generale, consente specialmente nei pazienti anziani di ottenere lo stesso tipo di intervento con un’accurata asportazione dei linfonodi necessari sottoponendo il paziente fragile ad un trauma chirurgico nettamente inferiore rispetto alla chirurgia tradizionale. La paziente ha potuto alzarsi e iniziare a bere dopo cinque ore dall’intervento ed è stata in grado di rientrare nella sua abitazione dopo soli sei giorni.


“La tecnologia al servizio della mini invasività e accuratezza chirurgica rappresenta sempre una innovazione importante – commenta il direttore del Dipartimento delle specialistiche chirurgiche Stefano Michelagnoli - ma lo è di più quando un cuore tecnologico e all’avanguardia pulsa all’interno dell’ospedale più antico del mondo ancora in piena attività”.

07 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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