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Case della Salute. I medici scrivono a Giani: “Investire per migliorare il sistema della cure primarie”

Nella lettera si evidenzia come la pandemia Covid abbia “dimostrato la necessità e l’indubbia utilità delle Case della salute nel rafforzamento della Medicina generale e dei servizi territoriali”. Occorre quindi “incentivare la costituzione di nuove Case della Salute” e “approfittare dell'investimento previsto dal PNRR”. LA LETTERA

19 MAG - Investire sulle Case della Salute (CdS) per rafforzare le cure primarie, primo avamposto a tutela della salute dei singolo cittadino e della collettività. È quanto chiedono i medici di medicina generale della Toscana in una lettera indirizzata al presidente della Regione, Eugenio Giani. La lettera è promossa dai medici della Casa della Salute di Querceta (Lu), ma è stata sottoscritta dai medici di un’altra decina di CdS.
 
“La pandemia ha dimostrato – ove ce ne fosse stato bisogno – la necessità e l’indubbia utilità delle Case della salute nel rafforzamento della Medicina generale e dei servizi territoriali”, scrivono i medici nella lettera.  I medici osservano come le Case della salute siano cresciute in Toscana, ma, sottolineano, “come espressione di realtà locali – con differenti caratteri distintivi: storici, socio-ambientali, professionali, organizzativi – e come frutto dell’innovazione nella gestione delle cure primarie”. Ora l’atto di indirizzo della giunta regionale del giugno 2020 (DGR 770/2020) che rilancia il programma di sviluppo delle Case della salute (CdS), quali sedi di riferimento (anche se non esclusiva) dell’attività dei medici di medicina generale, prevede l’istituzione di almeno una Casa della salute per ogni AFT entro il 31.12.2021.

Tuttavia, fanno notare i medici, l’ultimo Rapporto in materia dell’Agenzia regionale di Sanità fa notare come il numero di MMG con ambulatorio in una CdS, che aveva raggiunto un picco ad inizio 2019, con 445 MMG, pari al 17,5 %, è andato a diminuire negli ultimi  due anni e soprattutto nell’ultimo anno. Secondo i medici, “per evitare che questa riduzione si trasformi in un depotenziamento della Medicina Generale e delle Cure Primarie è necessario incentivare la costituzione di nuove Case della Salute, partendo da due modelli principali: uno nel quale i MMG effettuano la propria attività convenzionale principalmente nella CdS, l'altro con i MMG che continuano ad operare nei propri studi periferici, organizzando nella CdS prestazioni aggiuntive come un Ambulatorio di Primo Soccorso, la Sanità d'Iniziativa, la Medicina Vocazionale, le Vaccinazioni, i Tamponi rapidi”.

I medici sollecitano quindi la Regione ad approfittare dell'investimento previsto dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che prevede la destinazione di ingenti risorse per innovare e migliorare la Medicina generale. “La Regione non può farsi trovare impreparata di fronte a questo fondamentale e forse irripetibile appuntamento”, osservano i medici che chiedono un incontro con i sindacati della Medicina Generale per arrivare un nuovo Accordo Regionale per la medicina generale “che accompagni e sostenga questo necessario investimento, culturale e finanziario”.

19 maggio 2021
© Riproduzione riservata

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